Recensioni incrociate

Prima delle vacanze di Natale una mia allieva mi ha prestato un libro.
Non appena ho visto il libro mi è venuto in mente che ne avevo uno che trattava lo stesso argomento.
Così mi è venuta un’idea: uno scambio di libri e poi le relative recensioni da condividere sul blog.
Alla mia allieva l’idea è piaciuta e così ecco le prime recensioni incrociate.
I libri che si siamo scambiate sono stati…

Recensioni incrociate

Ecco la recensione di Mariuccia ( non è la nonna di Matilde, ma è anche lei nonna e scrive articoli davvero molto interessanti sul sito “Mamme acrobate”).

MIRYAM di Silvia Vecchini – Ed. San Paolo

Io e Catia durante il periodo di Natale appena passato, ci siamo scambiate un libro. Io ho dato a lei “In nome della madre” di Erri De Luca e lei mi ha prestato “Miryam”.
Entrambi i libri parlano della Madonna, di questa ragazza, poco più che bambina, che diventa la madre di Gesù.
In Miryam viene raccontata la vita di quella che noi conosciamo come Maria sin dal suo concepimento nel grembo di sua madre Hanna sino alla fuga in Egitto.
A turno parlano tutti i personaggi di questa straordinaria storia: il padre e la madre, l’amica, la nutrice, la cugina Elisabetta e suo marito Zaccaria. Ma soprattutto parlano LORO: Miryam e Yoseph.
La cosa più sorprendente per noi abituati a percepirli come “santi” e quindi dediti a una vita principalmente soprannaturale, è il grande amore che li unisce.
Un amore assolutamente terreno, fatto di sguardi, di incontri, di leggeri sfioramenti. Le due mani che casualmente si toccano fanno scattare nei due giovani quello che provano tutti i giovani innamorati.
Parlo di giovani perchè dobbiamo sfatare l’idea di Giuseppe vecchio. Giuseppe aveva sì qualche anno in più di Maria ma era quello che oggi definiremmo un giovane nel pieno della vita.
E proprio questo Giuseppe era così innamorato della sua Maria da non provare per lei sentimenti malevoli nemmeno quando saprà che è incinta.
E Maria, che di fronte alle parole dell’angelo, così difficili e incomprensibili a mente umana, non ha dubbi.
Quanto le viene richiesto non è mai vissuto da Maria come una imposizione, non viene mai subito ma viene accettato con fede assoluta. E il suo “cruccio” (passatemi il termine) è unicamente come dirlo a Giuseppe, come non fargli del male, come non farlo apparire “preso in giro” agli occhi della gente.
Come tutti sappiamo ci penserà Dio stesso a “sistemare” le cose tra loro due.
C’è un capitolo nel libro che racconta il momento in cui i due giovani rimangono soli dopo che Giuseppe ha preso la decisione di sposarla comunque.
Giuseppe pensa “sento di amarla come quel giorno. Non so quale sia il posto dove devi andare, non so che strada dovrai fare e perchè ma so che io sono stato scelto per farla con te, per proteggerti, darti una casa”. Chi non vorrebbe sentirsi dire queste parole dalla persona di cui è innamorata?
E termino con i pensieri che scorrono nella mente di Maria mentre con Giuseppe fuggono in Egitto: “La cesta per Yeshua siamo io e Yoseph, il fiume è questa strada buia che ci porterà lontano, in salvo (il richiamo è al vissuto di Mosè!). Saremo il suo scudo, la sua famiglia.
E poi

Se sarà un liberatore sarò tra le sue fila
Se sarà un profeta berrò le sue parole come latte, le masticherò lentamente come il pane.
Se sarà un sacerdote unirò il mio al suo cuore nel culto.
Se sarà un maestro io sarò la sua prima discepola.

Ed ecco la mia recensione di “In nome della madre” di Erri De Luca.
E’ incredibile come un libriccino così piccino possa racchiudere tanta dolcezza, tanta poesia e tanta profondità.
Il libro è diviso in quattro capitoli, chiamati stanze.
In ognuna di queste stanze si racchiudono i pensieri di Maria, il suo stupore misto a paura e gioia di quando l’angelo le annuncia che sarà madre. Il concepimento di Gesù descritto come un colpo d’aria, un vento che sconvolge ma al contempo le dona tranquillità e serenità.
Queste stanze racchiudono anche i pensieri di Giuseppe, all’inizio dilaniato dalla notizia e sospeso tra l’osservanza alle leggi ( lui avrebbe dovuto scagliare la prima pietra contro Maria destinata alla lapidazione) e l’amore e la fiducia in questa giovane donna.
Il cammino di Maria procede con il matrimonio e la sua vita da giovane sposa, felice.
Arriva il censimento e il viaggio verso Betlemme e alla fine l’evento tanto atteso.
Maria è da sola a partorire il suo bambino. E’ giovane ma non ha paura. Ha in sè la forza di Dio e di questo bambino destinato a salvare il mondo.
Gesù è appena uscito dal suo corpo e Maria come in un presagio intuisce il dolore e la sofferenza che proverà quando suo figlio sarà adulto.
Mi hanno colpito molto questi passaggi:
” Signore del mondo, benedetto, ascolta la preghiera delle atua serva che adesso è una madre.
Quando nasce un bambino la famiglia si augura che diventi qualcuno, intelligente, si distingua dagli altri. Fa’ che non sia così. Fa’ che questo brivido salito sulla mia schiena, questo freddo venuto dal futuro sia lontano da lui. Lo chiamo Ieshu come vuoi tu, ma non lo reclamare per qualche tua missione. Fa’ che sia un cucciolo qualunque, anche un poco stupido, svogliato, senza studio, un figlio che si mette a bottega da suo padre, impara il mestiere, lo prosegue.”

Ma poi:
” … Nei vent’anni è un sollievo ardere per un’idea, un impulso di verità e di giustizia. Non sia quello il tempo del suo richiamo. Non sia prima dei trenta, prima che sia uomo compiuto, di scelte meditate. Allora se sarà ancora ferma la tua volontà che me l’ha messo in grembo, te l’offrirò io stessa, come fece Hanna, madre di Samuele….”

Leggendo queste parole mi sono venute in mente quelle dello stesso Gesù quando nell’orto degli ulivi dice: “Padre, se vuoi, allontana da me questo calice. Tuttavia, non sia fatta la mia ma la tua volontà”.

Al prossimo appuntamento con le “Recensioni incrociate” di Catia e Mariuccia.

Vi auguro di iniziare una settimana luminosa!

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2 thoughts on “Recensioni incrociate

  1. “Fa’ che sia un cucciolo qualunque, anche un poco stupido” Vabbè nessuna di noi vorrebbe un bambino stupido ma un “cucciolo qualunque” si. Alla faccia di coloro che già prima di mettere al mondo un bambino pensano a lui/lei come un grande manager, per lo meno un ingegnere, se non un attore (naturalmente da Oscar), se non una ballerina (ovviamente una “prima ballerina della Scala”). Pensiamo ai nostri bambini come a dei “cuccioli qualunque” e lasciamo che siano poi loro a scegliere cosa diventare!

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  2. In nome della Madre è stato il primo libro di De Luca che ho letto, un libro magico che ha evocato in me tante sensazioni e ricordi del periodo in cui ero in dolce attesa. Mi ha incuriosito molto la recensione di Myriam…chissà perchè, molto scioccamente non ho mai pensato alla storia di Maria e Giuseppe come alla storia di un grande amore.

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