Una mappa per la polis

Matilde sta studiando la civiltà greca e abbiamo così iniziato a prepare le mappe concettuali.
Per memorizzare la struttura della polis greca ho pensato di sfruttare gli strumenti di word per creare una mappa con dei simboli che potessero facilitare Matilde nel richiamare le informazioni riguardanti le varie parti delle città-stato.

Ecco che l’agorà ha la forma di una grande piazza con tanto di bancarelle, lo stadio e il teatro hanno la loro forma tipica, l’acropoli è stata collocata nella parte più alta della mappa mentre l’asty è stata collocata nella parte più bassa proprio per richiamare la loro posizione reale nella polis. La chorà, cioè la campagna in cui vivevano i contadini è posta al di fuori delle mura rappresentate con un grande ovale.
Una mappa estremamente stilizzata ma con la quale Matilde è stata in grado di richiamare le informazioni utili. Come ho già avuto modo di dire, i bambini con DSA non hanno una memoria interna per cui è necessario creare una memoria esterna, in modo da permettere loro di studiare con interesse e profitto.

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9 pensieri riguardo “Una mappa per la polis

  1. Significa che non hanno quegli automatismi per cui se io ti chiedo quanto fa 4×8 tu subito richiami 32 o se ti chiedo di coniugare “io parlai” tu richiami subito la coniugazione, il modo, il tempo, la persona ecc…
    A Matilde è molto utile visualizzare per ricordare e richiamare alla memoria le informazioni, per cui per esempio questa mappa le ha consentito di ricordare le funzioni e le caratteristiche delle varie parti della polis osservando le forme e i simboli così come quando abbiamo studiato le ossa del corpo umano le abbiamo visualizzate su di noi.

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  2. Ti sarà sembrata una domanda sciocca da parte di una mamma che vive con una bambina dislessica ma io ogni giorno cerco di capire una briciola in più. Sai credo sia vero che non c’è dislessico uguale ad un altro. Mia figlia ha una memoria eccezionale, è la sua salvezza! Le si trova bene a fare degli schemi (più di una mappa ma meno di un riassunto) che poi legge un paio di volte ed è fatta. A volte ho l’impressione di non conoscere esattamente il confine tra caratteristica caratteriale e caratteristica di bambino con dsa

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  3. Hai ragione! Ogni bambino ha la propria dislessia.
    Anche Matilde ha un’ottima memoria. Poesie, canzoni, barzellette, lei si ricorda tutto perfettamente.
    Perchè le tabelline e i verbi no?
    E’ la sua caratteristica di bambina con DSA. E questo è provato dal fatto che se le chiedi una tabellina di seguito ( 3×1, 3×2, 3×3 ecc…) lei le sa perfettamente, ma se gliele chiedi random no!
    E allora interviene la tavola pitagorica.
    Lo stesso per i verbi.
    Poi ogni bambino è dotato di una propria, personale attitudine al problem-solving per cui crea delle proprie strategie per aggirare gli ostacoli. Mi viene da dire che questo è proprio il bello della dislessia. Ti da la possibilità di creare il tuo metodo e non fare proprio un metodo standardizzato.

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  4. Scusate ma in fondo non è così per ognuno di noi; creare il tuo metodo e attuare un proprio problem solving??? Cioè io so che i canali di comunicazione e di apprendimento sono diversi per ognuno di noi, c’è chi preferisce toccare, chi ascoltare, chi vedere, chi deve muoversi (sarà per questo che io prendo appunti ogni riunione che vado, se scrivo mi ricordo meglio quello che dicono anche se poi non me ne faccio niente degli appunti) e se uno riesce ad individuare il proprio canale preferenziale è sicuramente facilitato nell’apprendimento e nella memorizzazione. E poi mi sorge un’altra domanda da assoluta ignorante in materia di dislessia, ma quegli automatismi di cui parli col tempo si faranno o no oppure c’è una possibilità che si costituiscano o no (ci sarà una risposta??????). Scusate ancora l’invadenza.

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  5. La risposta è no, non si faranno.
    Essendo la dislessia causata da una determinata struttura neurobiologica ( e credo che sul libro “Proust e il calamaro venga spiegato) questa struttura non cambia con il tempo.
    Un bambino dislessico sarà un adulto dislessico, ma probabimente da adulto sarà più in grado di attuare proprie strategie e il proprio problem-solving.
    E’ vero, ognuno di noi ha un modo di apprendere diverso, ma quello che vedo è che spesso molti bambini “subiscono” un determinato metodo di studio. I bambini dislessici sono “costretti” a vivere da quasi subito questo essere diversi ed essendo piccoli hanno semplicemente bisogno di un aiuto esterno.

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