Apprendimento attivo

Ho letto con molto interesse l’articolo di Tiziana del blog “Learning is Experience” in cui dava indicazioni precise per non trasformare il momento della verifica orale cioè l’interrogazione in uno sterile sciorinare di informazioni e di nozioni magari imparate a memoria, ma di affrontare questo momento ( che non è una condanna! Uh!!!! L’interrogazione!!!!!) in una opportunità per creare e sostenere un pensiero critico.
Non vi riporto le indicazioni, ovviamente vi invito a leggere il post.
Tutto questo mi ha riportato alla mente il libro che sto leggendo ” Studiare è un gioco da ragazzi” di Matteo Salvo.

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Matteo Salvo, ingegnere, insegna tecniche di memoria e metodologie di studio.
Non posso fare una recensione completa del libro perchè ho letto solo i primi due capitoli, ma se tanto mi da tanto…
Nella prima parte l’autore fa riflettere su quelle che possono essere le difficoltà di un ragazzo nell’apprendimento.
Tra queste ci sono (è stato fatto un sondaggio dall’autore alle persone iscritte al suo sito): la noia, la mancanza di concentrazione, la mancanza di interesse,la mancanza di focalizzazione sull’obiettivo…. e la mancanza di metodo.
La mancanza di metodo dal mio punto di vista è la difficoltà più grande.
Io stessa ho “mollato” l’università perchè non avevo un metodo di studio, nessuno me l’aveva insegnato e mea culpa mi sono resa conto di questa difficoltà quando ormai ero talmente stremata dalla fatica di non aver più nemmeno voglia di impararlo un metodo di studio!

Cosa mancava esattamente? Mancava un atteggiamento attivo nei confronti di ciò che dovevo studiare.
Un atteggiamento attivo anche rispetto all’interazione con il testo che si riduceva ad essere un serie infinita di parole che dovevo incamerare a memoria ( studiavo giurisprudenza).
Quello che cerco di far capire a Matilde, a volte con successo e a volte un po’ meno, è proprio questo: di non subire lo studio ma di avere un approccio attivo e perchè no… vivace!

Ma torniamo al libro di Matteo Salvo.
Innanzitutto introduce il concetto di FLOW, cioè quello stato in cui il coinvolgimento è talmente alto per cui per esempio ascoltando una lezione interessante diventiamo quasi parte di quella lezione ed è lo stato in cui ci troviamo quando facciamo qualcosa che ci piace veramente e non ci verrebbe mai in mente di interrompere ( tipo chessò, giocare ai videogame, vero Mati?).

Leggo
La maggior parte di noi pensa allo studio come a un qualcosa di passivo dove le informazioni devono entrare in testa per forza a martellate. Pensa per esempio quando si studia l’inglese o una qualsiasi lingua straniera, il sistema tradizionale è basato sul leggere e ripetere bombardando la nostra mente di informazioni. E’ chiaro che questo approccio, oltre a risultare noioso e lento, non porti a nessun risultato. Ne è la prova il fatto che l’emozione associata all’apprendimento sia nella maggior parte dei casi di noia, ansia e frustrazione; tutte emozioni che viviamo quando non siamo in quello stato di FLOW di cui abbiamo già parlato” .

Porsi in maniera attiva dinnanzi allo studio significa andare noi verso le informazioni ed evitare che queste vengano verso di noi in una sorta di aggressione mentale.

Allora l’autore suggerisce, per esempio, una volta letto il titolo del nuovo argomento da studiare di porsi queste domande:
1) Che cosa so già dell’argomento?
La mente inizia a muoversi, ad elaborare un qualcosa che è personale, che andrà collegato alle nuove informazioni.
2) Quali argomenti nuovi potrei incontrare in questa nuova lettura?
La nostra mente si attiva alla curiosità ponendosi delle domande ( possiamo partire dalla classiche cinque domande: chi? Come? Perchè? Dove? Quando? citate anche da Tiziana)
3) Quali sono le possibili risposte alle domande che ho formulato?
La mente elabora delle risposte e sempre con curiosità verificherà l’esattezza.

Molto interessante!

Tanti gli spunti a cui attingere sull’apprendimento, sul modo di porsi dinnanzi ad un testo, sull’organizzazione dello studio, sulla creazione di mappe mentali ecc…

Apro quindi la settimana con questo consiglio “libresco”!

Buon lunedì, amici!

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2 thoughts on “Apprendimento attivo

  1. interessante quanto propone l’autore del libro, interagire sul testo con domande e approfondimenti di notizie può rendere certamente lo studio meno “noioso” per i ragazzi. Il libro andrebbe letto anche dagli insegnanti
    nonna Mariuccia

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