Quando la musica diventa servizio

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Oggi pomeriggio il coro della scuola di Matilde si è esibito, per il consueto concerto natalizio, alla casa di riposo della nostra zona.
Io vi ho assistito come accompagnatrice dei ragazzi che si sono ritrovati alla loro scuola e poi hanno raggiunto a piedi la casa di riposo attraversando il nostro bellissimo Parco delle Cave.
Prima di entrare i ragazzi sono stati invitati a rispettare il silenzio e l’atmosfera di calma e tranquillità degli ospiti della casa di riposo. Effettivamente 70 ragazzini tra gli undici e i quattordici se ci si mettono riescono a.. come dire… fare un po’ di … rumore!

Quando entriamo gli ospiti sono già tutti sistemati, pronti e in attesa dell’evento.
Mentre i ragazzi cantano io osservo e cerco di calcolare quante generazioni sono presenti in quella sala.

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La professoressa di musica nel presentare l’esibizione dice che i ragazzi hanno accettato con entusiasmo di tornare a cantare lì e questa cosa mi commuove e non può che fare piacere.
Osservo gli ospiti della casa di riposo. Alcuni sono assopiti, altri hanno gli occhi che luccicano, emozionati.
I ragazzi stanno cantando “A Natale puoi” in una versione personalizzata.
I quattro solisti, i rapper, lanciano messaggi che non si possono ignorare…

A Natale puoi rincorrere un sogno
stringi forte le persona a te care se ne hai bisogno
con un sorriso ed un pensiero saluta chi non c’è più
è Natale si è Natale anche lassù
Natale arriva e porta dietro mille abbracci
è Natale anche per chi indossa due stracci
perciò sorridi e sii felice per quello che hai
ricorda c’è gente che quel Natale non lo vede mai
prendi quell’albero e prepara i regali
non ha importanza che prezzo se i sentimenti son reali
se fai un regalo si, fallo col cuore
riponi in quel pacchetto buona parte del tuo cuore
e se non trovi i soldi facilmente ricorda
che puoi fare un regalo semplicemente
raduna tutti si, tutti assieme
di loro forte con il cuore…
vi voglio bene.

Stavolta la commozione è grande, cerco nel gruppo mia figlia e penso che quello che desidero per lei con tutto il cuore è che coltivi un animo profondo e che sia in grado di dare valore alle cose davvero importanti, ai regali veri.
Inutile dire che scende una lacrima ( anche adesso che sto scrivendo) e per un momento mi sento un po’ stupida, poi mi guardo intorno e mi accorgo che… non sono l’unica.
Nel finale siamo invitati a cantare insieme al coro due canti, “Astro del ciel” e “Tu scendi dalle stelle”. Io canto, naturalmente, perchè questi canti per me sono innanzitutto preghiera e mentre prego sento distintamente vicino a me la voce tremolante ma densa di trasporto di una signora. I capelli bianchi, il viso rugoso e pallido e due occhi che non scorderò mai più. Intensi, vivi e colmi di una gioia che non riesco a spiegare a parole.

Questa è la missione della musica.
Creare emozioni.
E quante emozioni ho vissuto e ho visto vivere nell’arco di poche ore.

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Cari amici,
vi auguro di trascorrere un sereno fine settimana, vivendo emozioni e facendo ciò che più vi piace.
A lunedì!

5 thoughts on “Quando la musica diventa servizio

  1. Speriamo che questi momenti di amicizia e solidarietà verso i più deboli rimanga veramente nel cuore non solo di Matilde ma in tutti quei ragazzini. Hanno fatto certamente un regalo bellissimo a tutti gli ospiti della Casa di riposo
    un saluto nonna Mariuccia

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  2. beh….la lacrima scende anche a me che leggo……ed è meraviglioso piangere di commozione, di gioia e per la meravigliosa ricchezza che questi ragazzini sanno trasmettere e regalare a piene mani.
    Sai? Tutto ciò che scrivi mi riconcilia sempre con il mondo e con quello in cui credo: i giovani sono davvero IL MONDO. Non ho più voglia di sentir parlare di giovani senza valori e senza generosità. I giovani sono Matilde ed i suoi compagni e so che ce ne sono tanti.
    Grazie. un abbraccio Emanuela

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  3. Hai ragione Emanuela,
    le notizie che vedono coinvolti giovani che “combinano guai” e che sono il segnale di un disagio silenzioso che noi siamo stati capaci di cogliere, sono sempre di più di quelle che vedono protagonisti giovani volenterosi e costruttori di cose belle.
    Eppure questi ultimi sono di gran lunga maggiori ma come sempre le notizie positive non fanno notizia.

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