Arrivederci oratorio estivo…

E così anche l’oratorio estivo 2017 si è concluso.
Un’esperienza fantastica come sempre!
Matilde stanchissima ma felice, no… molto di più!
I bambini che volevano andare avanti ancora una settimana.
I volontari, beh! Anche loro parecchio stanchi ma davvero contenti!
Io, che non ho gestito nessun laboratorio quest’anno mi sono però impegnata nelle operazioni di gestione delle uscite e dei rientri dei bambini nella pausa pranzo e a dare una mano dove serviva.
Martedì scorso, insieme a Luca e ai nonni ho partecipato alla seconda gita.
La meta è stata anche quest’anno il Monte Poieto, ad Aviatico in provincia di Bergamo.
Un posto bellissimo raggiungibile con la cabinovia.
In cima un prato immenso in cui i bambini possono davvero giocare e correre liberamente…

Panorama stupendo…

Mercoledì mi sono divertita a documentare un po’ delle consuete attività.

I balletti nel salone…

… la S. Messa…

… i vari laboratori…

… la preparazione dei giochi d’acqua…

Giovedì giornata finale con festa di chiusura e premiazioni delle squadre…

Arrivederci oratorio estivo!
Ci hai divertito, fatto sentire amici e comunità.
Ci vediamo nel 2018!!!

Lettera a mia figlia

Cara Matilde,
è finita anche la terza settimana di oratorio estivo.
Come sai quest’anno io non sono molto attiva come volontaria e “bazzico” poco l’oratorio ma ho approfittato di alcuni momenti per osservarti nel tuo ruolo di animatrice e voglio farti sapere che sono davvero fiera di te.
Ho visto come interagisci con i bambini, come li aiuti, come li coinvolgi nelle attività.
Ho visto il tuo modo di fare gentile e protettivo ma ho visto anche il tuo essere consapevole del ruolo che ricopri che richiede anche autorevolezza.
Essere animatori ed educatori richiede energia e tu in queste settimane ne hai avuta tanta e ne hai impiegata tanta.
Essere animatori ed educatori significa assumersi delle responsabilità ( in primis la sicurezza dei bambini e poi l’impegno per il loro divertimento) e da quello che ho visto tu hai piena consapevolezza di questo.
Continua così!
Continua ad essere gentile con i bambini ( ti confesso che mi piace pensare di averti trasmesso un po’ del mio amore per il loro mondo).
Avvicinati a loro, quasi come in un inchino, per accorciare le distanze.
Guardali negli occhi quando ti parlano perchè gli occhi di un bambino comunicano più di qualsiasi parola e perchè i bambini meritano la nostra più completa attenzione.
Falli ridere e non farli mai piangere.
Anche quando li riprendi fallo con decisione ma con gentilezza.
Coltiva il rispetto per i più piccoli perchè dietro la loro giovane età si svela una profonda saggezza, una genuinità che purtroppo noi adulti (ma anche ahimè già alla tua età) abbiamo perso.
Continua su questa strada perchè porta tanta gioia a te e a loro…
E anche a me ( e sono sicura anche a papà) che ti vedo crescere forte e sicura di te, allegra e responsabile.

Ti voglio bene!
Mamma Catia

Raccontare ai bambini come è nato lo yoga

Si dice che migliaia di anni fa, in India, dentro un’immensa grotta, vicino ad un laghetto cosparso da profumati fiori di loto, sulle cime di un alto monte, il Grande Maestro Shiva decise di svelare i segreti dello Yoga alla sua dolce e amata sposa, Parvati.
Un pesce, nascosto tra i fiori galleggianti, ascoltava incantato la melodiosa voce di Shiva. Tutto solo si annoiava molto e perciò decise di provare anche lui a fare le posizioni di yoga.
Si sentiva molto goffo e sgraziato nel suo corpo di pesce, ma ci provò e riprovò senza mai arrendersi. Così, poco alla volta, imparò lo yoga, fino ad allora conosciuto soltanto agli dèi. Grazie agli esercizi il pesce riuscì a trasformarsi e sbucò dall’acqua sotto forma di uomo.
Shiva temeva che quell’umano, comparso improvvisamente al suo cospetto, non fosse degno di conoscere i segreti dello yoga ma, quando comprese cosa era avvenuto, fu ammirato dalla costanza di Matsya. Gli diede il nome “Matsyendra” che, nell’antica lingua indiana, significa “Pesce fatto uomo” e gli affidò l’incarico di diffondere lo yoga tra gli umani. Fu così che Matsyendra divenne il primo maestro di yoga in India.
Da allora, attraverso millenni e millenni, lo yoga si è diffuso con gran rapidità, non solo attraverso la parola, come avveniva nei tempi antichi, ma anche attraverso i libri e le scuole di altri grandi maestri.

( Dal libro Piccolo yoga di Clemi Tedeschi)

Io la trovo una storia ( un mito) fantastica.
La possiamo proporre ai bambini ( diciamo dagli otto anni in su) e creare una sequenza che porta magari alla costruzione di matsyendrasana , quindi con un focus sulle torsioni.
Ma possiamo anche far riflettere i ragazzi sui valori che questo racconto propone.
A me in particolare affascinano due aspetti:
1. La diffusione della disciplina dello yoga nel mondo è stata affidata dalla divinità alla creatura più piccola e più umile, un pesciolino appunto, così ( apparentemente ) fragile e in balìa delle onde del mare, delle correnti…
Questo tema dell’affidare grandi imprese a creature improbabili ricorre anche in romanzi famosi come per esempio “Il Signore degli Anelli” nel quale sarà Frodo, un hobbit, un mezzuomo, a distruggere l’anello del potere mettendo fine al male nella Terra di Mezzo.
Questo per me significa che tutti noi, nel nostro essere piccoli e fragili abbiamo tutte le potenzialità per fare grandi cose in direzione del bene.
2. Ciò che è fondamentale è la costanza. Impegnarsi porta sempre a grandi risultati, che possono essere personali ( nel caso dello hatha yoga ad entrare in una posizione ostica e ritenuta irraggiungibile) ma anche collettivi ( non dimentichiamoci mai che noi non viviamo da soli).
Matsya da pesce è diventato uomo grazie alla perseveranza e all’impegno.

E voi che insegnamenti leggete nel mito di Matsyendra?

P.S. L’immagine di apertura è stata presa dal web. E’ un bellissimo disegno di cui non sono riuscita però a trovare la fonte. Se la pubblicazione viola il copyright, l’autore non esiti a farmelo sapere e la rimuoverò immediatamente.

“Il piccolo Nicolas e i suoi genitori”

Ieri pomeriggio ci siamo gustati questo film divertentissimo che consiglio vivamente.
Nicolas è un bambino di otto anni.
E’ un bambino felice, benvoluto dai suoi compagni di classe, molto amato dai suoi genitori.
Un giorno un suo compagno arriva a scuola tutto imbronciato perchè gli è nato un fratellino e i suoi genitori non hanno più per lui tutte le attenzioni che avevano prima.
Tutti i bambini la vedono come una situazione veramente tragica!
Una sera Nicolas ascolta un frammento di una conversazione tra la mamma e il papà e si convince che anche lui presto avrà un fratellino.
Bisogna subito porre rimedio!
Insieme ai suoi amici escogita assurdi piani per potersi liberare del fratellino una volta nato….

La trama è divertente ( non ve la voglio anticipare tutta!), i giovani attori che interpretano Nicolas e i suoi compagni sono strepitosi.
C’è il secchione che viene sempre preso di mira ( ma che non può essere picchiato perchè porta gli occhiali), il mangione ( troppo simpatico), il riccone che viene sempre accontentato, il bullo, e ovviamente l’ultimo della classe che finisce sempre nell’angolo ma che strapperà un applauso da parte dei suoi compagni durante la visita del Ministro dell’Istruzione.

Ciò che mi ha colpito e divertito tantissimo è la creatività e la fantasia di questi ragazzi nel mettere in atto i loro piani “diabolici”.
E’ un film in cui però non c’è spazio per la cattiveria,  un film colorato e ovattato in cui tutto è raccontato con il tipico humor alla francese con flashback o incursioni nel futuro viaggiando nella mente dei protagonisti.
La scena che me l’ha fatto conoscere è stata questa…

Brava l’insegnante che permette a Clotaire di arrivare alla risposta attraverso una via diversa da quella della memorizzazione puntando piuttosto sull’esperienza e fantastico lo stesso Clotaire che riesce a recuperare l’informazione.

Da vedere!

Buon inizio settimana!

Attività con i bambini: il parco avventura JRP Extreme

Ieri abbiamo vissuto la prima gita di questo Oratorio Estivo 2017.
Destinazione il Parco Avventura JXP Extreme di Caglio in provincia di Como.
Questo tipo di attività ha sempre un grande impatto sui bambini e i ragazzi ( nonchè sugli adulti visto che Luca si è preso le ferie in questa settimana per non perdersi l’emozione!).

Le proposte sono varie e interessanti.
Al nostro arrivo i ragazzi, che erano già stati divisi in tre gruppi, si sono alternati nelle tre attività in programma: Percorso sospeso tra gli alberi, Orienteering e Sopravvivenza.

Ho documentato la giornata facendo anche delle piccole interviste ai ragazzi:
Riccardo, 8 anni : ” la parte che mi è piaciuta di più è stata quando ho fatto la carrucola!”.
Alessandro, 9 anni: ” E’ stato tutto bello, ma soprattutto perchè eravamo in mezzo alla natura!”
Carlotta, 9 anni: “E’ tutto una sfida!”
Sophie, 11 anni: “L’orienteering è stancante ma divertente. In pratica siamo andati in giro per tutto il paese con una mappa e dovevamo trovare delle bandierine orientandoci appunto con la mappa”.
Filippo, 11 anni: ” Nell’attività di sopravvivenza abbiamo imparato ad accendere un fuoco senza avere accendino o fiammiferi, a costruire una piccola capanna con legni e corteccia e a sapercela cavare solo con quello che abbiamo nello zaino”.

Ecco la capanna…..

… e no! Non potevo non collaborare!

 

La mia piccola yogini ed io ci siamo ritrovate ancora una volta circondate da alberi e….. beh! Eravamo felici ( lei soprattutto!)

Con la mappa…

Sono felice di aver trascorso una giornata in uno splendido bosco con i ragazzi.
Sono giornate rigeneranti per me … e spero anche per loro!