Lo yoga del lavoro

Il karma yoga è un percorso che utilizza «l’agire» come strumento per raggiungere l’obiettivo finale dell’auto-realizzazione.
Nella Bhagavat Gita vengono individuate quattro caratteristiche del karma yoga:
1. L’attitudine all’azione deve essere pura e distaccata: significa accogliere senza riserve e con gioia il ruolo che svolgiamo nella nostra vita, anche se difficile.
2. Il karma yogin deve compiere l’azione senza avere l’idea di esserne l’artefice ma con un totale abbandono alla divinità che è la vera creatrice delle azioni: significa ridimensionare il proprio ego.
3. L’azione deve essere disinteressata: significa che nel compimento del nostro ruolo la nostra preoccupazione principale non devono essere i risultati e i vantaggi che possiamo ottenere dalle nostre azioni.
4. L’azione deve essere compiuta in uno stato di totale presenza e consapevolezza: questo significa trasformare in meditazione tutto ciò che compiamo.

Ora cerchiamo di applicare le linee guida di questo, secondo me, importantissimo percorso evolutivo al lavoro.
Il lavoro per tanti, molti, è fonte di stress, di disagio, di malesseri psicologici che spesso diventano malesseri fisici.
Ci facciamo aiutare da un testo molto bello…

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… che raccoglie degli articoli relativi alla gestione yogica dello stress.
Uno di questi articoli si intitola proprio “Karma Yoga e stress”.
Eccone un piccolo estratto.

“Il karma yoga è la via dell’azione o del lavoro ed è un sentiero yogico aperto a tutti, poichè noi tutti dobbiamo lavorare e compiere varie attività, sia fisiche che mentali. Il karma yoga aiuta a portare la pace e l’equanimità in una vita piena di stress.
Il karma yoga sviluppa la forza di volontà. L’importanza della forza di volontà nella gestione dello stress è spesso sottovalutata. Essa può essere definita come la capacità di motivare, mobilitare e armonizzare tutte le attività di un individuo per il raggiungimento di uno scopo preciso.
La “Gita” ha definito il karma yoga come “efficienza nell’azione” e questo totale assorbimento nel lavoro del momento porta ad una grande forza di volontà e allo sviluppo dei poteri della mente. L’intera mente e il corpo si integrano e si accordano ad un alto livello di sensibilità ed è durante il lavoro e le altre attività che possiamo riconoscere i nostri problemi mentali.
Il karma yoga è un mezzo per purificare la mente da fobie, problemi, paure e da tutti gli altri fattori di disturbo che producono una situazione di stress. Durante il karma yoga la persone deve affrontare tutti i tipi di eperienze, sia quelle buone che quelle cattive. Da queste esperienze impariamo a riconoscere le nostre abilità e i nostri limiti.
Nessuno di noi può evitare il lavoro; possiamo allora accettare la situazione e il lavoro e allo stesso tempo usarlo come metodo per pulire la nostra mente. Non si tratta solo di lavorare, ma di lavorare con consapevolezza e ricavarne ben altro.
Uno dei precetti base del karma yoga è molto semplice, sebbene molto profondo: non siate attaccati alle vostre azioni e alle loro conseguenze. il lavoro in questo modo diventa gioco e smette di essere lavoro. Il lavoro viene generalmente svolto con un motivo e con delle aspettative di risultati o riconoscimenti, mentre il gioco è fatto per il piacere di farlo. E’ a causa dell’attaccamento e non del lavoro in sè che diventiamo infelici e scontenti.
Il karma yoga perfetto non può essere realizzato fino a quando l’incessante affollamento dei pensieri e la turbolenza della mente non si quietano e la mente stessa non diventa chiara come il cristallo e calma come uno stagno immobile. I pensieri sorgeranno come una gigantesca eruzione nell’oceano senza fine della mente, ma sbiadiranno velocemente, così come sono comparsi. Poi si stabiliranno nuovamente nelle tranquille profondità, senza lasciare la minima traccia.”

Dall’ultimo passaggio possiamo anche capire l’importanza della pratica fisica dello yoga che ci invita a lavorare con consapevolezza sui movimenti e sul respiro, l’importanza dell’apprendimento delle tecniche di concentrazione e di meditazione.
Il lavoro allora, di qualunque genere sia, può diventare davvero un’occasione di crescita spirituale.

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Sapurna Kurmasana
Kurma è la tartaruga; rappresenta lo yoghin con la sua capacità di ritirare i suoi sensi dall’esterno per racchiudersi in se stesso.

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5 pensieri riguardo “Lo yoga del lavoro

  1. Cara Catia, più volte (più e più volte) ho provato ad applicare il karma yoga al mio lavoro in ufficio: non ce n’è. E’ una strada in salita, per me, questa del karma yoga, mi viene più semplice meditare per ore senza alzarmi nè distrarmi… giusto per farti capire il livello… Con l’arrivo di mia figlia un po’ è migliorato il mio rapporto col lavoro, ma è ancora lunga la via!!!

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  2. Se hai la convinzione che sia la strada giusta non mollare. in fondo è un po’ come quando ti appresti ad entrare in un asana per la prima volta. Quanti ostacoli!!! Poi con la pratica gli ostacoli diminuiscono e inizi a percepire i benefici e a sentirti a tuo agio.
    Il karma yoga è una via meravigliosa ( anche le altre vie dello yoga lo sono però 🙂 )
    Baci

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