Il venerdì del libro: “Una bambina”

Torey Hayden è sicuramente una delle mie scrittrici preferite.

Ma prima  di essere  scrittrice Torey è stata insegnante e più precisamente insegnante di sostegno.

Nata il 21 maggio 1951 (peraltro il 21 maggio sono nata anche io e questo me la rende più cara), nel Montana, Torey ha rivestito numerosi incarichi nel campo dell’istruzione speciale lavorando con bambini con disturbi emotivi, con disturbi dell’apprendimento; ha lavorato come consulente nel campo degli abusi ai minori e come insegnante in unità psichiatriche.

I suoi libri spesso raccontano storie vere, drammatiche a volte.

E’ il caso di “Una bambina”

Ci guardammo. Si chiamava Sheila. Aveva sei anni e mezzo, poco meno – una creaturina con i capelli arruffati e gli occhi ostili; e puzzava. Fui sorpresa di vederla così piccola. Me l’ero aspettata un po’ più grande. Aveva forse la statura di una bambina di tre anni. Con la salopette di jeans e una T-shirt da maschietto, ormai scolorita, sembrava uno di quei “Bambini da salvare” che si vedono nelle foto,sui giornali.

Questo è il momento dell’incontro tra Torey e Sheila, una bambina che vive quotidianamente a contatto con la violenza, in un mondo in cui non c’è amore, non c’è dignità, non c’è speranza.

Il New York Times:

Ci sono delle pagine, in questo libro, che vi riempiranno di rabbia. Altre vi faranno piangere. Altre ancora vi faranno esultare. Ma quale che sia la vostra reazione, riconoscerete che da molto tempo non si leggeva un libro altrettanto emozionante“.

Io ho provato rabbia, ho pianto ed ho esultato e ho ammirato profondamente pagina dopo pagina questa giovane insegnante decisa a salvare “una bambina”.

Sito web della scrittrice: www.toreyhayden.com