Aparigraha: il segreto della felicità

Negli “Yoga Sutra” Patanjali elenca gli otto membri dello yoga.

“L’autocontrollo ( yama ), le osservanze ( niyama ), le posizioni ( asana), il controllo del respiro ( pranayama), il ritiro dei sensi ( pratihara), la concentrazione ( dhyana) , la meditazione ( dharana ) , e il samadhi costituiscono le otto parti della disciplina yoga”
Yoga- sutra II, 29

“La non violenza ( ahimsa), la verità (satya) , l’onestà (asteya) , l’astinenza sensuale (brahmacharya) e il non accumulare sono le cinque forme di autocontrollo”
Yoga – Sutra II, 30

Il non accumulare è Aparigraha.
Mi piace molto questa forma di autocontrollo, perchè rispecchia ciò che sento di dover fare in questo momento della mia vita: non accumulare. Anzi si sta delineando un percorso che mi spinge ad eliminare ciò che a me non è necessario ( solo per fare un esempio, ho ceduto il mio cellulare al nonno Antonio, che ne cercava uno, perchè mi sono resa conto che per me non era necessario disporre di uno strumento che avesse Internet e posta elettronica annessa e ne ho preso uso che costa ben cinquanta euro che mi consente di avere ciò di cui ho bisogno cioè un cellulare con le sue funzioni primarie: telefonare e mandare e ricevere sms).
Aparigraha significa essere soddisfatti di ciò che si ha.
In realtà non significa avere meno, ma significa avere il giusto per noi.
Significa non rimanere ancorati alle cose, convinti che siano queste a darci sicurezza. A dire il vero si innesca una dinamica insidiosa perchè nel momento in cui otteniamo un qualcosa non facciamo in tempo a gioirne che c’è già qualcosa all’orizzonte del quale bramiamo il possesso.
E poi più cose si possiedono più paura abbiamo di perderle.
Aparigraha è un bellissimo esempio di esercizio mentale.
Come dire che il segreto della felicità sta nell’accontentarsi.

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5 thoughts on “Aparigraha: il segreto della felicità

  1. Ciao Catia. Grazie per questo tuo nuovo spunto di riflessione. Stavo, in questo pomeriggio, facendo ordine tra vestiti della mia primogenita di otto anni per scegliere alcune cose da far indossare alla mia piccola Margherita di tre anni. Mi sono accorta di aver accumulato troppo. Sto scoprendo con l’esperienza della seconda figlia di autocontrollare la spinta ad accumulare perché nn sono le cose e “le tante cose” a darci la felicità. La tua riflessione ha rafforzato una consapevolezza che sto pian piano costruendo. Grazie

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  2. Avere tante cose e desiderarne ancora crea un senso di paura e vuoto: paura di perdere ciò che hai ottenuto e vuoto perchè quello che hai ottenuto in fondo è niente! E poi non avere niente di superfluo da un immenso senso di libertà!
    Ti abbraccio tanto tanto
    FRancesca

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