Piccoli gesti e piccoli punti

Ieri sera a cena abbiamo avuto un ospite speciale.

Una ragazza, giovane giovane, reduce dalla maturità, educatrice nella nostra Parrocchia. Matilde è letteralmente “innamorata” di lei.

Mi ricordo che il giorno dopo la fine del suo primo oratorio estivo, Matilde piangeva sconsolata perchè per tutta l’estate non avrebbe rivisto A., la sua animatrice preferita.

Per un ospite speciale una cena speciale.

Matilde ed io abbiamo iniziato a trafficare in cucina dalle tre del pomeriggio, perchè tutto doveva essere perfetto.

Quando vogliamo bene alle persone mettiamo molta più attenzione in quello che facciamo per loro. Ogni gesto diventa un piccolo rito. Abbiamo iniziato lavandoci le mani ovviamente e se questo gesto lo compiamo tante volte durante la giornata quasi senza rendercene conto, questa volta abbiamo voluto “viverlo”: sentiamo il sapone che scivola sulla pelle;  sentiamo il contatto delle mani l’una con l’altra, fermiamoci a guardare ciò che facciamo ( quante volte facciamo una cosa e ne pensiamo un’altra nel frattempo); divertiamoci a fare le bolle di sapone con mani. Forse può sembrare una perdita di tempo. Io la chiamo consapevolezza.

Abbiamo creato un antipasto simpatico ( su Google ho proprio digitato “antipasti simpatici”) creando delle coccinelle con dei crackers rotondi, un po’ di formaggio da spalmare, dei pomodorini e delle olive nere.

“Allora le ali devono essere della stessa dimensione, per cui cerchiamo delle fettine di pomodorino più o meno della stessa grandezza”

” Le coccinelle le facciamo guardare tutte verso l’esterno, per cui attenzione a come sistemiamo le olive che sono la testolina delle coccinelle”.

Il tempo si dilata, c’è più soddisfazione perchè sai che hai messo amore in quello che stai facendo. Niente cose improvvisate o fatte di fretta perchè si devono fare.

La cena è stata perfetta. C’era armonia e serenità.

A. ci ha raccontato della sua maturità e dei progetti per il suo futuro, delle sue vicinissime e desiderate vacanze in Grecia ( dopo tanto studio). Mi sono detta che mi sarebbe piaciuto avere una figlia già grande ( in effetti potrei essere sua madre, la matematica non è un opinione).

Ma ecco il risultato del nostro lavoro:

l’antipasto…

… anche apparecchiare la tavola, ancorchè in modo semplice diventa un rito se poniamo attenzione…

… e sistemare una classica macedonia in un recipiente alternativo può essere divertente

Ma veniamo ai piccoli punti. Per l’occasione ho voluto arricchire la mia cucina con un lavoro di ricamo fatto da mio padre.

Io adoro i lavori a mezzo punto di mio padre. Me lo fanno sentire vicino. Quanta consapevolezza c’è dietro un lavoro fatto a mano. Tanti piccoli punti che devono trovare il posto giusto. Un punto in un posto sbagliato e l’insieme del disegno ne risente.

Noi siamo in partenza.
Domani mattina ci recheremo in collina.
Vogliamo riposarci per due settimane in quel luogo che amiamo così tanto.
Con noi avremo un’ospite….
Per i dettagli, appuntamento al prossimo post!

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3 thoughts on “Piccoli gesti e piccoli punti

  1. Carissima, vi seguo da un po’ con grande interesse e, permettimi, anche molta ammirazione.
    Sono Elisa, mamma di due bambini di 6 e 4 anni, e la mia grande, Anna, il prossimo settembre inizierà la sua avventura alla scuola primaria…
    ma come fate a fare tutte queste cose bellissime, e con tutta questa calma? questa consapevolezza? Io vivo sempre di corsa, e spesso mi osservo, e sono nervosa, nervosissima… ho in mente tante cose, tanti progetti, ma riesco a realizzarne sempre troppo pochi, con i miei cuccioli… Grazie per l’esempio, e l’ispirazione. Un abbraccio a te e alla mitica Matilde. Elisa

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  2. Ciao Elisa!
    Il vivere lentamente è stata una scelta ben precisa dopo anni di corse e ritmi serrati. Stava diventando pericoloso per la mia salute mentale.
    Devo dire che la pratica e l’insegnamento dello yoga mi ha aiutato molto. Insegnare significa soprattutto imparare e quando invito le mie allieve ad assaporare il momento, il qui ed ora lo assaporo a mia volta e ne traggo grande beneficio.
    Non è un invito a cominciare a praticare yoga, naturalmente, è solo una riflessione sulla mia esperienza.
    La consapevolezza è anch’essa una pratica. Comincia e si sviluppa sulle piccole e grandi esperienze della nostra vita, quelle che ripetiamo ogni giorno e anche quelle che giungono inaspettate.
    Non è facile, non è immediato. Sono tanti mattoncini che mettiamo uno sopra l’altro.
    Tanti cari in bocca al lupo per la piccola Anna e la sua avventura scolastica.
    Un abbraccio a tutti voi!

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