Parco faunistico “Le Cornelle” + riflessioni alla rinfusa ( e un po’ confuse)

Che bella gita!!!
Siamo appena tornati dal Parco faunistico “Le Cornelle”.
E’ stata una giornata divertente e rilassante.
Ci voleva proprio, soprattutto per me che ho passato una notte insonne e sto terminando una settimana molto dura psicologicamente.
La parola d’ordine della settimana è stata: “COMPITI”.
Compiti al mattino, compiti al pomeriggio e nella mia testa compiti alla sera e compiti di notte.
Ho un gran mal di testa dovuto a questo chiodo fisso. Chiodo fisso che però rischia di rovinare queste ultime settimane di vacanza. Ne abbiamo parlato tanto ieri sera Luca ed io. Ho pianto per la stanchezza e stravolta mi sono addormentata salvo poi svegliarmi dopo un paio d’ore e rimanere con gli occhi sbarrati fino al mattino.
Siamo partiti molto presto stamattina (ed io avevo l’occhio di triglia, come potete immaginare) per arrivare verso l’orario di apertura del parco e iniziare a godercelo senza la folla…

In queste occasioni vedo Matilde veramente rilassata e interessata.

Passare del tempo noi tre soli, in una situazione lontana dai pensieri della scuola, del lavoro, della casa (il decluttering non va molto alla grande) è un vero toccasana. Dovremo farlo più spesso!

Guardo Matilde e vedo una bambina che sta crescendo, che sta affinando la sua personalità e i suoi gusti. Molte cose stanno cambiando, come è giusto che sia. La domanda è: “Io sono pronta ad affrontare questi cambiamenti? Ma soprattutto sono pronta ad accettare che lei è diversa da me,  che un giorno aprirà le SUE ali, imboccherà la SUA strada, coltiverà i SUOI interessi  e magari avrà una visione della vita diversa dalla mia”. Io mi dico “Si! lo farò!” ma … tra il dire e il fare …

E poi c’è questa cosa della dislessia. E se ne stessi facendo un problema più grande di quello che è? E se stessi veramente impiegando tutte le mie energie in questo aspetto della sua vita, tralasciandone altri, altrettanto importanti? Luca mi ha fatto notare che da due anni a questa parte io non faccio altro che parlare di questo.
E’ vero Matilde ha delle difficoltà a scuola, ma accidenti solo a scuola e la scuola non è la cosa più importante della sua vita di bambina.

Mi sono accorta di aver perso la mia capacità di ascoltare Matilde.
Ma ascoltarla veramente.
Troppo spesso mentre lei mi chiede attenzione, io con il pensiero sono tremila km avanti e sto visualizzando nella mia mente i compiti che le devo far fare, le tabelle che le devo preparare. Mai che stia pensando ad un gioco da fare insieme, o meglio lo penso ma quando mi accingo a giocare con lei mi pesa pensando che quel tempo potrei impiegarlo a … preparare qualcosa per la scuola!

Sono come paralizzata. Non riesco a sbloccare il mio pensiero dal pensiero scuola. Già prevedo una quinta elementare all’insegna dello sconforto, dei colloqui con le insegnanti che sicuramente non capiranno i miei punti di vista ecc…

Pensieri contorti e complicati…

Sono come in un limbo. In un sonno lunghissimo…
A volte mi sento gli occhi pesanti ( e qualcuno vicino a me mi dice spesso che questa pesantezza, che è contrario di leggerezza, si vede)

Oggi non ho pensato a nulla di tutto questo e sono stata bene.
Come faccio a scrollarmi di dosso questa pesantezza e ricominciare ad avere pensieri più leggeri? Meno monotematici e più colorati?

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5 pensieri riguardo “Parco faunistico “Le Cornelle” + riflessioni alla rinfusa ( e un po’ confuse)

  1. Ciao, Catia!
    Che belle le tue foto! Mi autoproclamo tua fan! Questo parco sembra bellissimo!
    Quanto al resto, tu lo sai: anche noi, in questi giorni, stiamo vivendo giorni all’insegna di una certa ansia, in attesa di una diagnosi ufficiale che pare non arrivare mai, ma volta a confermare qualcosa che ben conosciamo.
    A me pare che l’unico punto su cui potresti cercare di lavorare è proprio questa centralità della scuola e della riuscita scolastica. La scuola, come dici tu, è solo uno degli aspetti della vita di un bambino. Sicuramente molto presente, di certo importante ma, a mio parere, non prioritario. La vita di tua figlia è fatta dei suoi sentimenti, dei suoi interessi, delle sue emozioni, della sua famiglia, dei suoi amici, di ciò che l’appassiona. E della sua anima. Al di là della materialità del vivere quotidiano, al di là di un piccolo disturbo d’apprendimento (ma anche, in altri casi, al di là delle malattie del corpo) c’è la sua anima. Noi genitori non dovremmo mai dimenticare di guardare all’anima dei nostri figi, di nutrirla ed amarla. In questo senso la scuola, intesa come istituzione che spesso tende all’omologazione ed al risultato, è veramente troppo distante da ciò che veramente conta.

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  2. Cara MammaElly, ….approvo, approvo completamente, non potevi dirlo meglio. A me pare che dobbiamo lasciare fare agli insegnanti gli insegnanti e noi fare i genitori che è molto più complesso ed essere lì, ogni tanto anche a raccogliere i cocci; essere sempre lì un pò a distanza ma esserci. E poi fare tante cose insieme e divertirci e fare quelle meravigliose cose prima dei dodici anni…e anche dopo

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  3. Care MammaElly e Lory,
    grazie per gli spunti che mi avete dato. Sicuramente ci lavorerò sopra. Ora però mi trovo nella difficoltà di dover “smantellare” queste strutture mentali che mi sono creata prima di ricostruirci sopra e non è facile.

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  4. Ciao Catia, sono tornata al lavoro e quindi sto col computer davanti agli occhi per la maggior parte del mio tempo, così ho ripreso a leggere i blog e, poco, molto poco, a scrivere il mio.
    Io ho vissuto un’estate di conflitto con mia figlia, un contrasto continuo, siamo due zuccone … e io non riesco a trovare il modo giusto di relazionarmi con lei, faccio fatica ad accettare di averle passato tutti i miei difetti, accidenti a me 🙂 quando leggo il tuo blog vedo sempre tanta armonia e ti ammiro per quello che fai con Matilde. La dislessia invade tutto, lo capisco, anche io ho passato mesi a non pensare ad altro, a non parlare d’altro, sentendomi sempre molto sola … ora non lo so, l’ho mandata in vacanza per un po’, ho dato meno peso ai compiti per questa estate, ma non abbastanza. Avredi dovuto proprio ignorarli e dedicare il tempo a fare le cose che ci piacciono e imparare ad accettarci per quello che siamo.
    La scuola non è tutto, ma purtroppo occupa tanto, TROPPO del loro tempo di bambini. Voglio essere sincera: SPRECA TROPPO del loro tempo di bambini. Ancora stiamo pensando all’homeschooling, ormai non vale la pena per l’ultimo anno delle elementari, Sofia si affeziona e non ama i cambiamenti, ne stiamo parlando per le medie.
    Ho ripensato alla lista di cose da fare prima dei 12 anni, se torno alla mia infanzia, il periodo che ricordo meglio e con più felicità, è quello passato in vacanza, sulla montagna del mio paese, in una cascina senza elettricità, senza acqua corrente, senza servizi, senza telefono, senza auto. C’erano pascoli con mucche, boschi di betulle, funghi, lucciole, l’odore del fieno, il latte appena munto, il pane fatto in casa, la polenta cucinata sul fuoco :), i giochi all’aria aperta. Della scuola ricordo gli intervalli in cortile, i compiti delle vacanze mai fatti, il foglio bianco del tema libero, le greche, i pensierini e i problemini 🙂 la maestra buona e la supplente cattiva.
    Pensieri disordinati … giusto per dire che non sei sola.

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  5. Grazie Elena,
    ti confesso che scrivere quello che ho scritto è stato faticoso ( lo dicevo anche a mammaElly in risposta ad una sua mail).
    Ma poi ho pensato che prima di tutto ritengo giusto che in questo blog finiscano non solo le cose belle, le eperienze positive e le emozioni che mi riempiono il cuore di gioia , ma anche ciò che mi fa pensare, soffrire e che mette in risalto anche le mie fragilità ( di mamma in questo caso), che ci sono e non vanno ignorate. Non mi sentirei coerente e in pace con me stessa se dessi una visione solo idilliaca della mia vita, perchè la mia vita come quella di tutti, credo, è fatta di momenti felici e momenti meno felici e quest’ultimi vanno vissuti. Io ho fatto la scelta di rendere pubblici anche questi attraverso il blog.
    La seconda ragione, e forse è un po’ egoistica, è proprio per non sentirmi sola.
    La verità è che chi non sta vivendo questa situazione non può capire, può tentare di capire e dimostrare sensibilità ( non rinuncerei per niente al mondo ai consigli e ai suggerimenti della mia amica Lori), ma non può capire fino in fondo la fatica e le preoccupazioni che si vivono.
    In questi ultimi giorni ho ridimensionato l’importanza del discorso compiti. Ho deciso che ripasseremo tutti gli argomenti e faremo qualche esercizio per ognuno di essi. Basta! Le centinaia e centinaia di operazioni previste dal libro delle vacanze rimarranno lì dove sono. Per correttezza comunicherò questa cosa all’insegnante.
    Alla possibilità dell’homeschooling abbiamo pensato anche noi per le medie. Credo che Matilde sia un po’ come Sofia. Lei è molto affezionata ai suoi compagni e anche alle sue insegnanti. E anche lei non ama i cambiamenti.
    Però, famiglie che hanno vissuto la stessa esperienza, hanno detto che la scuola media che frequenterà Matilde è molto più “preparata” rispetto ai DSA e noi speriamo che questo sia vero, ovviamente. Ma se la situazione si farà più pesante del dovuto, opteremo anche noi per la scuola familiare.
    Grazie Elena e un abbraccio a Sofia.

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