Preparativi e… scelte

Il grande giorno si sta avvicinando.
Sarà il giorno dell’inizio dell’impegno a vivere in prima persona la propria fede.
Sabato 10 maggio Matilde riceverà il sacramento della Confermazione.
Riceverà i doni dello Spirito Santo, che sono già presenti in lei dal momento del battesimo ma che con la Cresima diventano attivi, operanti, vissuti più consapevolmente.
Noi ci stiamo preparando e stiamo preparando anche quei piccoli particolari che hanno lo scopo di condividere la felicità e la gioia di questo momento con le persone che amiamo…

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cresima

E adesso vi voglio raccontare di una decisione che ho preso e che mi ha reso un po’ impopolare agli occhi di alcune mamme.
Ecco ciò che è capitato.
Il sacerdote che segue i ragazzi della catechesi, quindi anche i cresimandi, per mancanza di fine settimana utili per poter organizzare il ritiro spirituale pre-cresima, aveva deciso di riunire i ragazzi venerdì 9 maggio in mattinata.
Ovviamente venerdì è giorno di scuola. I genitori dei cresimandi avvisati di questo programma non sono rimasti sconvolti più di tanto e ovviamente i ragazzi erano ben contenti di saltare un giorno di scuola 🙂
Solo una mamma era contraria:
“La mia priorità è la scuola e non farò saltare un giorno di scuola a mio figlio per il ritiro spirituale”.
Vabbè ognuno la può pensare come vuole.
La settimana scorsa abbiamo saputo che il ritiro si farà di pomeriggio.
Parlando di questa cosa con altre mamme nonchè catechiste dicevo che io, nonostante il cambio di programma, non manderò Matilde a scuola venerdì perchè essendo la mia priorità il ritiro spirituale desidero che ci arrivi fresca e riposata, cosa impossibile per lei dopo sei ore di lezioni.
Sono seguiti sguardi perplessi e di disapprovazione.
Ma sono davvero così strana? Così controcorrente?

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13 thoughts on “Preparativi e… scelte

  1. E’ questione di priorità. Per te il ritiro spirituale è più importante di qualsiasi altra cosa. Per gli altri forse la cresima è qualcosa che SI DEVE fare e forse in fondo non ne hanno compreso il senso.
    Io parlo sai Catia, ma sono una che ha fatto la cresima una settimana prima del matrimonio solo perchè senza non avrei potuto sposarmi in chiesa!!!
    Adesso come adesso non mi ridurrei più all’ultimo momento! Vivrei tutto con maggiore consapevolezza.
    Auguri a Matilde per la sua Cresima e buon ritiro spirituale.
    Un bacio
    Francesca

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  2. Parlo secondo il mio personale punto di vista (quindi opinabile), e mi sento ben partecipe in quanto futura maestra ed ex-catechista: secondo me non è del tutto corretto vedere le cose in questo modo. Non dovrebbe essere “o questo”, “o quello”, non la vedo come una scala di priorità… certo il momento del ritiro è importante e fondamentale, va vissuto con consapevolezza, ma è soprattutto la conclusione di una preparazione durata mesi che conduce a tutto questo, nè è qualcosa di necessariamente separato dal “resto”, perchè la scuola, la famiglia, tutta la quotidianità non sono separati dalla Fede, che dovrebbe essere fortemente presente in ogni contesto. Quello che io mi sono così tanto sforzata di trasmettere ai “miei” bambini del catechismo negli anni di preparazione alla cresima era proprio questo: il vero senso della confermazione è vivere la propria fede in ogni momento, dovunque si sia, anche e soprattutto nella normale ed umana fatica quotiadiana. Quindi in parte non mi trovi d’accordo con la tua decisione, perchè penso che prima i nostri ragazzi imparano a vivere la loro fede senza separarla dal resto della loro quotidianità, prima imparano davvero cosa significa essere cristiani. Sennò si corre il rischio di studiare, lavorare, faticare, impegnarsi tutta la settimana e poi ricordarsi di Dio solo la domenica o solo quando si ha un momento più tranquillo… e il problema fondamentale della nostra epoca è che i momenti tranquilli sono sempre meno, perciò bisognerebbe imparare a fare di tutta la nostra vita una preghiera a Dio: quando siamo a scuola, quando cuciniamo per i nostri cari, quando siamo nel traffico e pensiamo alle preoccupazioni della vita di tutti i giorni… non so se mi sono spiegata. Sono certa che condividi tanta parte delle mie parole, quindi mi raccomando lungi da me dal pensare che sia venuta qui a farti una lezioncina di catechismo! 🙂 Era per dirti che a mio parere tenere a casa Matilde prima del ritiro può essere una scelta ragionevole per non farla arrivare stanca al momento, ma potrebbe essere altrettanto ragionevole mandarla a scuola normalmente se lei se la sente e vuole vivere la sua quotidianità sobbarcandosi anche l’onere “adulto” della fatica e della stanchezza… insomma, secondo il mio parere al fine spirituale non credo che la tua scelta possa aggiungere o togliere qualcosa! Spero di essermi spiegata come volevo e spero che tu non ti senta criticata in nessuna maniera, ci ho tenuto a scrivere un commento così lungo perchè l’argomento mi interessava molto. Naturalmente un grande augurio a Matilde in questo momento meraviglioso della sua esistenza, perchè il progetto di vita che Dio ha in serbo per lei possa rivelarsi giorno dopo giorno e portarla su strade ricche e fertili!

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  3. Non sei strana anzi!!! Approvo quello che scrivi e sono felice per tua figlia perché ha una mamma che è nel mondo ma non del mondo. Non c’è dono più grande da farle per la Cresima (oltre ai 7 doni dello S.S.)

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  4. I doni dello Spirito Santo sono ciò che aiuteranno Matilde a vivere con più consapevolezza la sua quotidianità come persona che sta compiendo un percorso di crescita spirituale.
    “Rubando” le tue parole Io le dico sempre che tutta la nostra vita è una continua preghiera a Dio e che ciò che Dio vuole da noi è che viviamo con fede, passione e amore tutto ciò che facciamo, in ogni contesto.
    Per cui sono totalmente d’accordo con te.
    La mia preoccupazione in questa occasione era quella di non stancarla eccessivamente (conoscendola).
    E’ vero. La mia scelta non aggiunge e non toglie niente, ma può aiutarla a svuotare un attimo la mente dalle distrazioni e focalizzarsi un po’ di più sul significato della giornata.
    Grazie per il tuo commento e soprattutto per il bellissimo augurio!

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  5. Cara Catia, come ben sai la mia bimba è ancora piccola e non ho un’esperienza diretta in merito. Mi viene semplicemente da pensare che le mamme che ti guardavano con disapprovazione pensassero alla scuola come un dovere e quindi non da saltare. La mamma sei tu e solo tu puoi sapere cosa è meglio per lei. Guardando la cosa dal punto di vista spirituale, sono d’accordo con te, il ritiro merita una giornata intera, merita di svegliarsi al mattino e pensare solo a quello, immergersi in ciò che di importante si sta facendo. Secondo me è infelice la scelta del venerdì pomeriggio… ma non essendoci alternativa…
    Quello che più mi piace e che ammiro è che porti avanti i tuoi valori con coraggio anche davanti a facce perplesse.

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  6. tu conosci bene tua figlia e sono sicura che hai fatto questa scelta dopo averci pensato e riflettuto
    Importante è che Matilde arrivi a quel giorno serena e consapevole del grande dono che riceverà
    nonna Mariuccia

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  7. La scelta del venerdì pomeriggio non è infelice, è infelicissima! cinque ore di ritiro dopo una settimana di scuola!?!?!
    Non so se è coraggio o incoscienza, quello che so è che non mi va di essere diversa da come sono…

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  8. Consoci tua figlia e puoi prendere la decisione che reputi migliore x lei se lei e’ d’accordo, ma anche le altre mamme hanno la possibilita’ di non condividere il tuo punto di vista e non essere d’accordo reputando la scuola altrettanto importante da frequentare soprattutto in questo periodo dell’anno in cui ci sono verifiche finali. Una sola cosa e’ certa: il sacerdote non deve essere stato molto illuminato nel momento che ha scelto prima una mattinata di scuola (assurdo!!) e dopo un pomeriggio appena dopo le lezioni x tutto quel lasso di tempo. Non servono 5 ore (!!!!) di ritiro spirituale x prepararsi, il lavoro e’ stato fatto prima e magari un invito ai bambini di dedicare una riflessione intima prima di coricarsi proponendo dei temi di riflessione da seguire avrebbe sortito lo stesso effetto…se la famiglia e il bambino vivono nel profondo l’evento.

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  9. Infatti la decisione è stata presa sulla base dell’effetto che sicuramente farebbero sei ore di scuola su Matilde. E per carità, le altre mamme sono libere di pensare e fare come credono. Per me la scuola non ha mai avuto la priorità ( anche se mi rendo conto che in post passati devo aver dato quest’impressione). Non riesco a mettere sullo stesso piano la “formazione” spirituale che sta vivendo Matilde e quella scolastica. Proprio io non ci riesco, ma non è detto che sia nel giusto.
    Per quanto riguarda il povero sacerdote, non sapeva più dove sbattere la testa per riuscire ad accontentare un po’ tutti…
    Cosa faranno in quelle cinque ore, come ho già detto proprio non lo so, sicuramente un’ora passerà per le confessioni, il resto boh! Lo scoprirò anche io.
    Ciao Ely e grazie!

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