Il genio creativo nei bambini dislessici

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Ne parla Rossella Grenci, logopedista e ricercatrice nel suo libro ” Le aquile sono nate per volare”, un testo di cui consiglio caldamente la lettura non solo a chi sta vivendo l’avventura faticosa e al tempo stesso affascinante della dislessia ma a tutti coloro che vogliono capire che cosa c’è dietro quella che viene definita la “disabilità invisibile” e che con gli opportuni interventi può trasformarsi in una risorsa visibile e concreta.
Rossella Grenci è ormai il mio guru in fatto di DSA e sono onorata e fiera di aver dato un piccolo contributo alla realizzazione di un opuscolo “Dire, fare, pensare con i DSA” edito dalla Pearson.
Ma che cos’è la creatività?
Secondo Howard Gardner studioso dei processi creativi e ideatore della teoria delle intelligenze multiple, la creatività nasce da un’affinità, quindi una sintonia emotiva con qualcosa. Una specie di innamoramento.
Albert Einstein era solito affermare che lui non aveva talenti particolari, ma aveva solo una curiosità appassionata.
Questa curiosità appassionata porta alla creazione di qualcosa di nuovo, che lascia il segno.
E questo percorso passa anche e soprattutto attraverso l’errore, una realtà con la quale i dislessici sono più abituati ad avere a che fare. Ma sbagliare non significa essere sconfitti, significa semplicemente fare più tentativi per raggiungere l’obiettivo. E quanta creatività ci può essere in tutti quei tentativi! Quante strade parallele si possono imboccare grazie ai tentativi. Ricordiamo che Leonardo Da vinci contemporaneamente seguiva progetti di architettura, pittura, urbanistica, scienza e ingegneria.
E poi c’è l’immaginazione. Un’immagine mentale è un’imitazione interiore che può portare a creazioni straordinarie.
Lo scienziato preferito di Matilde è Nicolai Tesla, guarda caso dislessico.
Tesla, inventore della lampada fluorescente, del generatore ad alto voltaggio e dell’elettricità ad alto voltaggio, aveva la straordinaria capacità di progettare le macchine nella sua mente. Egli creava delle immagini nitide, precise, dettagliate e sempre mentalmente applicava le sue ipotesi. Nella sua mente, con immagini tridimensionali, faceva funzionare i meccanismi che stavano alla base delle sue macchine e le sue invenzioni hanno sempre funzionato.
Concludo con la presentazione del libro del Prof. Maurizio Maurizi, Direttore dell’Istituto di Clinica Otorinolaringoiatrica e Presidente del Corso di Laurea in Logopedia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma per convincervi ad acquistarlo, a conservarlo, a leggerlo e a rileggerlo.
“Un aspetto importante, spesso trascurato dei bambini dislessici è la creatività. Frequentemente etichettati come svogliati, distratti, disattenti, sono invece, da quanto si evince dalle biografie dei dislessici famosi riportate in queste pagine, diversamente abili, cioè dotati di straordinarie potenzialità. Pertanto la connessione tra dislessia e creatività, che si deduce da numerosi lavori scientifici, non è da intendersi riduttivamente quale ricerca di successo compensatorio in altri campi, ma come risultato di una differente attivazione neuronale nell’emisfero cerebrale destro che controlla le funzioni spaziali, olistiche e sintetiche. Il titolo dell’ opera Le aquile sono nate per volare non è casuale. I classici metodi di insegnamento non rispettano la natura dei dislessici che si vedono costretti in quelli che dovrebbero essere gli anni più belli della loro vita, a seguire percorsi di apprendimento che non danno loro la possibilità di brillare neanche nelle discipline nelle quali sarebbero naturalmente dotati. In altre parole, guardando solo alle loro difficoltà, si finisce per trascurare e soffocare la loro genialità.
Il bravo insegnante deve saper comprendere la dislessia e prevedere esperienze di apprendimento alternative che, avvalendosi della multisensorialità e della multimodalità, permettano al bambino dislessico di spiccare il volo.
E’ davvero auspicabile che il pregevole sforzo compiuto dall’autrice per far emergere l’enorme carico di potenzialità contenuto nella dislessia, incontri il favore e l’accoglienza che merita tra tutti gli operatori del settore”.

Questo post partecipa all’iniziativa “Il venerdì del libro” di Homemademamma

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