Vivere la scuola oltre lo studio e…… un arrivederci

Oggi Matilde inizia il “Progetto Coro”.
Si tratta di un’iniziativa della scuola per ampliare l’offerta formativa.
Io credo che si tratti di una bellissima proposta e sono felicissima che Matilde abbia accettato di farne parte.
Si, perchè all’inizio non era molto convinta, anzi era partita con un no secco perchè, pur essendo intonata, non è molto portata per il canto. E’ più attratta da tutto ciò che è strumento, anche quelli più strani ( vedi l’otamatone che si è fatta regalare per il suo compleanno).
L’insegnante di musica, con la quale ho avuto recentemente un colloquio, era dispiaciuta che Matilde non partecipasse al coro ritendendola un valido elemento, con un buon orecchio e una buona memoria musicale. Così mi ha chiesto di riprovare a proporre a Matilde la cosa.
Allora ci siamo prese un po’ di tempo e le ho spiegato bene di che cosa si trattasse e devo dire che gli argomenti che hanno fatto più presa non sono stati quelli “musicali”!
Quando le ho spiegato che si sarebbe fermata due ore in più a scuola con i suoi compagni, che avrebbe pranzato al sacco con loro, che l’obiettivo del coro non era prettamente quello di imparare a cantare ma di vivere un’attività di gruppo, un’attività di interazione e di collaborazione non ha più avuto dubbi ( onestamente anche l’argomento del ” quando torni a casa niente compiti e ti godi il meritato riposo guardando un po’ di tv o giocando con la WII ha avuto il suo perchè!).
Ho sempre cercato di trasmettere a mia figlia il messaggio che andare a scuola non significa soltanto studiare ( chi mi segue sa che cosa penso dell’approccio all’ apprendimento, dei voti ecc…) ma anche vivere delle esperienze relazionali perchè sono quelle che ( nel bene o nel male) lasceranno i ricordi più indelebili e perchè sono quelle che aiutano a crescere.
Un pochino credo di essere riuscita ad instillare in Matilde l’idea di questa scuola fatta di persone e di esperienze concrete.
Sabato scorso si è svolto l’Open Day. L’anno scorso avevamo partecipato come ospiti. Quest’anno il professore di Tecnologia e Informatica ha invitato Matilde e altri suoi compagni a prendervi parte in maniera attiva aiutandolo nella gestione del laboratorio di Informatica.
Lei non se l’è fatto dire due volte e ci è andata entusiasta combattendo contro la febbre che aveva già dalla sera prima.
Questa è la Matilde che piace a me. Una ragazzina desiderosa di imparare ( forse non troppo in maniera canonica, questo continua ad essere molto faticoso per lei) e di relazionarsi.
Cari amici, con questo post io metto il nostro blog in aspettativa.
E’ da un po’ che ci penso.
Ultimamente sono un po’ confusa. Non riesco a capire che direzione debba prendere questo nostro diario virtuale. Mi sento in una situazione di empasse che non riesco a sbloccare. Parlare di vita familiare? Solo di scuola e dislessia? Del nostro homeschooling part- time? Parlare un po’ di più della mia grande passione cioè lo yoga? Non lo so!
Insomma ho bisogno di un po’ di tempo per ragionarci su. Del resto, a proposito di tempo, tra il lavoro, il seguire Matilde nello studio, preparare degli incontri di catechismo che sappiano catturare l’attenzione di 13 bambini di otto anni che arrivano in Parrocchia dopo 8 ore di scuola, i miei genitori che invecchiano e che hanno bisogno anche loro giustamente di attenzioni, una casa che sta invocando aiuto visto il disordine, il tempo da dedicare al blog si è ridotto drasticamente.
Mi prendo una pausa!
A tutti voi che ci seguite o a chi capita qui di tanto in tanto auguro di trascorre l’ultimo mese dell’anno in serenità.
Ci rivedremo con il nuovo anno con ( spero) tante belle novità!
A presto!!!

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19 thoughts on “Vivere la scuola oltre lo studio e…… un arrivederci

  1. oooooooooooooh……ma come faccio io, che ogni tanto passo di qui anche silenziosamente.
    Mi mancherà.
    Riguardo a Matilde e vai così, coro, lab, informatica e questa è la scuola migliore da fare con gli altri.

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  2. Ciao, Catia!!!
    Anche se ultimamente non commento quasi mai, sai che ti seguo sempre.
    Il vostro blog mi è sempre piaciuto proprio per la sua completezza: non è monotematico, ma raffigura a tutto tondo la vita e le emozioni della vostra famiglia.
    Comunque, buona pausa e Buone feste a voi tutti!

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  3. Grazie MammaElly!
    Ecco, forse hai detto la parola giusta: emozioni.
    Ho notato una caduta della qualità del blog in questo senso e mi sto domandando il perchè. Mi prendo proprio una piccola pausa per ragionarci sopra.
    Ricambio con tanto affetto gli auguri!
    Un abbraccio forte a te e un bacino ai tuoi cuccioli!

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  4. Ciao Catia,
    io non mi preoccuperei più di tanto della direzione da dare al blog. Lascia che vada nella direzione che ti senti. Mi spiego meglio. Se un giorno vuoi parlare di Yoga, parla di yoga, se un giorno vuoi parlare di scuola, parla di scuola, di dislessia o di altro; se ti va di parlare di ricette di cucina, fallo!!! Non è detto che un blog debba per forza essere monotematico… e poi se il tempo è poco, scrivi di meno. Io questo mese ho fatto 4 post…
    Ti aspetto. Ci tengo.
    Un abbraccio forte
    Francesca

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  5. Hai ragione, forse dovrei lasciare che le cose vadano naturlamente dove vogliono andare. E’ la mia solita mania di avere sempre tutto sotto controllo.
    Ma effettivamente mi sento un po’ stanca e sento il bisogno di staccare un po’.

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  6. ohhh Catia comprendo le tue motivazioni, ma mi dispiace…è vero che non vengo spesso a visitarti, ma sapevo che c’eri ed ero contenta.. goditi il meritato riposo/riflessione.. spero di poter tornare nel tuo bel giardino..bacio!

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  7. E’ solo un momento di stanchezza dovuto a un po’ di motivi. Ogni tanto ce ne sono! Ho solo bisogno di ricaricarmi un attimo. Ma tornerò piena di spirito e di tanta voglia di condividere!

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  8. ciao catia, io ti leggo in silenzio, e spero che questa pausa non ci faccia aspettare troppo. mio figlio, 9 anni, dislessico, ha un buon orecchio musicale e suona bene il violino, ma non gli e’ per niente semplice cantare. credo sia un fattore legato alla dislessia, fa talmente fatica a ricordare le parole e a che ritmo cantarle che si confonde con le note. non so se mi sono spiegata…e’ un altro tipo di lavoro a piu’ livelli che lo confonde e stanca (il violino lo studia con un metodo che non prevede pentagramma i primi 2/3 anni, per ova va solo ad orecchio). comunque, da quest’anno, coro anche per noi, a scuola, complice un’insegnante molto simpatica, per ora due lezioni, io spero che duri.
    a presto, buone feste!
    anna

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  9. Ciao Anna,
    grazie per il tuo intervento e per la tua lettura “silenziosa” del nostro blog.
    Tornerò presto! Giusto il tempo di rimettere a posto alcune cosette, materiali e mentali.
    E’ proprio vero che ogni bambino ha la propria dislessia. Io riconosco le difficoltà di Matilde a livello di organizzazione dello studio, di produzione di testi scritti, di memorizzazione di verbi e tabelline eppure mi stupisco sempre di come riesca a ricordare le parole di una canzone dopo averla sentita solo una volta e riprodurre con il flauto e il pianoforte un brano musicale dopo averlo sentito pochissime volte.
    Ti auguro anche io che tuo figlio continui l’esperienza del coro perchè come dicevo nel post si tratta di un’esperienza che va al di là dell’aspetto musicale e del cantare. Io ho cantato per parecchi anni in un coro parrocchiale e mi faceva stare bene l’idea di contribuire con la mia poca voce da soprano e la mia inesistente memoria per le i testi dei canti a realizzare un qualcosa fatto collaborando con altre persone. Forse per un bambino è un ragionamento difficile ma credo che con il tempo anche questo aspetto faccia crescere.
    A presto e ancora grazie.

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  10. Catia, ti aspettiamo prestissimo! Lo sai che anche Leli è molto appassionata alle avventure di Matilde? Mi chiede sempre di lei. Se non ci sentiamo prima buone Feste!

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  11. Ciao Lu,
    rassicura Leli che torneremo presto a raccontare ancora delle nostre avventure. In queste settimane ho giusto il tempo di dare una sbirciatina al blog per vedere se ci sono commenti ( e oggi sono stata molto contenta di vedere il vostro) perchè altrimenti sono impegnata a fare mappe, interrogare Matilde ( pure in religione e Ed. Fisica!). Ma anche per voi è così “Intensa” la vita alla scuola media!?!?!
    Un abbraccio

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  12. cara Catia, avevo letto questo post appena l’hai pubblicato, l’avevo memorizzato tra i link da rivedere, ti ho pensata spesso, ma ho trovato il tempo di scriverti solo ora. scrivo il mio blog da due anni; ho fatto lunghi periodi di pausa, di settimane, di mesi. tutti periodi di riflessione, per fare il punto della situazione e metabolizzare i miei cambiamenti. spero che tornerai presto, spero di leggere presto altri tuoi spunti di riflessione, altre parole su cui mi fermo sempre con piacere. ti abbraccio!

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  13. Grazie Ylenia,
    in queste settimane sto alternando momenti molto veloci, densi di cose da fare a pause di silenzio e di riflessione.
    Il blog mi manca ma come dici tu è tempo di riflettere e di metabolizzare.
    E’ bella la sensazione quando qualcuno ti dice che si ferma sulle tue parole.
    Non ti è mai capitato di chiederti: ” Ma quello che scrivo interesserà davvero a qualcuno?”. In effetti annunciare questo periodo di silenzio mi ha dato modo di sperimentare che le mie, le nostre parole sono lette e “ascoltate”.
    Grazie ancora
    Un abbraccio!

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  14. Si intensissima. Per Leli è stato un trauma scoprire la quantità di concetti e pagine da immagazzinare per storia, geografia e scienze. Pure io sto cercando di abituarla a produrre autonomamente (ehm con una piccola supervisione) schemi e mappe concettuali.

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