Mamma, ma è davvero un vantaggio essere dislessici?

Qualche settimana fa.
Eravamo in cucina.
Matilde impegnata nei suoi compiti di matematica e io alle prese con le mappe di geografia.
All’improvviso la domanda: ” Mamma, ma è davvero un vantaggio essere dislessici?”
Dinnanzi alla mia faccia un po’ stupita, ha proseguito “Voglio dire, mi hai sempre detto che il fatto di essere dislessica mi rende speciale, che è una caratteristica che mi fa fare fatica a scuola ma che mi dona grandi possibilità in altri aspetti della mia vita, che mi da l’opportunità di vedere le cose in un modo particolare, che mi rende più intuitiva, più creativa, più geniale. Io ora vivo solo la fatica della scuola”.
Il mio cuore di mamma ha fatto un tonfo clamoroso.
Già, è proprio un vantaggio essere dislessici? E’ davvero un dono?
Ciò che è tangibile ora è la fatica. Gli strumenti compensativi aiutano molto ma la strada è comunque sempre in salita e procedendo nei vari gradi di istruzione gli ostacoli da superare si fanno più grandi e importanti ( e questo ovviamente anche quando non si è in presenza di un disturbo specifico dell’apprendimento).
Come fare per tirare un po’ su di morale questa figlia un po’ in crisi?
Mi sono ricordata del bellissimo libro di Rossella Grenci, “Le aquile sono nate per volare” in cui l’autrice a sua volta nomina un altro testo “Il dono della dislessia” di Ronald Davis.
Davis afferma che la stessa funzione mentale che crea i problemi legati alla dislessia, crea anche la loro genialità. I dislessici sono più curiosi della media, pensano per immagini anzichè a parole, sono molto introspettivi, pensano e percepiscono in maniera multidimensionale, hanno una vivida immaginazione. Tutto questo si traduce in due qualità: un’intelligenza superiore alla media e una capacità creativa straordinaria.
Ho letto a Matilde questo passaggio e poi le ho ribadito che ciò che lei doveva fare rispetto allo studio era fare in modo che lo studio si adeguasse alle sue caratteristiche e non viceversa e che se per esempio la lezione di storia se la voleva disegnare anzichè ripeterla a parole, lo poteva fare.
Forse è proprio questo il vantaggio nell’essere dislessici.
Essere degli spiriti liberi.
Credo che abbia funzionato!

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14 thoughts on “Mamma, ma è davvero un vantaggio essere dislessici?

  1. Anche Marta per ora vede solo le difficoltà… e comunque dobbiamo ogni giorno combattere con i prof. Oggi, per esempio, aveva l’interrogazione di Storia dell’Arte ma ieri la prof di Scienze le ha detto che OGGI l’avrebbe interrogata. Qualche giorno fa interrogazione a sorpresa di Matematica (la materia che le crea maggiori difficoltà). Ma allora, perchè qualche settimana fa sono andata a firmare il Programma Personalizzato per mia figlia? A che cavolo è servito se poi fanno comunque come gli pare?
    Sono davvero arrabbiata.
    Stamattina ho accompagnato mia figlia a scuola ma lei quasi si stava mettendo a piangere per lo sconforto. Difficoltà, sempre difficoltà.
    Un abbraccio
    Francesca

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  2. E come ti capisco!!!!!
    Hai fatto un giro di colloqui per chiarire con TUTTI i prof la cosa?
    Io esordisco sempre così: “Come lei certamente saprà, Matilde ha la certificazione per DSA ….”
    Vedo subito lo sguardo smarrito di chi non ha idea di che cosa sto parlando …

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  3. A mio avviso, è da sfatare il luogo comune che i dislessici abbiano un’intelligenza superiore alla media, spesso non è così. E’ proprio la fatica a doversi adeguare agli standard che stimola diverse strategie di apprendimento da parte dei bambini con DSA. Fortunati sono coloro che vengono compresi e aiutati nell’iter scolastico, troppo spesso viene negata l’evidenza e di conseguenza gli aiuti… inoltre c’è DSA e DSA, e anche questo conta. E’ ovvio che un dislessico puro incontrerà tante e più difficoltà di chi ha una diagnosi di disgrafia o disortografia. Le diagnosi andrebbero analizzate per riuscire a potenziare al meglio le aree maggiormente deficitarie. Inoltre, DSA non deve equivalere a: computer, esonero da…. ecc… Ogni bambino è un mondo a sé, gli strumenti compensativi e dispensativi devono essere scelti con cura: solo in questo modo, potrà essere aiutato a sviluppare le potenzialità di cui sopra.
    Un abbraccio Antonella

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  4. Perfettamente d’accordo!
    Nella fatica Matilde ha trovato e continua a trovare delle sue strategie, del tutto personali ( che quindi molto probabilmente non saranno applicabili ad un altro dislessico).
    Proprio per questo noi, per esempio, non abbiamo voluto inserire nel suo piano personalizzato le interrogazioni programmate o l’uso sistematico del computer ( Matilde lo usa esclusivamente per le produzioni scritte come i temi, in cui si accorge lei stessa che la sua energia mentale si esaurisce rapidamente e allora il computer la aiuta ad evidenziare gli errori o semplicemente a correggere in modo più semplice e veloce un passaggio, mentre per tutto il resto Matilde vuole scrivere a mano).
    Gli strumenti compensativi si modificano in continuazione adeguandosi alle capacità di compensazione.
    Riguardo all’intelligenza superiore alla media, non saprei. Sicuramente tu ne saprai più di me.
    Io riconosco in mia figlia una raffinata percezione delle cose che la circondano e una grande creatività nel farle proprie e poi condividerle. Non so se è perchè è più intelligente della media ( anche se il QI è piuttosto alto), e francamente non è questo che mi interessa.
    Ma lei deve essere consapecole di queste potenzialità e se lo ho fatto leggere quel passaggio è stato proprio per farla uscire da quel momento di empasse.
    Grazie per il tuo intervento!

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  5. Ciao Daniela,
    beh! Io mi impegno anche a volte i dubbi sono tanti.
    Inevitabilmente sorge la domanda: “Starò facendo davvero la cosa giusta?”, poi mi lascio guidare dall’istinto e da ciò che mi rimanda Matilde e riacquisto un po’ di fiducia, ma non è sempre tutto rose e fiori.
    Un abbraccio

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  6. ci sono dei momenti in cui anche noi genitori ci domandiamo la stessa cosa….. ma poi sempre a noi tocca trovare le motivazioni e le parole giuste per spingere i nostri figli in alto, sempre più in alto!!!

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  7. Anche tu “cambio di nome-blog”?
    Mi piace, ed in effetti rispecchia maggiormente l’essenza di questo bel posticino virtual-reale che, come qualcuno suggeriva qualche post fa (leggo sempre ma commento troppo poco…) è ora più centrato su di te e sull’intera famiglia, che sulla scuola di Matilde.
    Quanto al “domandone” di cui sopra… è un bel malloppo!
    Anche il mio cuore avrebbe fatto un bel tonfo… e prima o poi lo farà, vivendo una situazione per alcuni aspetti analoga.
    Grazie per questo tuo prezioso contributo e per la serenità con cui lo condividi.

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  8. Ciao Elisa,
    è bello leggerti anche qui.
    L’avventura scuola o homeschooling ( nel tuo caso) riserva sempre delle sorprese!
    Ma nulla capita per caso e tutto capita per farci riflettere, per farci crescere, giorno dopo giorno.
    Si, il blog ultimamente aveva preso, del tutto naturalmente una direzione un po’ diversa e cogliere il suggerimento del cambio di nome è stato forse altrettanto naturale.
    Un abbraccio forte!

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  9. Sai, non è mai tutto rose e fiori ed i dubbi e le paure si rincorrono……poi ogni genitore cerca di mettere a punto delle ” strategie”, partendo dalla conoscenza dei propri cuccioli. Non parlo soltanto di disturbi certificati, ma di ogni altro tipo di difficoltà che i ragazzi possono incontrare.Secondo me stai facendo davvero un lavoro eccellente, hai una ragazzina così lucida, consapevole, volitiva, magari alla sua età non ne è del tutto consapevole ma….avanti così, libera di volare e sperimentare, sapendo che ti ha sempre al suo fianco. Emanuela

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  10. Solo da adulta dopo aver vissuto l’esperienza della dislessia nei miei figli e specchiata nei loro problemi, ho capito perchè ho passato tutta la vita a sentirmi “fuori dal coro”, per molti aspetti è stata dura. Guardando le fatiche dell’apprendimento dei bambini dislessici, sentire parlare di dono o di vantaggi, confesso che a volte mi sembra una presa in giro. Vorrei però dire a Matilde, come del resto tu le hai già spiegato così bene che per me il vero dono è stato vivere una vita “libera” alla ricerca di soluzioni, di opportunità, di strade che mi permettessero di vivere in armonia con quello che io sentivo dentro.Spesso mi sono trovata controccorrente, ma non essendo mai stata “intruppata” per forza di cose, questo mi ha reso più forte e capace di capire meglio quello che io volevo.
    Un abbraccio a tutte e due e grazie per questa occasione di riflessione!

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  11. Ciao Paola è un piacere risentirti.
    Quello che sto imparando nell’esperienza scolastica con Matilde è proprio la consapevolezza che non esistono soluzioni precostituite, valide per tutti.
    Purtroppo la scuola, per ragioni fisiologiche, tende ad omologare rispetto alle modalità di apprendimento. Non è colpa di nessuno!
    Ma io sento come dovere di trasmettere a mia figlia proprio il senso della libertà e del rispetto delle sue caratteristiche. A volte a discapito del profitto, è vero!
    Forse si troverà spiazzata nel mondo del lavoro, nel quale, si tende anche lì ad omologare?
    Non lo so, ma sono certa che Matilde troverà la sua (creativa) strada.
    Ciao e grazie!

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