Attività con i bambini: un biglietto natalizio pop-up

Ieri pomeriggio mi sono divertita a realizzare un biglietto che accompagnerà il regalo di Natale di una nostra piccola grande amica.
L’ispirazione mi è venuta sfogliando questo bel libro…

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Si tratta di un libro che suggerisce tanti lavoretti da fare con i bambini a casa, a scuola o a catechismo. Infatti ogni lavoretto è ispirato ad un episodio del Vangelo collegato al Natale: la nascita di Gesù, l’arrivo dei pastori alla grotta di Betlemme, la visita dei Magi ecc…

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Ma veniamo al mio biglietto.
Abbinato all’episodio dell’Annunciazione era proprio un biglietto d’auguri con un simpatico angioletto realizzato con tecnica del pop up. Un pop up molto semplice ma carino.

Ho preso un cartoncino formato A4 e l’ho tagliato a metà.
La metà l’ho piegata a sua volta a metà…

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Dall’altra metà ho ritagliato una striscia di 15cm per 3 cm e ho fatto una piega a metà e due pieghe a 2 cm dai bordi.

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Con la Big Shot ho fustellato dei cerchi e dei cuoricini da un foglio di carta argentato…

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Ho decorato con i cerchi piccoli e grandi il biglietto e ho incollato nel mezzo la striscia con le pieghe…

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Dai modelli presenti nella pagina centrale del libro ho ritagliato il corpo e le ali dell’angioletto…

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e l’ho assemblato aggiungendo il faccino e le manine e decorando il vestitino con i cuoricini argentati…

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Una volta asciuttissima la colla ho piegato esattamente a metà l’angioletto e l’ho incollato alla striscia sul biglietto in modo che la piega dell’angioletto combaciasse con la piega della striscia e del biglietto e voilà l’angioletto pop up…

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Il modello originale prevedeva di aggiungere del cordino dorato per fare i capelli dell’angioletto ma mi sembrava troppo capellone, così ho fustellato un fiorellino e l’ho messo sotto il faccino creando un angioletto fiorelloso ( dopo petaloso si potrà dire anche fiorelloso!)
Questo è il modello originale…

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E così il biglietto per la mia piccola e speciale amica è pronto…

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Gillian Chapman
Il Natale a 10 dita
Elledici

Questo post partecipa all’iniziativa “Il venerdì del libro” di Homemademamma.

Sant’Ambrogio, patrono di Milano

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Oggi a Milano è una grande festa.
Si ricorda infatti Sant’Ambrogio, vescovo di Milano e dottore della Chiesa.

Dal latino Ambrosius deriva il nome di ambrosiani dato da lui ai cittadini milanesi.
Ambrogio nasce nel 339 circa a Treviri in Germania, da genitori di fede cristiana. Nel 370 giunge a Milano dalla Pannonia (attuale Ungheria) come governante della Provincia Emilia-Liguria.
Intervenuto per comporre i conflitti tra ariani e cattolici dopo la morte del vescovo Aussenzio, Ambrogio viene acclamato vescovo di Milano prima ancora di essere battezzato, ricevendo poi la consacrazione il 7 dicembre del 374.
Amato dalla popolazione per il suo carattere forte e per il suo senso della giustizia, combatte il paganesimo dilagante e l’eresia ariana, acquisendo una crescente autorità all’interno dell’ impero.

La sua importanza religiosa consiste nell’aver unificato la liturgia (oggi definita rito ambrosiano), aver dato grande impulso al monachesimo e aver composto diversi inni per voci miste. Ma la sua grandezza politica Ambrogio la dimostrò nel coraggio con cui seppe opporsi al potere temporale degli imperatori, costringendo Teodosio a dichiarare il Cristianesimo religione di stato. Fece donazione dei suoi beni alla Chiesa milanese e non esitò a far fondere i gioielli del Tesoro ecclesiastico per riscattare la vita dei prigionieri cristiani caduti nelle mani dei barbari.
Ambrogio morì a Milano nel 397 lasciando suo successore Simpliciano.

(Bibliografia: Storia di Milano, vol. I, Fondazione Treccani 1953)

La fantasia popolare ha attribuito a Sant’Ambrogio tutta una serie di miracoli che non sono entrati a far parte del processo di beatificazione, ma che, come i Vangeli apocrifi, sono pur tuttavia, illuminanti.
Il primo riguarda Ambrogio, in visita al papa (che l’aveva chiamato per rímbrottarlo) e che esclama: “Santità, devo andare! Sento le campane di Milano che suonano il ‘richiamo’ della Messa, non voglio far tardi a officiare!» Naturalmente, qualche istante dopo aver lasciato l’esterrefatto pontefice, Ambrogio era a Milano dietro l’altare.
Il secondo, sempre in Vaticano, comprende Ambrogio che si leva il mantello e, non trovando dove posarlo, lo appoggia su di un raggio di sole che penetra a lama nella stanza in cui il Papa gli sta dando udienza.
Il terzo, riguarda la colonna del diavolo, fuori dalla basilica di Sant’Ambrogio. Il Diavolo tenta il Santo, cerca di allettarlo, e siccome non ce la fa, di fronte a questo paladino della fede, pianta le corna nella colonna, per sfogare la sua rabbia. I 2 buchi dove il Diavolo avrebbe conficcato le sue corna sono visibili ancora oggi.

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In questo giorno di festa che precede quello dell’Immacolata Concezione a Milano si possono fare un sacco di cose.
Innanzitutto c’è la famosa festa degli O Bej! O bej!

le origini dell’attuale festa risalgono al 1510 e coincidono con l’arrivo in città di Giannetto Castiglione, primo Gran Maestro dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro. Egli era stato incaricato da Papa Pio IV di recarsi a Milano, nel tentativo di riaccendere la devozione e la fede verso i Santi da parte dei cittadini ambrosiani.

Arrivato nei pressi della città, Giannetto ebbe il timore di non venire accolto con favore dalla popolazione milanese, la quale non aveva mai manifestato forti simpatie nei confronti del Papa. Era inoltre il 7 dicembre, giorno in cui si festeggiava il patrono Ambrogio, in coincidenza con l’elezione vescovile del santo avvenuta il 7 dicembre 374. Decise allora di approntare un gran numero di pacchi, riempiti con dolciumi e giocattoli. Entrato a Milano iniziò con il suo seguito a distribuire il contenuto dei pacchi ai bambini milanesi, i quali si erano radunati intorno al corteo insieme ad una gran folla di cittadini. Il corteo raggiunse la Basilica di Sant’Ambrogio attorniato da una folla festante.

Da allora si cominciò ad organizzare, nel periodo della festa dedicata ad Ambrogio, la fiera degli Oh bej! Oh bej!. Venivano allestite bancarelle di vestiti, vecchi giocattoli, e soprattutto di prodotti gastronomici. Tipici dell’epoca, insieme con mostarde e castagnaccio, erano i firòn: castagne affumicate al forno, bagnate di vino bianco e infilate in lunghi spaghi.

Oggi le bancarelle ambulanti degli Oh bej! Oh bej! espongono principalmente prodotti di artigianato, di antiquariato e dolciari.

(da Wikipedia)

E sul sito milanotoday trovate tante altre proposte…
Felice Sant’Ambrogio, amici milanesi!

La civiltà cretese: una linea del tempo e un po’ di mitologia…

Il programma di storia e di storia dell’arte  vanno di pari passo ed eccoci a studiare la civiltà cretese.
Nella linea del tempo che abbiamo realizzato vi è una quindi una suddivisione della storia della civiltà cretese dal punto di vista storico-culturale e una suddivisione legata all’evoluzione dal punto di vista artistico prendendo come punto di riferimento quella nuova forma architettonica rappresentata dai famosi palazzi cretesi…
Abbiamo inserito anche la suddivisione delle fasi della civiltà micenea che ad un certo punto si fonde e poi si sovrappone a quella cretese ponendo le basi per la civiltà greca…

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Nel ristudiare la storia di Creta e questa volta anche dal punto di vista artistico mi sono soffermata sulla funzione della religione cretese basata sulla venerazione di divinità collegate ad animali e fra questi ultimi particolare importanza veniva data al toro. Ed ecco allora ripensare alla taurocatapsia, cioè quel gioco rituale che consisteva in una lotta tra l’uomo e l’animale…

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… e il mito del Minotauro.

Ho riletto la leggenda con molto piacere.

Quando Minosse salì sul trono, per provare ai due fratelli che ne aveva il diritto, chiese un segno divino. Poseidone gli mandò dal mare un toro da sacrificare. Minosse invece lo tenne fra le sue mandrie. Poseidone, per vendicarsi, fece innamorare del toro la moglie di Minosse, Pasifae e dalla loro unione nacque il Minotauro. Per nascondere a tutti il frutto di tale passione bestiale, Minosse incaricò l’architetto ateniese Dedalo di costruire un palazzo, il Labirinto, composto da una tale intrico di sale e corridoi che fosse impossibile trovarne l’uscita una volta entrati. Qui il Monotauro venne imprigionato.

Minosse constrinse la città di Atene a fornire ogni nove anni sette fanciulli e sette fanciulle da offrire in pasto al Minotauro. Secondo il mito, un anno accadde che il giovane e nobile ateniese Teseo si offrì di far parte dei fanciulli inviati a Creta: entrato nel Labirinto, affrontò il mostro e riuscì ad ucciderlo. Ma Teseo riuscì’ anche nell’impresa più difficile di uscire dal Labirinto grazie al filo che gli fornì Arianna, figlia di Minosse: l’eroe lo dipanò dall’ingresso e seguì a ritroso il percorso che aveva fatto.

Il mito del Minotauro e del Labirinto rivive in ciò che resta del Palazzo di Cnosso che come vedete dalla planimetria era enorme e contava qualcosa come più di 1000 stanze.
Per saperne di più cliccate qui.

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A me la mitologia piace un sacco!
E a voi?
Quali sono i vostri miti preferiti?

Arti e mestieri

Sabato nel salone del nostro oratorio si è tenuto il consueto Mercatino di Natale organizzato dal gruppo “Arti e mestieri”…

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Quante bella creatività!

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Dipinti, oggetti in ceramica, sciarpe e cappelli di lana fatti a mano, oggetti i panno e in feltro, magliette personalizzate, bigiotteria, cartonaggio…
La creatività ha molte forme e prende molte direzioni ed è davvero meraviglioso vedere la passione di questi artigiani.
Io cercavo un regalo per una persona a me molto cara che sta attraversando un periodo un po’ complicato. Avendo questa persona talento per il disegno avevo pensato ad un bel quaderno e grazie alla mia amica Giovanna, artigiana del cartonaggio ho trovato quello che cercavo. In realtà non si tratta di un quaderno ma di un album fotografico che può essere però utilizzato in diversi modi effettivamento anche come album da disegno. Infatti Giovanna mi ha fatto vedere come una sua amica ha decorato un album che raccoglieva fotografie scattate durante un viaggio a Budapest. Quando ho sentito Budapest mi sono letteramente illuminata perchè la persona a cui era destinato il mio regalo è ungherese e precisamente di Budapest…

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Ho scelto un album con una copertina secondo me davvero particolare dal punto di vista del disegno impreziosita dal fatto che è stata acquistata proprio nella città di questa cara persona. Era il regalo perfetto…

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L’album è stato trasformato in un guest book in cui le persone care possono scrivere o disegnare… insomma lasciare un segno di affetto e di amicizia. Matilde l’ha inaugurato…

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E’ bello creare con le proprie mani qualcosa di prezioso, non dal punto di vista del valore economico ma proprio per l’unicità di quell’oggetto e per la passione e l’amore di cui è intriso.
Per quanto riguarda me sono molto poco creativa ultimamente. Poco tempo, troppi pensieri, troppi impegni ( dovrei mollare qualcosa?) però ho finalmente elaborato ( mentalmente) il pensierino natalizio che farò alle mie allieve del corso di yoga. Ve ne parlerò nei prossimi giorni per ora vi do solo un anticipo…

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Buon lunedì! Ora corro a lezione!

“Il sogno d’argento” una storia di Neil Gaiman

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Qualche giorno fa Matilde è arrivata in cucina tutta agitata e mi ha detto: “Mamma guarda la Francesca cosa mi ha mandato!” e mi ha mostrato una foto sul suo cellulare.
Nella foto la copertina dell’ultimo romanzo per ragazzi di Neil Gaiman.
Ho già avuto occasione di dire che noi amiamo particolarmente Neil Gaiman. I suoi romanzi, le sue graphic novel, insomma tutto!
Il sogno d’argento” è il seguito de “Il ragazzo dei mondi infiniti” di cui avevo parlato in questo post.
Il protagonista è Joey Harker, un ragazzo coraggioso e leale.
Ha imparato a padroneggiare la sua speciale abilità di Camminatore tra le diverse dimensioni dell’Intraspazio, dopodichè ha contribuito a salvare l’Altriverso dalla distruzione, portando al sicuro i compagni della squadra.
Joey Harker è un eroe. Ma i minacciosi poteri rivali, quello dei Binari, la scienza, e quello dell’ESA, la magia, non si sono ancora dati per vinti e lottano per conquistare il controllo di tutti i mondi paralleli. La missione di pace dell’Intermondo non è certo conclusa….

Abbiamo ordinato il libro il giorno stesso in cui Matilde l’ha scoperto cioè lunedì sera e grazie al servizio superveloce di Amazon, martedì in mattinata era già arrivato. Martedì sera a Matilde mancavano poche pagine!
E poi ha scoperto che della saga che si chiama dei Mondi Infiniti realizzeranno anche un film probabilmente della Dreamworks.
E così Joey Harker si riconferma il personaggio preferito della mia adolescente.

” Il sogno d’argento”
Una storia di Neil Gaiman e Michael Reaves scritta da Micheal Reaves e Mallory Reaves
Mondadori

 

Questo post partecipa all’iniziativa “Il venerdì del libro” di Homemademamma