Altre riflessioni sul nostro homeschooling

E’ passata qualche settimana dal mio sfogo rispetto allo stop della nostra attività di homeschooling.
Nel frattempo sono maturate altre riflessioni che mi hanno fatto comprendere l’importanza del nostro stare insieme apprendendo.
1. Abbiamo affrontato le materie di studio (storia, scienze e geografia) leggendo il testo, elaborando le mappe e ripetendo le varie lezioni. Stop! Niente approfondimenti, niente documentari, niente letture parallele, niente di niente.
Abbiamo ripetuto fino alla nausea i verbi che dovevano essere studiati in un inutile esercizio di memorizzazione.
Abbiamo ripreso le misure di lunghezza e di capacità senza concretizzare, senza rendere visibile e toccabile quello che stavamo studiando.
Il risultato? Perdonatemi l’espressione: una palla mostruosa. Una noia mortale.
Una noia tangibile. E non solo da parte mia ma anche e soprattutto da parte di Matilde che mi ha detto: “Mamma, perchè non ricominciamo a studiare come prima?”.
2. Esaminiamo la faccenda dal punto di vista dei risultati. Se i risultati, cioè i voti, esprimono il livello di apprendimento raggiunto e le abilità acquisite, beh! Facendo mente locale dei periodi in cui facevamo sistematicamente il nostro homeschooling i risultati erano di un certo tipo mentre nei momenti in cui (su consiglio delle insegnanti) mollavo un po’il colpo i risultati erano inferiori.
Che il nostro modo di approcciarci allo studio faccia la differenza?
3. Abbiamo capito che ci manca lo stare insieme studiando.
La mia psicologa mi chiede spesso: “Ma perchè dovete fare tutto insieme?” “E l’autonomia di sua figlia?”
Le rispondo sempre: “Perchè ci piace stare insieme! Traiamo piacere nel cucinare insieme, pasticciare con le tempere insieme, andare sui roller insieme e anche studiare insieme! Questo non significa che stiamo appiccicate 24 ore su 24. Ognuna di noi ha dei momenti da gestire da sole, come meglio crediamo (altrimenti come verrebbero fuori le meraviglie di Matilde costruite con i suoi mattoncini preferiti , per esempio?).
“Perchè parla sempre al plurale? Noi studiamo. Ma lo studio è una cosa che riguarda sua figlia….”
” Si, ma io sono una mamma che si rende conto che in questo momento la propria figlia incontra delle difficoltà nella scuola e nello studio e cerca di aiutarla. E’ così sbagliato?”
Lo chiedo anche a voi: “E’ così sbagliato?” “Non lo farebbe qualsiasi mamma se vedesse il proprio figlio faticare?”.
A me sembrano tre buone ragioni per continuare a percorrere la nostra strada.
Forse il segreto è ascoltare il mio cuore, seguire il mio istinto, il quale raramente mi ha ingannato da quando sono diventata mamma.

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2 thoughts on “Altre riflessioni sul nostro homeschooling

  1. Ciao Catia, anch’io dico sempre “noi studiamo”, ma perché é vero, studio anch’io tante delle cose che studia mio figlio, altrimenti come farei a spiegare, sintetizzare, appassionarmi… Certo che per me la questione é piú facile, con l’homeschooling full time ci assumiamo tutta la responsabilitá ma abbiamo anche la libertá di gestione di tempo e spazio, e anche di contenuto, non stiamo “correndo dietro alla scuola” pur cercando di raggiungere certi obiettivi.
    Ammetto che non so se riuscissi a gestire una soluzione part time, credo sia molto piú difficile, soprattutto se mi trovassi in una situazione come la vostra, dove spesso ti trovi di fronte ad un bivio del tipo: Sto facendo la cosa giusta? Meglio cosí o cosí? Quella persona vi dá un consiglio, quell’altra un altro… No, non é facile.
    In questo senso non ho altri consigli da darti che avere fiducia in voi, e nella bambina, credo che alla fine sará proprio lei, il suo comportamento, le sue reazioni, a spingere dolcemente verso “la cosa giusta”. Tu continua ad osservarla, a tenere vivo il bellissimo dialogo che c’é tra di voi, e di sicuro le risposte giuste un po’ alla volta le troverete lí. Un caro abbraccio e tanti auguri!

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  2. Grazie Sybille!
    Proprio stamattina una mamma mi diceva che forse è più giusto vivere le cose con più leggerezza, nel senso di provare ad intraprendere la strada che si ritiene adatta e sperimentare, verificare man mano che il percorso procede.
    La leggerezza sta anche nel rendersi conto di avere sbagliato e ricominciare, dandosi sempre delle possibilità.
    Ultimamente ho troppi input e sono confusa. Forse ho perso di vista ciò che penso veramente io della faccenda scuola e allora ritorno a pensare che devo dare più retta al mio cuore e ai miei pensieri.
    Grazie anora e ricambio di cuore l’abbraccio!

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