Il nome di mia figlia tra storia e fantasia

Oggi è l’onomastico di Matilde.
Abbiamo sempre festeggiato l’onomastico di Matilde.
Ci è sempre piaciuto il pensiero di farle amare il suo nome e soprattutto di spiegarle il significato e farle conoscere donne che lo hanno portato.
Perchè dare il nome ad un figlio è un dono, secondo me.
Il nome completo di mia figlia è Matilde Morgana.
E i due nomi non sono stati messi vicini a caso. E’ stata una scelta ragionata, molto ragionata direi.
Mia figlia porta il nome di due donne completamente diverse eppure molto simili.
Una donna, Matilde ( di Canossa s’intende), reale. Personaggio storico importantissimo nelle vicende del Medioevo italiano.
Morgana ( la fata d’intende, per la precisione quella de “Le nebbie di Avalon” di Marion Zimmer Bradley), personaggio fantastico, misterioso, avvolto dalla nebbia, appunto.
Eppure queste due donne hanno in comune molte cose.
Medioevo storico e Medioevo fantastico.
Intrighi politici di cui sono vittime e protagoniste.
Eroine per forza in balia degli eventi.
Due donne forti, coraggiose, testarde ma al tempo stesso vulnerabili e tenere.
Perchè questo è quello che auguro a mia figlia.
Di essere forte e coraggiosa ma di coltivare quella tenerezza e quella vulnerabilità che fanno delle donne un universo a parte.
Tanti auguri mia piccola donna.

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E voi, avete voglia di condividere la storia della scelta dei nomi che avete donato ai vostri figli?

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8 pensieri riguardo “Il nome di mia figlia tra storia e fantasia

  1. Auguri Matilde Morgana!!!
    Mia figlia si chiama Marta perchè è un nome che mi ha sempre dato l’idea di una grande stabilità, ma la scelta di questo nome è stata fatta anche in omaggio ad una donna, un’amica, che mi è stata tanto vicina in un momento terribile della mia vita. Dopo la morte di mio padre ero disperata, i rapporti con mia madre erano tesissimi e io mi sentivo molto sola. Marta mi è stata vicina, mi ha aiutata con i suoi fiori di Bach, le sue tisane e ore e ore di conversazioni amorevoli.
    Giovanni si chiama così perchè 3 nonni su 4 si chiamavano Giovanni… e poi è un nome che mi piace!
    Un abbraccio
    Francesca

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  2. Tantissimi auguri da nonna Mariuccia e nonno Antonio.
    Anche questa. Matilde nata un secolo prima non scherzava:
    Nasce ad Engern, Sassonia, attorno all’anno 895. Da lei e da suo marito Enrico I (duca di Sassonia e più tardi re di Germania) discende la famosa dinastia sassone che conterà quattro imperatori. Educata nel monastero di Herford, in Westfalia, dove sua nonna è badessa, Matilde sa leggere e scrivere, un fatto non frequentissimo nelle grandi casate del tempo, e non si mantiene estranea alle vicende della politica. Quando nel 936 muore suo marito Enrico, lei non è molto favorevole al primogenito Ottone come successore e tenta di far proclamare re il più giovane Enrico ma dopo l’incoronazione imperiale di Ottone a Roma (962) la famiglia si riconcilia. Matilde si ritira nel monastero di Nordhausen, dove, dopo essersi spesa per i poveri e i malati, si ammala e muore il 14 marzo del 968 nel monastero di Quedlimburgo, in Sassonia.
    Per il nome di tuo marito potrei dirti che abbiamo appoggiato il dito sul calendario ed è uscito quello ma non è vero.
    Suonava bene, era corto e difficilmente storpiabile, bene diverso da quello di tutti i parenti esistenti e non; aveva un illustre predecessore, l’evangelista omonino, ed in quel periodo andava di moda.
    Ancora tanti bacioni alla piccola grande nipotina.
    Nonna Mariuccia e nonno antonio

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  3. Avevo notato che oggi è Santa Matilde e avevo aperto il tuo blog proprio per farle gli auguri! Che bella questa scelta così accurata del nome!
    La mia piccola si chiama Clara, perché significa luminosa, limpida, che è quello che le auguriamo nella vita, e perché è un omaggio a Chiara di Assisi, ma in versione latineggiante :).

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  4. mi sembrava di aver fatto gli auguri ma forse non ho confermato il messaggio…DI NUOVO: buon onomastico….che bello la scelta di questi nomi…..la storia che c’è dietro è molto interessante…..

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  5. i miei due ometti si chiamano Leonardo e Fernando. Leo è diventato Leo solo poco prima di nascere, perché, in quel periodo di terremoti emotivi e rischi reali, dargli un nome che significa: “forte come un leone” ci sembrava un buon mantra per farlo nascere forte anche se prematuro, ma anche per premiarlo e ricordargli sempre di quanto era stato speciale a voler vivere con tanta forza, nonostante tutto quello che ci era successo. Fernando, invece, ha una bella storia, con una bella coincidenza. Quando ero ancora incinta, senza sapere il perché, mi sentivo che lui voleva chiamarsi così. A me e al papà il nome non entusiasmava tanto, ma il mio sentire che quello era il nome che lui voleva era così forte! Solo dopo la sua nascita e dopo avergli dato il nome, abbiamo scoperto che Fernando è il nome di battesimo di S. Antonio da Padova, il santo che mia mamma stava pregando il giorno in cui il mio cuore si è ammalato, il santo che ha protetto me e Leonardo, che ha fatto vivere noi e ha reso possibile l’arrivo del secondo figlio. S. Antonio è il nostro protettore e… forse ha voluto occuparsi così tanto della buona riuscita della seconda gravidanza che ci ha messo il suo nome, a ricordo di tutto. I nomi dei miei due figli, per me, sono grandi come il mondo, speciali, come loro.

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