Il flauto magico

Sabato sera al…

…per l’ormai consueto appuntamento annuale con Opera Domani, interessante progetto che ha come obiettivo quello di avvicinare i bambini all’opera lirica attraverso dei percorsi didattici.
L’opera di quest’anno? La mia preferita!!!

Nella splendida cornice del Teatro degli Arcimboldi, dove l’acustica è perfetta, ci siamo goduti uno spettacolo emozionante…





L’opera è stata reinterpretata da un giovane regista, Stefano Simone Pintor. Ecco la sua presentazione dell’opera.
In un certo luogo e in un certo tempo, viveva una volta Tamino, un bambino forte come un cavaliere e nobile come un principe! Egli era buono e fantasioso, ma come diceva sempre la Maestra ai genitori, Tamino era intelligente ma non si applicava. La Mamma sapeva perché: Tamino era sempre chiuso in casa a giocare ai videogames, e si perdeva così tutte le ore del pomeriggio, che servivano invece al gioco all’aperto e allo studio. A Tamino non andava proprio di studiare, la materia che odiava più di tutti era musica, perché il suo flauto non suonava affatto “dolce” come quello della Maestra, nonostante si chiamasse così. Ma questa non era la sola cosa a render triste la Mamma: ella infatti notò che Tamino, tutte le notti, dopo aver giocato a quel tremendo e violento videogame, faceva sempre spaventosi incubi. «Suona che ti passa!» le diceva lei il mattino seguente, «E vedrai, sconfiggerai tutti i tuoi mostri!». Ma niente. Tamino giocava tutti i giorni al videogame: più giocava e meno studiava e più la notte faceva incubi. Nuovi mostri popolavano le sue fantasie notturne; tutte le notti puntualmente si ritrovava in balia di questi, senza sapere come liberarsene. Si ritrovò talmente schiavo dei suoi sogni che, addirittura, una notte bastò un temporale e un semplice tuono perché tutte le sue paure e tutti i personaggi del gioco prendessero forma realmente, saltando fuori dallo schermo e popolando la sua stanza! Vi uscirono mostruose piante carnivore e strani personaggi piumati, come Papageno e Papagena. E poi arrivarono dame e regine astrifiammanti, come la potente Regina della Notte, che appariva sempre in un letto di stelle e di pianeti luminosi. E più la notte oscura avanzava, più il gioco si riempiva di nuove magie. Tamino incontrò allora sacerdoti, schiavi, armigeri, strambi animali della foresta, e così via. La notte spaventosa si trasformò quindi in un’enorme avventura. Il compito era semplice: bisognava salvare la principessa Pamina dalle grinfie del perfido Sarastro, come gli aveva chiesto la Regina della Notte che, disperata, un giorno si vide rapire la giovane figlia. Numerose furono le prove che dovette superare Tamino in questo difficile percorso. Passò attraverso paesaggi rocciosi e foreste incantate, superò prove del silenzio, attraversò montagne di fuoco e montagne d’acqua con grande coraggio. Volete sapere come ci riuscì? Grazie al potere della musica e del suo magico flauto, che una Dama misteriosa, per conto della Regina della Notte gli aveva donato all’inizio del suo cammino. Come, direte voi, un flauto soltanto? Nessuna spada laser? Nessuna onda energetica a propulsione magnetocriptica? Già, niente di tutto questo! Solo un flauto, in grado di produrre suoni magici e meravigliosi, con il quale Tamino superò lieto l’oscura notte e tutte le sue paure e ricominciò a vivere amando la musica e – magia più grande di tutte! – ad andare bene a scuola. Non ci credete che basti così poco? Provate a suonare e a cantare con noi!
Matilde aveva assistito allo spettacolo venerdì pomeriggio con i suoi compagni di classe.
Per interagire con l’opera ogni bambino aveva con sè una magica scatola…

… che conteneva un ritratto come quello attraverso il quale Tamino si innamora di Pamina…

… una pila e una stella di cartone per illuminare il cielo al passaggio di Astrifiammante, la Regina della Notte…

…un paio di guanti corredati di striscioline di carta crespa rossa e arancione e un onda realizzata con il cartoncino per accompagnare Tamino e Pamina nelle prove del fuoco e dell’acqua.


Una serata molto bella, in famiglia, visto che i nonni ci hanno fatto compagnia, ma senza dimenticare gli eventi tragici del mattino, ricordando le vittime osservando un minuto di silenzio.

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3 pensieri riguardo “Il flauto magico

  1. C’ero anche io con i miei bambini. Uno degli spettacoli più belli a cui abbia mai assistito!!!!!

    Fantastica la partecipazione dei bambini che hanno aderito.

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  2. Da quando Matilde ha iniziato le elementari abbiamo partecipato tutti gli anni ed è sempre più bello ed emozionante.
    Quando poi un’opera la conosci a memoria e puoi cantare insieme a tua figlia, vedi nei suoi occhi l’entusiasmo di renderti partecipe di questa sua esperienza, beh! Allora ti senti magnificamente!!!

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