Mi piace e lo condivido: “Il cacciatore che divenne santo”

Un crudele cacciatore saccheggiava le giungle del Bengala, in India, uccidendo spietatamente gli uccellini per il solo gusto di farlo.
Poichè a quell’epoca non c’erano restrizioni sul nmero di uccelli che si potevano uccidere, questo cacciatore, Nishada, ricopriva i sentieri della foresta di uccelli morti e moribondi.
A causa del suo spregiudicato massacro, i volatili che erano scampati allo sguardo assassino dei suoi malvagi fucili svilupparono una tale saggezza intuitiva, da volare via perfino al più lieve rumore dei usoi passi che si avvicinavano furtivi. La collera del cacciatore crebbe sempre più: quando si rese conto di avere talmente spaventato gli uccelli da non potersi neppure più avvicinare a loro, egli cominciò a sparare colpi a caso attraverso il fitto fogliame dell’oscura giungla. Alla finem affranto, dopo aver sbollito la sua ira e sprecato innumerevoli cartucce, camminò a lungo fino a ritrovarsi fuori dalla finestra. Fu accolto da una scena che lo lasciò abalordito e che accese nuova speranza nel suo petto. Con grande stupore vide un santo vestito di arancione immerso fino alle ginocchia nell’acqua di un lago ai margini della giungla. Uccelli di ogni tipo erano appollaiati con totale fiducia sulla sua testa, le sue spalle e le sue mani, mentre altri galleggiavano pacifici in cerchio tutt’intorno a lui.
Un’idea balenò all’improvviso nella mente di Nishada: ” Se indossassi ogni giorno una veste arancione e fingessi di essere un santo innocuo, potrei guadagnarmi la fiducia degli uccelli, che si appollaierebbero su di me e mi si affollerebbero intorno. Poi, a mio piacimento, potrei ucciderne alcuni con un bastone. In questo modo, potrei vendicarmi di quelli che scappano alla mia vista”.
Il cacciatore continuò ad osservare immobile il santo, da dietro un albero. Questi, come San Francesco D’Assisi, diede da mangiare agli uccelli e cantò loro un sermone e poi, dopo aver finito il suo bagno nel lago, si accomiatò a fatica dai suoi amici pennuti, che continuarono ad accompagnarlo volandogli dietro mentre si allontanava.
Il giorno seguente il cacciatore, dopo aver indossato la veste arancione tipica dei santi indiani e aver nascosto sotto di essa diversi bastoni, coltelli e pugnali, entrò con calma nello stesso lago. Quasi non credette ai propri occhi quando gli stessi uccelli che di solito acappavano nel vederlo si appollaiarono sul suo corpo e si affollarono intorno a lui come bambini fiduciosi. Era felice oltre ogni dire, ma ogni volta che decideva di balzare all’improvviso sugli uccellini per soffocarli, si accorgeva di avere le mani paralizzate. Non poteve farlo! Non aveva il cuore di tradire gli uccellini dagli occhi innocenti che avevano trovato rifugio in lui come tale fiducia.
Allora cominciò a rivolgersi mentalmente questo sermone:” Sono stato un crudele cacciatore, alla cui sola vista gli uccelli scappavano inorriditi. Ora la magia di una semplice veste arancione da santo, benchè ricopra un lupo in vesti di agnelli, li ha convinti ad avere fiducia persino in una persona odiosa come me. Mi chiedo: se la semplice veste di un santo può suscitare una tale fiducia negli animali, quanta benefica influenza e fiducia potrà suscitare negli uomini un vero santo, e non solo la sua veste arancione?”.
Con questo pensiero il cacciatore gettò nell’acqua i suoi bastoni, coltelli e fucili, e si allontanò, determinato a diventare un vero santo, accompagnato dal cinguettio degli uccellini fiduciosi che lo seguirono finchè poterono e infine si separarono da lui a malincuore.
Si dice che questo santo-cacciatore entrasse ogni giorni nel lago per dare da mangiare agli uccellini e intrattenerli con il suo canto, e che avesse così tanti amici tra loro che tutti i postia sedere sull’acqua erano occupati da ogni sorta di spettatori pennuti. Egli era felice di constatare la differenza tra la vita di un cacciatore e quella di un santo: da cacciatore egli aveva respinto tutti gli uccelli amanti della pace, ma da santo raccoglieva tutto il loro amore.
Dopo essere diventato amico degli uccellini, egli diventò un grande insegnante che attirava ogni tipo di amici umani, ai quali offriva il canto della Verità dal profondo del suo cuore.

Pur limitandosi ad imitare la bontà, alla fine il cacciatore divenne buono.
Se anche tu stai cercando sinceramente di essere buono, ma non riesci a superare tutte in una volta le tue debolezze, non dimenticare che puoi sempre indossare l’abito della bontà. E’ meglio imitare la bontà che imitare la malvagità. Ovviamente, usare deliberatamente la bontà per ingannare gli altri e il più grande peccato contro Dio e contro te stesso.
Se gli altri ti definiscono ipocrita per aver cercato alcuni tuoi difetti mentre stai sinceramente cercando di diventare buono, non curarti del loro giudizio. Non dovremmo aspettarci troppa bontà da chi sta cercando di essere buono, nè aspettarci solo bontà da chi ha fatto del suo meglio per esserlo.
“Non giudicate, per non essere giudicati” .
Dio non solo gioisce quando i Suoi figli buoni ritornano alla Sua dimora di saggezza, ma gioisce ancora di più quando i Suoi figli prodighi e indisciplinati tornano da Lui dopo i loro vagabondaggi.

Paramhansa Yogananda
Piccole, grandi storie del Maestro
Ananda Edizioni

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4 thoughts on “Mi piace e lo condivido: “Il cacciatore che divenne santo”

  1. Ciao, seguo in silenzio da un po’ il tuo blog…ho letto questo libro ed ogni storia mi ha lasciato un piccolo , ma intenso seme di riflessione…speriamo che cresca 🙂

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  2. E’ una raccolta di perle che lascia dei messaggi di crescita e di spiritualità.
    L’ha letto anche Matilde e le è piaciuto molto!
    Benvenuta e grazie del commento!

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  3. Come sempre ci regali una pillola di saggezza. Questo libro deve essere proprio carino.
    Come va il mal di schiena? Grazie per il video del “gatto che si stira”: sto cercando di farlo ogni mattina ma purtroppo io e la costanza non siamo mai andate d’accordo!

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  4. Ciao Valentina,
    la schiena va un pochino meglio anche se effettivamente mi sono procurata una bella ernia a livello lombare!
    Ma con un po’ di riposo e lo yoga giusto mi rimetterò in sesto molto presto!
    Continua con il gatto mi raccomando!!!!!

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