Un amore di portafotografie

Volevo realizzare un piccolo portafotografie per abbellire la mia libreria fatta con le cassette della frutta.
Avevo a disposizione i provini delle fotografie del mio matrimonio, sapete quelli piccini piccini e facevano proprio al caso mio.
Ho realizzato la base del mio portafotografie modellando del DAS fino a dargli la forma di un cuore e ho fatto quattro piccoli buchi…

Ho aspettato che asciugasse e ho passato una mano di smalto viola

Mentre aspettavo che anche lo smalto si asciugasse ho preparato i sostegni per le fotografie utilizzando del filo di ferro che ho lavorato in modo da creare delle spirali…(un po’ squadrate per la verità!).

Ho inserito il filo di ferro nei buchini che avevo fatto nel cuore…

E per finire ho inserito le fotografie nelle spirali del filo di ferro.

Ed ecco la mia piccola creazione posta in un angolino della mia libreria.

L’idea in realtà mi era venuta già qualche mese fa leggendo questo post di Sybille, che ringrazio per l’ispirazione. Aspettavo solo l’occasione giusta per realizzarla.

Le nostre mattine…

le passiamo all’aria aperta, nel prato dietro casa.


E’ bellissimo “scaravoltare” tutto il nostro materiale di studio sulla coperta…


Il bello è che qui c’è sempre un gatto che ti tiene compagnia!!


Dopo il ripasso dei verbi e delle tabelline… rimane il tempo per la lettura libera.

E’ tempo di aratura


I campi vengono preparati per la semina (che avverrà verso la fine di ottobre).

Anche se oggi l’aratro non viene più trainato dai buoi e all’uomo è richiesto meno sforzo fisico, rimane sempre un lavoro pesante e svolto quasi gratuitamente (se non in perdita).

Ammiro i contadini, la loro passione per la terra, la loro pazienza nell’aspettare e rispettare i ritmi della natura.

Sonntagsfreuden

Un pomeriggio divertente in un paese meraviglioso sulle orme di San Colombano…









Per saperne di più: www.comune.bobbio.pc.it

„Sonntagsfreuden – Le gioie della domenica“, un’iniziativa di Maria/Kreativberg: raccolta „di momenti di piccole gioie nella vita quotidiana“.

Siamo in collina!

Matilde ed io iniziamo la seconda piccola porzione di vacanza: dieci giorni in collina in cui cercheremo di stare il più possibile all’aria aperta, passeggiare, osservare, creare… insomma caricare le batterie di energia positiva prima dell’inizio della scuola.

Se lo ami legalo

Si tratta di una campagna sulla sicurezza dei bambini in auto lanciata lo scorso anno da genitoricrescono.com in collaborazione con i siti veremamme.it, farmaciaserragenova.it e mammafelice.it.

Lo scorso 6 luglio durante una gita con l’oratorio, mentre andavamo a velocità di crociera (100 km orari) in seconda corsia in autostrada, siamo stati tamponati da una macchina che “viaggiava” un po’ più veloce e che dovendo passare dalla corsia di sorpasso alla seconda corsia non è riuscita a frenare (si! La macchina non è riuscita a frenare; infatti si trattava di una di quelle macchine con quel dispositivo per cui si fissa la velocità e questa è mantenuta fino a che non si mette il piede sul freno e quindi frena automaticamente. In questo caso si era inceppato quel dispositivo).
La nostra macchina ha iniziato a girare su se stessa in piena autostrada (in un feriale con poco traffico di macchine ma tanti camion); non so come, ma mio marito è riuscito a mantenere il controllo della macchina e a portarla sulla corsia d’emergenza.
Eravamo in cinque in macchina e ne siamo uscivi tutti illesi ( a Luca hanno dato due punti in testa, perchè nel momento del tamponamento l’ha battuta contro il dispositivo della cintura di sicurezza).
Matilde era sui sedili posteriori, nel sedile centrale, tra me e la nonna e …. non aveva la cintura.
Per giorni e giorni sono stata assillata dal pensiero di quello che sarebbe potuto succedere vista la dinamica dell’incidente.
Non è successo e di questo ringrazierò Dio per tutta la vita. Ma una cosa è sicura: mai più senza cintura!

In cucina (senza Matilde): gnocchi di patate al gorgonzola

Ieri a Milano il caldo era insopportabile; Matilde ed io avevamo l’energia di un bradipo.
Ci siamo aggirate per la casa come due zombi in cerca di angoli freschi. Effettivamente l’ultima cosa che si ha voglia di fare è cucinare. Però per rispettare il nostro appuntamento del giovedì avevamo deciso di presentare uno dei piatti forti di Matilde: gli gnocchi di patate al gorgonzola. Praticamente li fa lei da sola dall’inizio alla fine. Ma ieri non ce l’ha fatta. Era stravolta. Così l’ho lasciata riposare e li ho fatti da sola, liquefacendomi ad ogni gesto che compivo.
Ingredienti per 4 persone:
800 g. patate a pasta bianca e farinosa
160 g. farina piu’ un pò per la spianatoia
100 g. gorgonzola dolce o piccante secondo i gusti
4 o 5 cucchiai di latte
2 cucchiai colmi di parmigiano grattugiato
sale
pepe

Tempo di preparazione: 30 minuti
Tempo di cottura: 40 minuti

Preparazione:

Lavate le patate, mettetele in una casseruola, copritele di acqua fredda e fatele lessare fino a che saranno tenere (occorrera’ circa mezz’ora; piu’ o meno secondo la loro dimensione). Appena cotte scolatele subito, pelatele e, ancora calde, passatele al passapatate lasciandole cadere sulla spianatoia infarinata. Una volta intiepidite, unite la farina setacciata e impastate continuando a lavorare l’impasto fino a che sara’ liscio, elastico e abbastanza morbido (non aggiungete sale perche’ quest’ultimo, per le sue proprieta’ igroscopiche, permette agli gnocchi di assorbire acqua e quindi di disfarsi). Quando la pasta e’ pronta, staccatene un pezzo e, rotolandolo con le due mani aperte sulla spianatoia leggermente infarinata, formate un lungo rotolino della grossezza di un dito, quindi tagliatelo a cilindretti lunghi circa 2 cm. Infarinateli un poco e rotolateli rapidamente sulla spianatoia. Passate ogni gnocco sul retro di una grattugia infarinata (oppure sui rebbi di una forchetta o, meglio ancora, sull’apposita tavoletta di legno rigata) premendo leggermente con il pollice e lasciandoli cadere su un canovaccio infarinato facendo attenzione che non si tocchino. Quando saranno tutti pronti, copriteli con un altro canovaccio e lasciateli riposare una mezz’ora. Tagliate il gorgonzola a tocchetti, mettetelo in una casseruolina, unite il latte, insaporite con una macinata di pepe e, a fuoco moderatissimo, amalgamate gli ingredienti, mescolando con un cucchiaio di legno fino ad ottenere una specie di crema. Tuffate gli gnocchi in abbondante acqua salata in ebollizione, mescolateli con delicatezza e, via via che vengono a galla, tirateli su con una schiumarola. Disponeteli in un piatto da portata profondo e conditeli con la crema al gorgonzola.
Mescolateli, spolverateli di parmigiano grattugiato e serviteli caldissimi.
Per la ricetta ringraziamo

Da notare l’ultima parola della ricetta: CALDISSIMI.
Tutto questo mi ha dato il colpo di grazia ma gli gnocchi erano molto buoni

Come ridare nuova vita ad un vecchio cestino di vimini

 

I solai e le soffitte sono sempre pieni di cose meravigliose dimenticate lassù chissà da quanto tempo.
La settimana scorsa Matilde ed io abbiamo fatto una puntatina in solaio a recuperare un vecchio peluche di cui lei sentiva la mancanza.
Mentre cercavo il borsone in cui avevo sistemato tutti i pelouches l’ho visto….
Era lì tutto storto, in bilico tra il lettino da campeggio e le scatole delle scarpe invernali.
L’ho visto e mi sono detta: “Perchè no?”.
Un vecchio cestino di vimini, rotto in alcuni punti e un po’ impolverato…

Ho iniziato dandogli qualche mano di spray acrilico bianco (tre mani per l’esattezza, una ogni tre minuti)…

Poi ho realizzato con la carta crespa delle piccole margherite nei colori che richiamavano la stoffa che avrei sistemato sul fondo del cestino e delle foglie doppie, sempre di carta crespa.

Dopo aver sistemato appunto la stoffa sul fondo del cestino, ho legato alle due estremità del manico le foglie (4 per lato) e i mazzolini di margheritine;
Con dei puntini di colla a caldo ho coperto il manico con del nastro di raso verde e voilà…
il mio cestino è rinato!


Un progetto semplice ma che mi ha dato soddisfazione!

Ho visto cose…

… che in città non si possono vedere e sono contenta che anche Matilde abbia la possibilità di vederle e di viverle.
Nel fine settimana in collina ci è stato regalato lo spettacolo del pane cotto nel forno di pietra…

Come si fa a sapere quando il forno ha raggiunto la temperatura giusta per poter infornare le pagnotte?
Ci sono due modi:
- guardare il colore delle pietre dentro il forno, perchè se sono troppo scure la temperatura è troppo alta;
- inserire nel forno un foglio di giornale e lasciarlo qualche minuto; se il foglio diventa scuro la temperatura è troppo alta, se invece rimane del suo colore la temperatura è ok.
Che belle queste pagnotte!

La temperatura è quella giusta: inforniamo!

Si chiude il forno…

… e dopo un’ora circa…

Che meraviglia! Provate a chiudere gli occhi ed immaginare il profumo!


Matilde è tornata a casa con una pagnotta…

…mmmmh! Buono, bianco, soffice
Questa settimana anche Sergio ha voluto parlare del pane “di queste parti”. Se vi fa piacere quindi spostatevi dalla Val Nure alla Valtolla. Basta un click!
Buon martedì a tutti voi!