La prima gara di Matilde

Come sapete Matilde da un paio d’anni pratica Qwan ki do.
Oggi, nello splendido scenario della rocca di Soncino in provincia di Cremona si è svolto il Campionato Italiano di Tecnica.
Era la prima gara di Matilde. Era emozionata, un po’ preoccupata di non essere pronta visto che per motivi vari ha fatto numerose assenze quest’anno.
Ma è stata bravissima!
Ha eseguito con precisione il suo bofamot ( credo si dica così), anche se deve perfezionare alcuni movimenti e la loro fluidità.
Ma noi l’abbiamo vista divertirsi e questo ci è sufficiente, soprattutto in questo ultimo periodo un po’ complicato.

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C’erano pochi compagni di corso, ma quei pochi erano senz’altro buoni…

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Come dicevo all’inizio la “location” di questa gara è stata Soncino e la sua Rocca…

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… bellissima e suggestiva…

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Sotto un cielo che un po’ era così…

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… e un po’ era così…

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… dopo la gara, abbiamo vestito i panni dei turisti e abbiamo visitato la Rocca per benino…

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Chi è il più buffo secondo voi tra questi personaggi? La nonna Mariuccia senza dubbio, sempre così seria nelle foto!!!

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In tutto il borgo i segni della manifestazione con i loro incredibili disegni e colori…

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Come ricordo di questa bella giornata, oltre al tempo trascorso con i nonni e con gli amici che abbiamo incontrato abbiamo portato a casa questo simpatico draghetto…

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… e queste campanelle, che Matilde mi ha regalato per il mio ormai imminente compleanno!

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Ciao a tutti voi e buon inizio di settimana!!!

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Cucinare insieme fa bene

Un sabato mattina iniziato male.
Un po’ di tensione da parte mia e una frase detta senza nessuna cattiva intenzione che fa ti sbottare.
Poi il nostro progetto homecooking ci ha salvato.
Tutti e tre in cucina, ognuno con il proprio compito.
Il clima si è rasserenato e abbiamo affrontato con calma l’argomento della discussione mattutina.
Cucinare insieme è evidentemente terapeutico.
Il nostro progetto homecooking procede a gonfie vele. Ogni settimana una regione diversa e un quindi un diverso piatto tipico. Anzi questa settimana addirittura due.
Ma cominciamo dall’inizio.
La prima regione studiata è stata la Lombardia e l’abbiamo onorata con un delizioso risotto alla milanese…

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E’ stata la volta della Liguria e anche se il pesto non l’avevamo fatto in casa ci siamo gustati un bel piatto di linguine al pesto ( della linea Fior Fiore della Coop)…

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Con il Friuli Venezia Giulia abbiamo inparato a fare una deliziosa frittata alle erbe ….

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Procedendo verso sud ci siamo fermati in Emilia Romagna e abbiamo gustato le cosce di pollo alla ferrarese…

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Poi siamo andata nel Lazio e Matilde ha scelto un piatto a base di carne, i saltimbocca alla romana, preparati completamente da lei…

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E oggi abbiamo spaziato dalla Valle d’Aosta con le …

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… alla Sicilia con i cannoli siciliani ( certo, non hanno nulla a che vedere con gli originali, non ce ne voglia la nostra amica Palmy, ma erano molto gradevoli)…

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Alla prossima regione e alla prossima ricetta.
Ciao!!!

Piantine aromatiche sul balcone

Anche definirlo un piccolo orto mi pare esagerato!!!!
La settimana scorsa durante una mia escursione all’Ikea per la scuola, ho acquistato questo kit…

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Tre bicchieri e tre bustine di semi di piantine aromatiche: origano, melissa e prezzemolo .
All’interno di ogni bicchiere un blocchetto di terra…

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Seguendo scrupolosamente le istruzioni …

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… abbiamo aggiunto acqua alla terra che si è gonfiata all’inverosimile diventando tantissima…

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… abbiamo riempito ogni bicchiere di terra …

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… e nel rispettivo bicchiere messo i semini…

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Una volta coperti i semini con altra terra, abbiamo avvolto i bicchieri nella pellicola trasparente sulla quale abbiamo fatto dei buchini con uno stuzzicadente e adagiati in un bel cestino.

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Ecco il nostro cestino di piantine aromatiche sul mobiletto del balcone della cucina a fare compagnia alla salvia e al rosmarino ( i quali già risentono del mio mancato pollice verde).

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Questa mattina…

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… le prime foglioline di origano hanno fatto capolino. Come sono carine!!!
Spero che abbiano maggior fortuna della salvia e del rosmarino!!!

Ciao a tutti e buon fine settimana!
Noi domenica saremo a Soncino per uno stage di Qwan ki do.
A lunedì per il resoconto della giornata!

Sul mio comodino

Vorrei avere molto più tempo a disposizione per leggere.
Ormai riesco solo di sera prima di addormentarmi. Ma ahimè, la stanchezza sopraggiunge molto presto e dopo qualche pagina il libro mi cade sul naso. Molte sono le sere in cui il libro non riesco nemmeno a prenderlo in mano.
Spero molto nelle vacanze estive.
Ma i libri non mancano.
Acquistati, regalati o prestati questi preziosi parallelepipedi sono numerosi e in tutte le stanze.
Questa settimana, per l’appuntamento con “Il venerdì del libro” di Homemademamma, vorrei parlarvi di due libri che in realtà non ho ancora letto. “E allora che recensione potrai mai fare?” mi chiederete.
Non sarà una recensione infatti, solo una piccola presentazione.
Ecco i libri …

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Il primo è “L’arte della felicità in un mondo di crisi” di Sua Santità il Dalai Lama scritto con lo psichiatra americano Howard C. Cutler.
Me lo ha regalato Luca per la festa della mamma e devo dire che è stato il regalo giusto al momento giusto…
… poichè la natura dell’uomo è essenzialmente buona, se egli coltiverà le sue doti innate potrà realizzare se stesso e, quindi, essere felice. Secondo la concezione buddhista, infatti, la felicità è un arte e, come tale, richiede pratica ed esercizio, al pari di qualsiasi altra competenza e abilità umana. Allenando la mente a individuare le cause dell’ansia e dell’insoddisfazione, abituandoci a riconoscere, nelll’incontro con gli altri, le affinità piuttosto che le differenze, alimentando emozioni positive quali la compassione e l’empatia anzichè la paura e la diffidenza, troveremo la strada maestra per raggiungere una maggiore felicità.

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Dalai Lama
L’arte della felicità in un mondo di crisi
con Howard C. Cutler
Mondadori

Il secondo libro è “Il grande viaggio” di Giuseppe Cederna. Questo libro mi è stato prestato da un mia allieva che mi ha detto: “Leggilo! Sono sicura che ti piacerà!”.
Giuseppe Cederna è un attore di cinema e di teatro. Collabora con riviste e giornali scrivendo storie di viaggio, dal Mediterraneo all’Himalaya, dall’Africa alla Valtellina. Questo è il suo primo libro.

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Nel novembre del 1999, Giuseppe Cederna, parte, con alcuni amici, per il Nord Ovest dell’India, ( gli Hills Himalayani), meta di un pellegrinaggio hindu, ancora vivissimo, verso le sorgenti del fiume sacro per eccellenza, il Gange.
Guidato, come in ogni viaggio di iniziazione da una serie di coincidenze ( un generoso interferire di letture, di mappe, personaggi letterari e persone in carne e ossa, memorie e sogni) percorre in auto e a piedi la via delle Sorgenti e delle Confluenze.
E, al ritorno a Delhi, ha un appuntamento con l’amica Paola: lei non l’ha seguito, ma, alla fine del suo viaggio parallelo in Kosovo, sarà là ad aspettarlo. Questi i patti, questa l’attesa. Questa è la premessa di un dolore.

Giuseppe Cederna
Il grande viaggio
Feltrinelli

Un libro regalato e un libro prestato. Ciò che ho scritto è esattamente ciò che ho letto finora. Io sono già curiosa. E voi? Spero solo che la curiosità riesca a vincere il sonno!

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Preparativi di fine anno

Ci avviamo alla fine dell’anno scolastico e sono tante le cose in cui sono impegnata.
Innanzitutto la festa di anno. Quest’anno sarà molto particolare per noi. Matilde sarà protagonista, insieme ai suoi compagni della cerimonia di consegna dei diplomi. Infatti la dirigente in persona chiama uno per uno i bambini che lasceranno la primaria e consegna loro una pergamena e il cappellino tipo laurea con tanto di coccarda tricolore.
E’ inutile dire che io piangerò come una fontana.
Ma la festa di fine anno è anche tanto lavoro per i genitori del Comitato. Banchetti di vendita, laboratori, punto ristoro, tutto si sta avviando ( peraltro dopo la sfacchinata del progetto di pulizia e imbiancatura della scuola al quale io alla fine non ho partecipato sigh!).
Da parte mia sarò impegnata in un laboratorio che come dicevo qui proporrà ai bambini di realizzare dei portachiavi con i tappi delle bottiglie e poi con la mia amica e collega yogini Taz nella sessione di yoga.
Finisce la scuola primaria e dobbiamo salutare le insegnanti.
Definirei il mio rapporto con le insegnanti di Matilde un rapporto di amore-odio, ma per lei è stato sicuramente un rapporto di grande affetto. Ecco perchè mi ha chiesto di preparare un regalo speciale per loro.
Ho pensato di realizzare un lavoretto a punto croce … per la precisione un quadretto con un imparaticcio: l’alfabeto per l’insegnante di italiano e dei numeri per quella di matematica…

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E poi una volta finita la scuola comincerà l’oratorio estivo e quello è davvero un gran bell’impegno.
Quattro settimane di gioco, di svago per Matilde ma anche di lavoro e di fatica ( fisica più che mentale) per me.
Ma non ci rinuncerei per nulla al mondo.
Sarò impegnata nel laboratorio di “fiori di carta” come sempre, ma quest’anno vorrei dare più valore al discorso del riciclo creativo utilizzando le bottiglie delle bibite che vendono al bar dell’oratorio. Ho dato un’occhiata in rete e ci sono proposte e idee davvero meravigliose per riciclare la plastica colorata delle bottiglie: collane, orecchini, tende, contenitori, fiori c’è di tutto e di più e non vedo l’ora di realizzare qualche progetto carino con le mie bambine.

Mi piacerebbe tanto aggiornare il blog giorno per giorno, tenendo traccia quasi in tempo reale ma ahimè le giornate sono troppo corte e le cose da fare sono tantissime.
Spero di riuscire a farvi vedere come procedono questi preparativi di fine anno.
A venerdì per le nostre proposte …. libresche.
Ciao!!!

Non ti arrendere

Per la festa della mamma Matilde mi ha regalato questo disegno…

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Poi l’ha ripreso dicendo: “Devo aggiungere una scritta”.

Ecco il disegno con la scritta…

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“Perchè hai aggiunto questa frase?” le ho domandato
“Vedi mamma, quello scienziato, che assomiglia un po’ ad Einstein è il protagonista di un gioco della WII. Ti insegna a fare esperimenti chimici e se alla fine sbagli qualcosa e non ottieni un buon punteggio, non ti sgrida, ma ti dice di non arrenderti.
” E tu, ci sono situazioni difficili in cui ti arrendi?” le chiedo
” A volte si e a volte no”.

” E io?” mi sono domandata.
In questo periodo in cui mi sento un fallimento completo come mamma, in cui vedo mia figlia in difficoltà, vedo le manifestazioni dei suoi disagi, per i quali mi sento la causa e tremendamente responsabile mi verrebbe voglia di arrendermi. Avverto una stanchezza (mentale e fisica) che faccio fatica a gestire, che a volte mi blocca.
Tutto mi sfugge e si complica ( la casa, il lavoro, la scuola).
Forse Matilde avverte tutto questo e mi ha voluto mandare un messaggio, seppur inconscio, con il suo disegno.

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Una domenica con la zia Mela

La zia Mela ( ma Mela non è il suo vero nome) è la sorella di mia madre.
Vive a Codogno, in provincia di Lodi.
Codogno è proprio una bella cittadina. La definirei a misura d’uomo. La puoi attraversare tranquillamente in bicicletta, percorrendo viali alberati e anche la via principale ( Via Vittorio Emanuele) è trafficata, ma al punto giusto.
Quando andiamo a trovare la zia Mela è sempre una giornata speciale per me.
Mi piace tanto la sua casa.
Io mi ci sento perfettamente a mio agio
E’ molto molto personale e ricca di dettagli che assomigliano molto a lei ( e un pochino anche a me).

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Il nostro arrivo era stato annunciato…

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Matilde adora la zia Mela.
La zia Mela ha due figli. Sono grandi ormai ma tanto teneroni specialmente con Matilde…

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La zia Mela ha un campo appena fuori Codogno.
Ti vuoi davvero rilassare? Vai sul campo della zia Mela…

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Sul campo riposa il camper della zia Mela, perchè la Zia Mela viaggia in camper ( beata lei!!). Questo vuol dire che se vuoi fare un riposino …

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La zia Mela ha un bellissimo negozio a Codogno che svela il perchè del suo nome!

Ci fa sempre dei bellissimi regali…

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Io voglio un sacco di bene alla zia Mela!!!!

Buona festa della mamma

Che bello essere mamme!
Guardi i tuoi figli e vedi una parte della tua vita.
Che faticoso essere mamme!
Ogni disturbo, ogni fatica, ogni malessere dei tuoi figli diventano il tuo disturbo, la tua fatica, il tuo malessere.
In queste ultime settimane, in modo particolare, avverto forte questo altalenare di sensazioni. Mi sembra di essere su un ottovolante che non si ferma mai. Quando sono sicura di essere arrivata alla meta succede qualcosa e mi dico: “No, c’è un altro giro, un altra preoccupazione, un altro pensiero”. E si continua. Cercando soluzioni diverse, bussando a porte ancora inesplorate.
Guardo mia figlia e sono felice. Ringrazio Dio di avermi donato una creatura come lei. Fragile ma tosta, delicata ma coraggiosa, enigmatica nei pensieri ma semplice nei gesti d’affetto.
Quest’anno vivo molto più intensamente questa festa della mamma. Piangendo un po’ ( è stanchezza mentale ) e pregando tanto.
E allora auguri a me, alla mia mamma, alla mamma di mio marito.
Auguri alle mamme delle mamme.
Auguri alle mamme che hanno bimbi sulla terra e quelle che hanno bimbi in cielo.
Auguri alle mamme che ancora non hanno incontrato il loro bimbo.
Auguri alle mamme ( specialissime) che forse non lo incontreranno mai.
Auguri alle mamme che per le circostanze della vita, sono costrette a crescere i loro figli da sole.
Auguri alle mamme che vivono coraggiosamente situazioni di malattia o disabilità dei loro bambini.

Mai come quest’anno sento vicina ogni mamma del mondo.

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Metti un venerdì piovoso…

… che ancora una volta sembra più autunno che primavera; metti una mamma in fase creativa, una bambina a casa da scuola perchè semi-malata, metti tanti fiori finti e contenitori vari da riciclare…
Ecco che cosa ne nasce…

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