Ferie

Da oggi pomeriggio siamo ufficialmente in ferie.
Nei prossimi giorni partiremo per le nostre amate colline.
Sarò off line per un po’, anche il blog si prende un po’ di riposo.
Vi auguro di trascorrere un’estate rilassante e soddisfacente.
A presto!!!

Il mio pollice verde…

Come molti sapranno non sono famosa per il mio pollice verde. Anzi!
Come dico sempre: “Riuscirei a far morire anche una pianta finta!”.
Eppure adoro le piante, i fiori, il verde, la natura…
Alla fine del corso di yoga le mie allieve mi hanno regalato un bonsai.
Io ovviamente ho apprezzato tantissimo il pensiero anche se tra me e me pensavo: ” Non sanno quale orrendo crimine stanno commettendo! Mettere un bonsai, così delicato, fragile, particolare nelle mie scellerate mani”.
E infatti….
Giuro che ho fatto di tutto per curarlo, abbeverarlo, gli ho anche parlato per farlo sentire a suo agio in casa nostra eppure dopo qualche giorno, dalla mattina alla sera, nel giro di poche ore, aveva perso completamente le foglie. Era spoglio come gli alberi in autunno. Ero delusa e frustrata.
Ma Luca mi ha detto: “Ehi, guarda qua!” e mi ha indicato delle piccole gemme verdi che si intravedevano qua e là tra i poveri rami.
“Dai che ce la facciamo” ha aggiunto fiducioso.
E così abbiamo cambiato posto al piccolo bonsai, l’abbiamo abbevererato e potato e adesso… è rinato!

E’ bellissimo e sono spuntati anche dei piccoli fiori bianchi!
Sono molto fiera di me!

La mia amica Paola, durante l’oratorio estivo mi ha regalato un’altra piantina. La poverina è stata dimenticata sul balcone durante un pomeriggio di vento fortissimo e non era messa bene.
Ma io ormai forte della mia esperienza con il bonsai, l’ho risollevata, messa in un posto più al riparo ma comunque ben assolato e adesso…

Lanciatissima da queste esperienze botaniche la settimana scorsa mi sono comprata……. un bel mazzo di ….. basilico!!! ( pensavate ad una qualche strana pianta esotica eh!)….

Che profumo!!!!

Buon giovedì cari amici e…. se volete bene a me ma soprattutto alle piante…. non regalatemele!!!!

Accettazione

In questi giorni sto alternando la lettura di due libri.
Uno di questi è “Attenzione saggia, attenzione non saggia” di Corrado Pensa.
L’autore, già ordinario di Religioni e Filosofia dell’India presso l’Università La Sapienza di Roma è da una ventina di anni insegnante di Dharma in Italia presso l’Associazione Per la Meditazione e la Consapevolezza e negli Stati Uniti presso l’Insight Meditation Society.
In questo libro vengono affrontati temi molto interessanti come l’attenzione consapevole, la comprensione intuitiva, la compassione.
In tutto in un’ottica buddhista ma precisando che tali concetti sono presenti in tutte le credenze religiose.
Finora ho cercato di capire che cosa s’intende per accettazione.
Molti sono portati a pensare che accettazione abbia una connotazione negativa. Accettazione come sinonimo di passività, inerzia, fatalismo. Così come quando pensiamo alla parola “umiltà” ci viene subito in mente l’idea di debolezza.
Eppure l’accettazione porta con sè tanta liberazione, tanta pacificazione.
Dice la monaca zen Shundo Aoyama: “A meno che tu non accetti le circostanze spiacevoli presenti, la felicità non può essere raggiunta“.
Ma l’accettazione deve partire dalla consapevolezza della non accettazione: ” Va benissimo invocare l’accettazione, tessere giustamente le sue lodi; ma se vogliamo che l’accettazione cominci a crescere, così come l’acqua comincia a salire nella buca che scaviamo nella sabbia, è indispensabile la contemplazione della non accettazione e della sofferenza che essa porta con sè. Lo slancio verso l’accettazione è un’ottima cosa, ma la constatazione di ciò che provoca la non accettazione è in grado di darci una spinta definitiva per la pratica dell’accettazione.

L’accettazione dalla quale dobbiamo partire è quella verso noi stessi.
Tanto più riusciremo ad accettare noi stessi, tanto più riusciremo ad accettare gli altri.
Tanto più impararemo ad amarci, tanto più amore potremo dare agli.