Riscoprire le fiabe

“Mamma, mi piace molto antologia!”
Antologia è una materia nuova per Matilde. In realtà anche alle elementari il libro di lettura è un’antologia però alle medie si comincia ad approfondire le caratteristiche dei generi letterari e diventa tutto molto più interessante.
Ma il libro di antologia diventa anche uno strumento per poter leggere un bel brano ogni giorno. Matilde mi racconta spesso di spendere qualche minuto dell’intervallo a leggere una fiaba o un racconto. Del resto la parola antologia deriva dal greco anthos che significa fiore e logos che significa raccolta quindi raccolta di fiori, raccolta di belle letture e quindi immaginiamo pure di raccogliere un bellissimo fiore ogni giorno.
Il primo genere che i ragazzi hanno studiato e stanno studiando tuttora è quello delle fiabe.
Innanzitutto una precisazione è d’obbligo ed è stata la prima domanda che Matilde ha fatto: “Che differenza c’è tra fiabe e favole?”.
Leggo dal sito http://www.valorescuola.it:
“La fiaba è un racconto fantastico di origine popolare che intende soprattutto intrattenere, divertire. Ha per protagonisti gli uomini e non presenta una morale esplicita. L’origine della fiabe risale nella notte dei tempi; le più antiche ricordano imprese compiute dai giovani al momento del loro passaggio dall’adolescenza al mondo degli adulti. Sono state usate fino a qualche decennio fa non soltanto per intrattenere i ragazzi nelle lunghe sere d’inverno intorno al focolare, ma per trasmettere loro i modi di vita e i valori della società artigiana e contadina. Così con il passare dei secoli, sono state trasmesse oralmente di generazione in generazione e sono divenute racconti d’avventura, storie meravigliose, fiabe in cui agiscono maghi, streghe, orchi, fate, gnomi e tanti altri personaggi fantastici e soprannaturali.
Ogni fiaba apre con una situazione serena, sopraggiunge un problema, in genere si esce dalla normalità quotidiana, si compiono imprese e lotte per superarlo, infine si conclude con la vittoria dell’eroe e la punizione del cattivo. In tutte le fiabe sono presenti un protagonista, un antagonista, donatori e aiutanti. Iniziano con un “c’era una volta” e sono imperniate sulle vicende dell’eroe che deve affrontare e superare prove difficili; la vicenda si conclude a lieto fine, quasi sempre con le nozze dell’eroe”.

Ed è l’elemento magico che attira, che affascina: bacchette magiche, oggetti dai poteri meravigliosi e creature fantastiche che ostacolano l’eroe o l’aiutano a raggiungere il suo intento.

“La favola è una breve narrazione in versi o in prosa che ha per protagonisti gli animali (lupo, agnello, leone, volpe, ecc) e a volte cose inanimate (sole, luna, alberi, ecc); le favole erano molto diffuse e tenute in grande considerazione presso i Greci e i Romani antichi, tanto che chi non le conosceva era ritenuto un ignorante. Conosciamo gli autori delle favole perché, a differenza delle fiabe, ci sono giunte mediante la trascrizione scritta. I primi scrittori di fiabe sono Esopo, scrittore greco del VI secolo a.C. e Fedro, scrittore latino del I secolo d.C.; fra i moderni ricordiamo La Fontane, Leonardo, Tolstoj, Trilussa e Moravia.
In passato le favole, oltre a servire agli alunni per le prime esercitazioni di lettura, avevano lo scopo di trasmettere ai ragazzi le regole di comportamento accettate e condivise dalla società. Per questo ogni favola è breve ed è imperniata su un solo episodio, e riporta sempre all’inizio e alla fine una morale, un insegnamento, una massima per il lettore. Gli autori antichi delle favole, anche se attingevano dal mondo animale i protagonisti delle loro storielle, in realtà intendevano denunciare pregi e difetti, vizi e virtù di uomini potenti, impossibili da chiamare in causa per nome e cognome; inoltre nelle favole antiche vince il potente, trionfa la volontà del più forte ed il debole soccombe sempre.
Gli autori moderni nelle loro favole non sempre fanno trionfare la giustizia e la verità, spesso ribaltano i luoghi comuni e valorizzano atteggiamenti e comportamenti originali e non conformistici. Le favole non possono considerarsi testi semplici, né prettamente per bambini; la loro lettura richiede comprensione a diversi livelli di significato, a seconda se si privilegia la storia, la simbologia o la morale. Questo spiega il perché i ragazzi trovano maggiori difficoltà non tanto nella formulazione della vicenda di una favola, quanto nel ricavare da essa una morale.

L’ultima osservazione è stata fatta anche dalla professoressa di italiano che ha preferito cominciare il programma di antologia dalle fiabe e non dalle favole perchè più comprensibili e coinvolgenti.
Allora diventa un esercizio simpatico rileggere le fiabe classiche in una nuova ottica, riflettendo sul ruolo dei vari personaggi ( chi è l’eroe? e l’antagonista? chi svolge il ruolo di donatore? ), percependo che anche se le fiabe non hanno lo scopo di presentarti una morale, ci indicano dei buoni e validi insegnamenti: essere gentili e generosi ripaga sempre!
Studio molto volentieri con Matilde questa nuova materia riscoprendo le fiabe e anche il piacere di leggere a voce alta per lei.
E a proposito di fiabe visto che Matilde si è finalmente decisa ad intraprendere la lettura della saga di Harry Potter, abbiamo rispolverato anche quel libriccino di fiabe per giovani maghi e giovani streghe …

IMG_7022

L’avete letto? Vi è piaciuto?

J.K. Rowling
Le fiabe di Beda il bardo
Salani Editore

Annunci

3 thoughts on “Riscoprire le fiabe

  1. Ecco perchè dicevi che con Matilde condividiamo le stesse letture!!!!
    Beda il Bardo l’ho letto e mi è piaciuto, ma senza entusiasmarmi molto. Noi “diversamente giovani” streghe preferiamo leggere le avventure del nostro grande Maestro, Harry Potter!!!
    Un bacio, come quelli che si danno i babbani sulle guance a te e alla piccola strega
    Francesca

    Mi piace

  2. non ho letto libri di Harry Potter ma ricordo alcune favole di Esopo Ne riuassumo una in breve che si intitola”Il contadino e i suoi figli”. Un contadino sul letto di morte chiama i suoi figli: figli miei sto per lasciare questa vita ma voi cercando bene troverete nella vigna un tesoro. Vangate… vangatate e vedrete, poi morì. I figli ai quali importava solo il tesoro si precipitarono nella vigna e iniziarono a vangare giorno e notte. Non trovarono nessun tesoro ma in autunno raccolsero tanta uva da dover vendemmiare per mesi e mesi. Divennero ricchi e capirono che il tesoro lasciato dal padre non era niente altro che il frutto del loro lavoro
    La morale: il lavoro per gli uomini è il vero tesoro.
    ciao nonna Mariuccia

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...