Dal tepee al flauto di Pan

Ciao a tutti voi!
Innanzitutto volevo ringraziarvi per le vostre manifestazioni d’affetto e i vostri bellissimi commenti. Vi ho sentito vicino e mi ha fatto stare bene.
In questi giorni sto meglio.
Le prossime settimane saranno dedicate a tutti gli esami e accertamenti che mi sono stati prescritti.
Ma per interrompere il silenzio del nostro blog pubblico un post già in bozza da tempo e che riguarda l’appuntamento mensile con ….

Questo mese il nonno Antonio ci racconterà come ha realizzato un Flauto di Pan con le canne di bambù.

Buona lettura!!!

Ho passato una intera settimana di fine agosto a ripulire un canneto dietro la casa della zia Marisa.
La neve caduta l’inverno passato e il gelo siberiano ne avevano fatte morire parecchie che ora andavano tolte.

Poiché in campagna non si butta nulla, quelle spezzate o troppo vecchie sono destinate ad essere bruciate e le migliori messe al riparo per eventuali futuri utilizzi.
Con tanto materiale a disposizione Catia e Matilde hanno montato una tenda indiana mentre ricordando un post di Catia su queste pagine
https://ascuolaconmatilde.com/2012/08/27/un-romantico-tepee/
Io mi sono divertito a fabbricare un flauto di Pan, quello per intenderci con tanti zufoli appaiati e che, nella iconografia mitologica, troviamo tra le mani di satiri e fauni mentre tra i boschi e le scoscese balze dell’Ellade rincorrevano le povere ninfe.
Il principio di questo flauto è identico a quello delle canne di un organo: quanto più la canna è lunga e la cavità ampia il suono è basso e, nella composizione finale, come in una tastiera, quella con tonalità più bassa andrà messa a sinistra.
Suggerirei, per evitare insuccessi e fare un minimo di esperienza di iniziare con una sola canna lunga non più di 24/25 cm.
Inizio con alcune considerazioni di massima su come scegliere le canne più adatte e sugli attrezzi da utilizzare.

Le canne devono essere secche ( quelle verdi varierebbero l’altezza del suono col tempo), non devono presentare crepe ed è indispensabile che la parte inferiore sia ermeticamente chiusa e questo lo si ottiene tagliando i vari pezzi al di sotto di ogni nuova crescita con l’aiuto di un seghetto per ferro.

L’interno di ogni canna va accuratamente ripulito e l’attrezzo migliore per ottenere un ottimo risultato è autocostruirsi una pratica lima arrotolando un foglio di carta vetrata con grana fine, il tipo 120 va benissimo.

Per evitare di ferirsi le labbra quando si suona suggerisco di ripassare accuratamente con un foglio di carta vetrata (sempre tipo 120 o più fine) l’imboccatura per togliere le bave che vengono a crearsi durante i vari tagli indispensabili per portare in frequenza le singole canne e, se proprio volete strafare, con un cutter si può appiattire il punto su cui le labbra si appoggiano.
Il procedimento dovrà ripetersi per tutte canne, minimo otto, che comporranno lo strumento.

Dando ora per scontato che quella preparata come allenamento sia un “Do” (i cultori della musica inorridirebbero) la successiva dovrà essere un “RE” poi un “MI” e così via fino ad arrivare al “DO” dell’ottava superiore. Poiché a canna più corta corrisponde un suono più acuto ogni canna
che taglieremo dovrà essere di lunghezza inferiore a quella precedente.
Si inizia tagliando circa 5/6 mm. Se il suono risulta più basso di quanto dovrebbe essere si continua a tagliare delle fettine di circa un mm. fino a raggiungere l’altezza di suono desiderata e se ci si accorgesse di averla tagliata troppo la si tiene per la nota successiva e se ne prepara una nuova..

A questo punto la cosa più difficile ed alienante (soprattutto per chi sarà costretto ad ascoltarci) è riconoscere se la canna appena preparata nei confronti della prima suoni veramente la nota voluta.
Ecco come procedere:

1) Se siete in possesso di una tastiera, immaginando la sappiate pure suonare, il problema si risolve semplicemente rintracciando la nota della vostra prima canna e continuando il procedimento per tutte le altre.

2) Chi non possiede una tastiera ma, pur fortemente stonato come me, ha vicino una persona tanto disponibile, tanto paziente e tanto intonata come mia moglie riuscirà, pur a fatica, a sfangarla.

3) Chi non può permettersi né la prima né la seconda opzione può sempre usare il flauto per aumentare… la capacità polmonare indipendentemente dalle note che verranno emesse.

Quando tutte le canne saranno pronte si passa dalla fase bucolica a quella semitecnologica.
Una listarella di compensato e una striscia di biadesivo consentiranno di tenere le canne in posizione per essere bloccate l’una all’altra con un filo di colla a caldo.

L’ultimo passaggio prevede il fissaggio con spago per ridare quell’aspetto rustico che simile strumento richiede e che, ad opera finita, si presenta come in foto.
Sempre con lo spago si può realizzare una treccia che potrà servire per appenderlo o trasportarlo.
Tempo medio stimato per l’esecuzione secondo la procedura “2” quella da me seguita dalle 15 alle 18 ore… importante è non perdersi d’animo ed ogni tanto lasciare riposare le orecchie dei vicini.

Il prossimo post avrà per argomento ancora un flauto di Pan ma, questa volta, in versione moderna. Realizzabile in poche ore, con materiale di facile reperibilità (soprattutto in città) e facilmente accordabile: la pazienza sarà comunque un requisito indispensabile

9 thoughts on “Dal tepee al flauto di Pan

  1. Non ricevo gli aggiornamenti del tuo blog, così sono passata di proposito per vedere cosa facevi… e ho letto il post precedente dove ho lasciato un commento simile, mi dispiace, prenditi tutto il tempo che ti serve! Fai gli accertamenti ma soprattutto riposati! Spero di poterti vedere presto 😉

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  2. Bentornata! Complimenti a te e Matilde per tepee e complimentoni a nonno Antonio per il flauto.
    Mi fa venire la nostalgia del nostro nonno aggiustatutto come lo chiamava il mio piccolo.
    Di nuovo auguroni

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  3. Nonno Antonio è davvero meraviglioso!!!
    Bentornata. Mi ero tanto preoccupata per te e sono davvero contenta di sentire che ti sei già rimessa abbastanza da poter ricominciare a postare.
    Prenditela comoda, non preoccuparti del blog. Non è necessario postare qualcosa tutti i giorni o quasi… se per un po’ non pubblicherai niente, noi lettori capiremo!!!
    Il blog sia per te uno sfogo e un modo per rilassarti e basta, mai una preoccupazione!!! O.K.???
    Ti mando un grande abbraccio e spero che ti arrivi un po’ del mio Amore.
    Francesca

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  4. Caspita! nonno Antonio sei proprio in gamba!
    credo che tua nipote ha un ottimo punto di riferimento (anche la Mariuccia però..)
    forza Catia !!! se in buone mani.

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