Iqbal: il coraggio di un bambino speciale

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L’istituto comprensivo del quale fa parte la scuola media di Matilde porta il nome di Iqbal Masih, il bambino pakistano ucciso nel giorno di Pasqua del 1995.
Ucciso perchè?
Ucciso perchè stava lottando per i sacrosanti diritti dei bambini a non essere sfruttati da adulti egoisti e prepotenti.
Ucciso perchè pensava a ragione che i bambini non devono tessere tappeti o fabbricare mattoni per dodici ore al giorno in condizioni disumane.
Ucciso perchè ha fatto conoscere a tutto il mondo la situazione dei bambini-lavoratori.
E lui quella situazione la conosceva molto bene.
Ma durante una delle fughe dalla sua prigione ha incontrato sulla sua strada il Fronte per la Liberazione dal Lavoro Minorile ed è cominciata la sua opera come attivista riuscendo a liberare tanti e tanti bambini pakistani.
Da grande avrebbe voluto diventare avvocato e continuare a difendere i diritti dei bambini-lavoratori.
Un bambino che è sempre stato adulto alla fine. Contro la sua volontà come bambino -lavoratore e inseguendo il suo sogno come sindacalista e attivista.
E’ stato ucciso in uno dei rarissimi momenti in cui stava godendo della bellezza di essere un bambino, cioè scorazzando spensierato in bicicletta nelle stradine del suo villaggio insieme ai suoi cugini.
Iqbal, un bambino molto più che coraggioso.
Iqbal, un esempio per tutti noi.

Durante queste vacanze Matilde ha letto “Storia di Iqbal” di Francesco D’Adamo.
Ecco il suo commento:
Il libro mi è piaciuto molto anche se un po’ triste.
Lo consiglierei ad altri ragazzi perché fa riflettere sulla vita e sul coraggio di Iqbal Masih che ha lottato per aiutare gli altri bambini costretti a lavorare in schiavitù.
Inoltre fa riflettere sulla situazione di tanti bambini in tutto il mondo ai quali non sono garantiti i diritti che dovrebbero spettare ad ogni bambino come il diritto di giocare, di studiare, di essere protetto e curato.”

L’ho letto anche io, anzi l’ho divorato, soffrendo e arrabbiandomi, immaginando quei bambini incatenati al loro telaio e che venivano imprigionati nella “Tomba” (un pozzo umido, con insetti e topi), senza cibo e acqua quando non tessevano come voleva il padrone.
La mia domanda è: cosa possiamo fare noi, nel nostro piccolo, per combattere la piaga del lavoro minorile? Come si fa a sapere con certezza quali prodotti che normalmente acquistiamo non sono stati fatti dalle mani di bambini?
E’ una cosa alla quale ho sempre pensato e adesso, dopo la lettura di questo libro ( che come Matilde consiglio ai ragazzi ma anche agli adulti), ancora di più.

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Francesco D’Adamo
Storia di Iqbal
Edizioni EL

Cpn questo post partecipiamo all’iniziativa di Homemademamma “Il venerdì del libro”

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5 pensieri riguardo “Iqbal: il coraggio di un bambino speciale

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