Mia figlia

Matilde cresce. Cambia. Fisicamente. Emotivamente.
Musi lunghi si alternano a grandi risate e richieste di autonomia giocano a rimpiattino con abbracci e slanci affettuosi e ricerca di protezione.
Matilde cresce. Cambia.
Sono felice di tutto questo ma nello stesso tempo penso di avere bisogno di aiuto, di un confronto, di consigli.
Come comportarmi? Fino a dove arrivare nel rispondere alle sue richieste di spazi?
E allora raccolgo esperienze da chi ha già vissuto questi momenti e ne traggo insegnamenti.
E allora cerco informazioni e leggo, leggo e leggo ancora.
Dalla mia libreria un libro sembra chiamarmi: ” E’ arrivata l’ora di leggermi più attentamente” sembra dirmi…

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leggo nella prefazione:
” Questo libro è stato scritto da una donna sulla base della sua ricerca personale e ha il potere di smuovere le coscienze. Invece di fornire formule, elenchi, consigli ( cosa che qualunque esperto di tematiche di educazione può fare) l’autrice stimola la ricerca interiore aiutando a portare alla superficie ciò che teniamo sepolto dentro noi stessi: fedi, passioni e antiche memorie che ci possono aiutare a metterci sulla buona strada per essere persone più accorte, esseri umani del tutto consapevoli invece che meri “funzionari” che forniscono pasti caldi, aiutano i piccoli a vestirsi o a riempire le cartelle e li accompagnano a scuola. Ciò di cui i nostri figli si ricorderanno, e che li renderà più forti, sono i momenti di intimità, di serenità, ma anche di franchezza che dedichiamo loro mentre crescono; gli attimi che riusciamo a ritagliarci e rendiamo speciali rifiutandoci di adottare gli stili di un mondo commerciale, costruendo un giardino dove coltivare l’amore.
La situazione è migliorata per l’universo femminile, dobbiamo riconoscerlo. C’è stata una rivoluzione e oggi le ragazze possono in teoria raggiungere qualsiasi meta a cui aspirino, anche se non è sempre semplice.
Abbiamo fatto progressi in campo femminile ma, come fa notare questo libro, c’è ancora molta strada da fare”.

Già mi piace.

Noi possiamo coltivare l’autostima di nostra figlia fin da quando compie i suoi primi passi lasciando che sperimenti dei fallimenti e trovi da sola le soluzioni. Fallire significa imparare, imparare significa trovare soluzioni, trovare soluzioni significa rafforzare la fiducia in se stessi.
E amare incondizionatamente.
I bambini sviluppano la propria autostima quando avvertono che i genitori li amano per quello che sono, un amore fondato sul loro valore come esseri umani, non sull’apparenza o sui risultati.
“Come fa una bambina a sapere di essere amata dai suoi genitori? Sentendo che mamma e papà si prendono cura di lei con premura, le dedicano del tempo, mostrano interesse per ciò che fa e le esprimono il loro affetto. E’ piuttosto facile , non trovate? Dovete semplicemente trattare vostra figlia come il vostro miglior amico, vale a dire con rispetto e dignità. Elogiatela quando traccia la sua prima linea, la vostra gioia sarà per lei un incentivo a continuare, a provare qualche cosa di nuovo, e può anche darsi che presto appaia il suo primo cerchio! Ogni lode e incoraggiamento sono passi nel percorso del suo sviluppo.”

Interessanti sono i capitoli dedicati a come la società condiziona l’universo femminile.
A partire da quegli stereotipi che riguardano i giochi. Perchè si guarda con sospetto una bambina che preferisce giocare con costruzioni, macchinine e trenini?
Per Matilde il periodo Winx è durato tre minuti e mezzo. Si è stufata quasi subito dell’esercito di principesse e non ha mai, dico mai, giocato con una Barbie. Nelle letterine per Babbo Natale ha sempre chiesto Lego, Meccano, un biliardino ecc…
Diamo alle nostre bambine stimoli differenti e seguiamole mentre si divertono: sarà la loro più grande motivazione.
Diventare una giovane donna.
Matilde sta entrando in quella che viene chiamata preadolescenza.
Questo comporta anche una serie di cambiamenti fisici non indifferenti.
E questi cambiamenti possono sbalestrare.
Il processo che dalla pubertà porta all’età adulta è cruciale e va affrontato con… amore.
E’ fondamentale spiegare ad una ragazzina che cosa sta succedendo all’interno del suo corpo e dare un significato alle manifestazioni di questi cambiamenti. Tutto questo è rassicurante perchè anche i cambiamenti emotivi a questo punto rientrano in un quadro che è perfettamente normale e quindi vissuto con più serenità.

Il libro si chiude con un capitolo dedicato ai rapporti in famiglia.
Il rapporto madre-figlia non è sempre positivo e spesso risente di quello a loro volta instaurato tra la neomadre e sua madre.
E ahimè devo ammettere che parecchio di ciò che vivo con Matilde l’ho vissuto io con mia madre e confesso che molti miei sforzi vanno nella direzione di non commettere quelli che ritengo essere stati degli errori commessi da mia madre nella mia educazione.
Ma anche i padri giocano un ruolo importante. Quella del padre è la prima figura maschile della vita di ogni ragazza; è il modello con cui la figlia confronterà ogni altro uomo che entrerà nella sua vita. E’ una grande responsabilità!

Un testo interessante rivolto ai genitori di figlie femmine ma che può avere come destinatari anche genitori di figli maschi, per aiutarli a relazionarsi con l’universo femminile in qualità di futuri mariti e futuri padri.

Gisela Preuschoff
Mia figlia – Come farne una donna serena e forte
Edizioni RED

Questo post partecipa all’iniziativa “Il venerdì del libro” di Homemademamma.
Buon fine settimana a tutti voi!

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15 pensieri riguardo “Mia figlia

  1. Cara Catia, mi sembra che tu non abbia bisogno di consigli. Sai molto bene in che direzione andare!!!
    Come sai mia figlia ha 15 anni e aiutarla a crescere e a diventare donna di questi tempi non è facile. Non è mai stato facile.
    Credo che una cosa davvero importante sia l’esempio che noi possiamo dare… ed esserci, sempre, ogni volta che hanno bisogno di aiuto e consigli, esserci senza giudicare, senza puntare il dito.
    Ascoltare, anche i messaggi tra le righe, perchè a volte dicono e non dicono… siamo noi che dobbiamo capire. Affrontare le cose con garbo e gentilezza, con delicatezza perchè gli adolescenti sono delicati… e amore, questa è la cosa più importante.
    Ti abbraccio
    Francesca

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  2. Buongiorno, leggo spesso il tuo blog ma non ho mai commentato oggi però lo faccio perchè voglio ringraziarti per aver parlato di questo libro che certamente acquisterò, infatti ho
    una figlia di 14 anni che sta attraversando un momento delicato, e vorrei cercare di comportarmi nel migliore dei modi cercando di non incappare in errori che possano danneggiare
    la sua autostima (che in questo momento, vacilla un po’ purtroppo). un abbraccio antonella – firenze

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  3. Ciao Antonella e grazie per il commento.
    E’ dura essere genitori di pre e adolescenti.
    Non sentono grandi ma si rendono conto di non essere più piccini e questo li mette molto in crisi. Ma la presenza amorevole è già tanto davvero!
    Ti abbraccio forte e ripassa di qui quando ti fa piacere!

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  4. Le mie figlie sono ancora lontane dall’adolescenza (2 e quasi 6 anni), ma non è mai troppo presto per mettersi sulla giusta via, per cui mi segno il libro che consigli e lo leggerò volentieri. Grazie, Serena

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  5. È interessante il libro che hai proposto ed è molto interessante il tuo approccio relazionale molto essenziale ma al contempo pregnante. Faccio riferimento ad esempio ai cuori rossi di san Valentino messi in tavola. spesso siamo attratti dall’idea di dover fare o dare grandi cose ma spesso cose semplici ma fatte con attenzione hanno un grande potere comunicativo nella relazione madre-figlia/o.

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  6. Ti ringrazio Maria per la tua visita e il tuo commento.
    A volte ho il dubbio che il mio rapporto con Matilde sia troppo essenziale ma sembra quasi che si sia creato un accordo tacito per cui ciascuna sa che cosa desidera l’altra. Questo effettivamente regala ad entrambe molta serenità. Non ci sono particolari aspettative ma genuina accettazione.

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  7. Dunque… hai toccato un nervo scoperto. Quella è la domanda che mi pongo da qualche anno, ossia da quando ha cominciato la scuola perché lì è cambiato tutto, è cambiata lei, sono cambiata probabilmente anch’io. Sicuramente: ” come la società condiziona l’universo femminile.” potrebbe anche leggersi come come la società “confonda” l’universo femminile. Oggi non commento oltre, mi procuro il libro e poi tornerò a commentare:-) grazie grazie grazie

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