“I sospiri del mio cuore” by Studio Ghibli


La storia inizia durante le vacanze estive del 1994 a Tokyo e narra di Shizuku, comune studentessa delle medie con una normale famiglia: padre, madre e sorella universitaria.
Shizuku oltre a dilettarsi con la traduzione della canzone “Country Road” per il circolo teatrale delle sue compagne di scuola è appassionata di romanzi e spesso si reca alla biblioteca di quartiere per prendere in prestito numerosi volumi.
Un giorno, nel noleggiarne alcuni, si accorge che nella tessera dei noleggi stranamente ricorre sempre un cognome prima del suo: Amasawa, e con la fantasia di un’aspirante scrittrice comincia a fantasticare romanticamente su chi sia questo ragazzo che pare abbia i suoi stessi gusti.
Il suo fantasticare e’ reso ancora più forte dall’incontro con un suo compagno di classe Seiji che non perde nessuna occasione per prenderla bonariamente in giro per il suo modo di comportarsi e che nell’ideale di Shizuku e’ quanto di più lontano ci possa essere dal “suo” Amasawa.
Qualche giorno dopo, durante il suo consueto pellegrinare verso la biblioteca, incontra sulla metropolitana uno strano gatto e decide di seguirlo; il felino la conduce (per caso o per destino?) in un quartiere ordinato e silenzioso sulla collina sospeso in una atmosfera quasi surreale ed entra in un negozio di antiquariato. L’anziano proprietario mostra alla ragazza alcuni dei tesori del suo negozio, tra cui uno strano orologio e la statuetta di un gatto antropomorfo chiamato Baron.
Shizuku fa anche la conoscenza di Seiji Amasawa, il nipote dell’antiquario, che altri non è che la misteriosa persona che leggeva i suoi stessi libri. Seiji ama tantissimo la musica e il vero obiettivo della sua vita è quello di diventare un bravo liutaio. Col passare dei giorni l’amicizia tra Shizuku e Seiji si rafforza e approfondisce sempre più finché lui parte per un tirocinio di due mesi a Cremona presso un mastro liutaio per mettersi alla prova ed imparare a costruire violini.
Frequentando il giovane ragazzo Shizuku si e’ resa conto di non avere mai avuto la forza e la determinazione di impegnarsi in qualcosa di completamente suo e che le appartenesse completamente (l’unica sua opera creativa era stata infatti la traduzione di Country Road per un circolo teatrale, cosa che aveva scoperto non interessarle poi molto) e nell’attesa del suo ritorno, anche Shizuku promette a se stessa di testare le sue abilità scrivendo di suo pugno il suo primo romanzo che avrà come protagonista il gatto Baron e come primo lettore proprio il nonno di Seiji.
Al termine dei due mesi di tirocinio Seiji torna in giappone e come prima cosa passa a trovare la ragazza di cui si e’ innamorato e assieme a Shizuku si fermano su un piccolo promontorio dichiarandosi il loro amore e promettendo di attendere l’età giusta in cui potranno sposarsi.
Con la solita grazia e genialità lo studio Ghibli confeziona un piccolo capolavoro (ahime’ come sempre in ritardo nella distribuzione cinematografica occidentale), la trama e’ semplice a volte quasi banale; non dobbiamo aspettarci una storia a livello di “Mononoke Hime” oppure de “La città incantata”.
Quello che rende il film un gioiello sono i particolari (a cominciare dal disegno e dai colori) passando per piccoli, brevi momenti di pura poesia come quando Shizuku inizia a cantare con l’accompagnamento al violino di Seiji per poi ritrovarsi con una piccola orchestra composta anche dal nonno del ragazzo e dai suoi amici musicisti, oppure il divertente inseguimento della ragazza nei confronti del gatto che la condurrà poi da Seiji fatto di passaggi in stradine strette e quartieri quasi fiabeschi.

Una nota importante (e lo dico da padre) la meritano gli adulti dei cartoni del maestro Miyazaki che, ancora una volta, ci insegnano come dovrebbe comportarsi un genitore.
Shizuku impegnata a scrivere il suo romanzo passa le sue giornate (e le sue notti) a scrivere, con un grosso peggioramento dei sui risultati scolastici. Con un aplomb che oserei definire Zen i suoi genitori dopo aver capito che qualunque cosa la loro figlia stesse facendo era importante per lei, anche non sapendo cosa fosse (Shizuku voleva mantenere il segreto sul suo romanzo) decidono di incoraggiarla.
Quanti di noi avrebbero fatto la stessa cosa senza accampare discorsi sull’importanza dello studio e sul “sei troppo piccola per fare certe cose”?
Un film sulla necessità e sull’importanza di seguire il proprio cuore, sempre, anche quando ci sussurra qualcosa che il resto del mondo non ritiene sia la cosa giusta da fare, e non a caso il titolo originale “Mimi wo Sumaseba” tradotto con “I sospiri del mio cuore” non rende giustizia al vero significato che letteralmente significa “Se tendi l’orecchio” un monito per tutti noi che corriamo continuamente senza fermarci un attimo per ascoltare noi stessi e quello che abbiamo da dirci.

Annunci

7 pensieri riguardo ““I sospiri del mio cuore” by Studio Ghibli

  1. Cara Catia, anche a me “I sospiri del mio cuore” e piaciuto davvero tanto anche se si discosta un pò dagli altri film dello Studio Ghibli…più realistico e se non fosse per la scena del gatto che racconta la sua storia d’amore (che comunque io ho pensato essere frutto dell’immaginazione di Shizuku, quindi non parte integrante della storia reale), potrebbe essere un vero film. E’ infatti strano che un cartone animato prenda spunto da una esistenza così “normale”: una ragazzina nel pieno dell’adolescenza, una famiglia normalissima che si divide tra lavoro e organizzazione domestica, due ragazzini che si innamorano e che si danno appuntamento per sposarsi a quando saranno più grandi e che si sentono il mondo e la vita in pugno. Forse è proprio questo che rende speciale questo film rispetto agli altri. Il mio preferito è “Il castello errante di Howl”…pura magia, anche se sono tante le cose che potrebbe insegnarci. Qualche giorno fà ho visto “Arrietty”…meravigliosi disegni, forse i migliori (la sua cameretta, la cucina e la casa delle bambole sono pazzesche!) ma la storia non mi ha convinta…poi il ragazzino aveva lo sguardo e la voce da maniaco!!! (Perdona quest’ultima affermazione!) Ma è stato tuo marito a fare questa bella recensione? Mi ha fatto notare lui la reazione del padre al calo di rendimento scolastico della ragazzina…forse sta qui l’immaginazione dell’autore! Buon fine settimana a Matilde e famiglia, Valentina

    Mi piace

  2. Mio marito è da sempre un grande appassionato di cartoni animati in generale ma in particolare di cartoni e fumetti giapponesi.
    A lui devo la conoscenza di Miyazaki.
    Arrietty è piaciuto tanto anche me proprio per la ricchezza dei dettagli.
    A Matilde è piaciuta la storia e l’idea dei prendinprestito l’ha colpita. Ogni volta che non troviamo qualcosa in casa ( e capita spesso perchè siamo un po’ disordinati) ci piace pensare che da qualche parte ci siano degli omini piccini piccini che prendono gli oggetti per costruire la loro casa….

    Mi piace

  3. Pingback: Piccolo Post
  4. Ce l’ho fatta! Visto!
    Bellissimo film, forse uno di quelli di Miyazaki che amo di più!

    Volevo dirti che ad Aprile esce un altro film del maestro giapponese: Laputa castello nel cielo, ovviamente un suo film vecchio finalmente doppiato e distribuito in Italia. A presto con i commenti del caso.
    Potresti chiedere a tuo marito (avere un marito con queste conoscenze è un tesoro inestimabile) se ha altri film da segnalare o se conosce qualche altro gioiellino anime?

    Mi piace

  5. Beh! In tutta onestà il dvd di laputa e’ già qualche anno che e’ presente nel nostro scaffale (ovviamente originale) la sua pubblicazione e’ del 2004, ho visto però che esce finalmente al cinema ad aprile (vale comunque la pena di vederlo/rivederlo, ritengo abbia una delle scene di volo tanto care al maestro tra le più belle che abbia mai visto; seconde solo a quelle di Nausicaa della valle del vento.)
    Per quanto riguarda la tua domanda… di gioielli anime ce ne sono parecchi, anche non solo fra i film di Miyazaki, dipende molto da quali sono i tuoi gusti in materia.
    Lato anime sono terribilmente onnivoro per cui vado da Miyazaki ad Otomo, passando per Mamoru Oshi. Di Miyazaki li consiglio tutto a prescindere, anche se i miei preferiti rimangono “Il mio vicino Totoro”, “Nausicaa della Valle del vento” e “Mononoke Ime”. Passando ad altri generi e autori mi sentirei di consigliarti “The Sky Crawlers” di Mamoru Oshi, un film decisamente particolare e molto inquietante (se ti piacciono i film a passo _molto_ lento) oppure Akira di Otomo (che come dico sempre io e’ un film che _va visto_ a prescindere). Certo siamo lontani anni luce dal fiabesco mondo raccontato da Miyazak anzi sono due storie piuttosto cupe, ma come dico sempre la luce e le tenebre sono un aspetto presente nella vita di ognuno di noi e per quanto possa non piacerci vanno accettate e coltivate entrambe.

    Ciao e buona visione
    Luca

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...