Errori fonologici e non fonologici

Come avevo raccontato qui, nei test per la rivalutazione degli apprendimenti in vista dell’ingresso alla scuola Secondaria di primo grado è risultato che Matilde sta compensando la disortografia. Infatti ha commesso solo due errori nella prova di scrittura. Di questi errori uno era non fonologico e l’altro era sotto la dicitura “altri errori”.
Allora ho cercato di capire meglio che cosa si intenda esattamente per errori fonologici, errori non fonologici e altri errori.
Ho trovato un interessante articolo sul sito Centro di psicologia per l’età evolutiva che riporto.

La lingua italiana è una lingua complessa da imparare: le regole grammaticali e i tempi verbali sono numerosi e non sempre il bambino che impara è in grado di gestire correttamente tutte queste informazioni. Spesso, infatti, durante i dettati ricorrono frequenti errori sulle doppie, sulla divisione in sillabe, sulle “a” con o senza “h”, sulle parole con “ce” o “cie”, sull’apostrofo al posto giusto e via dicendo. Il bambino che commette questi errori può non conoscere le regole e uno studio più costante e mirato aiuterebbe a recuperare le lacune oppure, nonostante conosca le regole commette molti errori. Questo è il caso della disortografia evolutiva, disturbo specifico dell’apprendimento della scrittura che consiste nella difficoltà di trascrivere correttamente in simboli grafici (le lettere) i suoni che compongono le parole.
Il bambino con Disortografia Evolutiva commette, nello scritto, un numero di errori molto elevato rispetto alla sua età, alla sua intelligenza e al suo livello di istruzione.
Gli errori si manifestano nello scrivere parole e/o frasi in modo non corretto.
Gli errori vengono classificati in base al tipo, fonologico o non fonologico.

ERRORI FONOLOGICI
Sono gli errori in cui non è rispettato il rapporto tra fonemi e grafemi
– Scambio di lettere (grafemi)
Esempio: brina per prima, folpe per volpe

– Omissione e aggiunta di lettere e di sillabe
Esempio: taolo per tavolo, tavolovo per tavolo

– Inversioni
Esempio: li per il, bamlabo per bambola

– Grafema inesatto
Esempio: pese per pesce, agi per aghi

ERRORI NON FONOLOGICI
Sono gli errori nella rappresentazione ortografica (visiva) delle parole senza commettere errori nel rapporto tra fonemi e grafemi (errori fonologici)

– Separazioni illegali
Esempio: par lo per parlo, in sieme per insieme, l’avato per lavato

– Fusioni illegali
Esempio: nonevero per non è vero, lacqua per l’acqua, ilcane per il cane

– Scambio grafema omofono
Esempio: squola per scuola, qucina per cucina

ALTRI ERRORI

– Omissione e aggiunta di accenti
Esempio: perche per perché

– Omissione e aggiunta di doppia
Esempio: pala per palla

La correttezza ortografica richiede cinque attività che la nostra mente deve compiere per poter scrivere correttamente le parole:
1. discriminazione fonemica (capacità di riconoscere la differenza tra una lettera e un’altra simile come, ad es., /b/ e /d/ oppure tra /v/ e /f/);
2. analisi fonemica (distinguere tutti i fonemi, le lettere, all’interno di una parola ascoltata o pensata);
3. corrispondenza fonemi – grafemi (associare la lettera ascoltata con la corrispondente lettera scritta);
4. lessico di parole (rappresentazione mentale di come si scrive una parola considerando il contesto nel quale si trova, ad es., l’ago e lago: in un caso è un sostantivo con l’articolo mentre nell’altro è solo sostantivo e avrò bisogno di aggiungere l’articolo);
5. velocità prassica (relativa al modo e alla velocità di scrittura).


La nostra mente deve elaborare tutte queste cose insieme e lo fa in modo automatico. Tranne per chi ha un DSA di tipo disortografico il cui cervello fa il triplo della fatica!!!

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3 pensieri riguardo “Errori fonologici e non fonologici

  1. Grazie per questo interessantissimo articolo! Come ben sai, sono tutti aspetti che ci toccano molto direttamente e su cui stiamo lavorando su più fronti. Sono davvero contenta che Matilde sia tanto migliorata!

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  2. Anche noi, anche se abbiamo notato una grossa differenza tra il numero degli errori di quando scrive sotto dettatura e quando scrive invece un testo suo. In quest’ultimo caso la fatica di pensare a cosa scrivere la porta a non riuscire più a gestire l’aspetto dell’ortografia. Siamo contenti dei liglioramenti ma sicuramente c’è ancora molto su cui lavorare.
    Un abbraccio

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