… ad ali spiegate…

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Ogni volta in cui mi capita di pensare all’esperienza vissuta da Matilde la scorsa settimana vedo l’immagine di un uccellino che sta provando a fare i suoi primi voli fuori dal nido.
Quel nido che l’ ha protetto fino a quel momento ma che sta cominciando a diventare un po’ stretto.
Un nido dal quale piano piano si comincia a prendere le distanze, per poi ritornare, e andare e poi tornare ancora fino a quando quelle ali saranno così forti da essere in grado di percorrere grandi tratti.
Voi direte ” in fondo si è trattato solo di cinque giorni di Scuola Natura, in un ambiente protetto, sicuro, con tutto organizzato e sotto la responsabilità di adulti che conosciamo molto bene!.
È vero! Ma Matilde ed io non ci siamo perse di viste un solo giorno da quando è nata, cioè 12 anni, cioè 144 mesi, cioè 4380 giorni e potrei continuare…
È stato indubbiamente un piccolo strappo che però abbiamo vissuto serenamente tutti ( ridendo sopra al fatto che la prima sera Matilde non ha ci ha telefonato, ma si è limitata ad inviare un serafico sms ” tutto ok”).

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La mattina della partenza, conoscendola, le ho detto: “Niente sbaciucchiamenti davanti ai tuoi compagni. Un abbraccio adesso!”.
L’ho stretta forte e le ho detto: “Divertiti e stai serena!”.
“Lo sono mamma e ti dirò che sono contenta di fare la mia prima esperienza di Scuola Natura con questa classe. Sono i migliori compagni che abbia mai avuto”.

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La sua classe. Il suo punto di forza. Un importante punto di riferimento.
Venerdì sera, a cena, mentre raccontava delle serate in “discoteca”, dei ruzzoloni nella neve, delle chiacchiere notturne con le sue compagne osservava anche che è stato bello conoscere un po’ di più i suoi compagni in un ambiente diverso dalla scuola.
Nel quadernetto che le avevo dato prima della partenza ha scritto solo una parola. Che esprime tutto!

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Ci ha anche detto che non le siamo mancati molto, il che all’inizio mi ha fatto rimanere un po’ come dire… male.
Ma poi ho compreso che questo significa semplicemente che piano piano sta trovando il modo di cavarsela da sola, che insomma… non ha più bisogno di noi proprio per tutto.
La serenità sta nel fatto che lei sa che ci siamo, per qualsiasi cosa, ma è anche giusto che inizi a misurarsi.
Le ali sono spiegate. I primi tentativi di volo è giusto che vengano fatti.
La strada da percorrere è a sua disposizione…ed è tutta da scoprire e sperimentare.

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Venerdì pomeriggio, mentre aspettavo il ritorno di Matilde, ho voluto preparare una torta da gustare insieme a del gelato a cena.
Pensa che ti ripensa mi è venuta in mente una buonissima torta che prepara ogni tanto mia madre che poi non è nient’altro che una torta all’arancia.
Così ho incasinato per bene la cucina e mi sono messa all’opera. E’ incredibile quante cose io riesca sempre a sporcare quando cucino…

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Però il risultato è stato eccellente ( e per dirlo io!).

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Beh! La torta di mia madre solitamente è rotonda e io l’ho trasformata in un plum cake!
Ecco la ricetta

Torta ( o plum cake) all’arancia

Ingredienti

250 gr. di farina
250 gr. di zucchero
3 uova
Succo di due arance biologiche
La scorza di un’arancia ( biologica ovviamente)
Due cucchiai di olio di semi
Una bustina di lievito per dolci

Procedimento
Unite le uova e lo zucchero e mescolate tanto tanto fino a far diventarel’impasto bello spumoso.
Poi unite il succo delle arance e l’olio e continuate a mescolare.
Unite la farina e il lievito setacciati e … continuate a mescolare.
Infine aggiungete la scorza dell’arancia.
Imburrate e infarinate uno stampo per la torta del diametro di 24 cm (o quello del plum cake) e versate l’impasto.
Infornate a 180° per circa 30 minuti ( il tempo di cottura dipende un po’ dai forni credo, in ogni caso controllate con uno stuzzicadenti se l’interno è bello asciutto).
Una volta raffreddata spolverate con una bella dose di zucchero a velo e guarnite con qualche fettina d’arancia.

Ciao amici, auguro a tutti voi un inizio settimana molto molto luminoso!

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14 thoughts on “… ad ali spiegate…

  1. L’ho vissuto anche io questo strappo… DUE VOLTE!!! La prima con Marta quando il seconda media è andata 5 giorni in Costa Azzurra per una vacanza studio di francese e la seconda con Giovanni due anni dopo quando è andato in gita scolastica per tre giorni. Ma mentre Marta andrebbe via di casa tutti i giorni per Gio è styato un trauma che ha detto, non vuole ripetere più.
    Tanti figli, tante teste…
    Ti abbraccio
    Francesca

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  2. …e io che mi preoccupo dell’inserimento.. alla materna! 🙂
    Forse purtroppo il nostro ruolo è davvero difficile in questo senso, rendere un figlio autonomo e che prima o poi non abbia più bisogno di noi…
    Ma Matilde è davvero fortunata ad avere una classe in cui si trova bene, in cui crescere e coltivare amicizia.
    Un abbraccio

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  3. Il nostro “compito”è fare in modo che volino con le loro ali e quando qs avviene…iniziale panico..e adesso?
    Ho pianto tt le mie lacrime la prima sera che anche Marty nn mi ha telefonato (5 gg a Zambla)…e al suo “c’era una coda al telefono e nn avevo tempo” mi sono sgonfiata come un palloncino.. poi ho capito che era giusto così!
    La Mati ha trovato proprio una bella classe…ci voleva, dopo le elementari, un gruppo col quale condividere belle esperienze e farla star bene…e l’unica parola sul quadernino “amicizia”occupa tutte le pagine..sicuramente una bella esperienza familiare!!

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  4. ciao Catia sono Laura la mamma di Luca, il racconto di come avete vissuto Zambla te Matilde mi ha commosso! Anch’io soffro molto le separazioni dai miei due desperados, ma mi rendo conto che allontanarsi dal caldo (e a volte soffocamente) abbraccio familiare è estremamete utile a loro e a noi che ritroviamo il nostro ruolo di donne, amiche e quant’altro, accantonando per un attimo quello di madri.
    Anche Luca è tornato sereno, oggi è andato a scuola seppur di controvoglia (sappiamo il perchè!!),non mi ha ancora raccontato anedotti di Zambla, ma so già che ne parlerà quando meno me lo aspetto.. la classe è bella e io sono felice per loro, per questi anni ancora nè carne nè pesce pieni di spensieratezza, sarà che x me le medie sono state il periodo migliore, poi alle superiori sono arrivate le crisi adolescenziali e l’impegno pesante di studio, le menate sul fisico e la rivolta contro mia madre, vabbè dai, le solite fasi della crescita…
    Credo tu sia una bella persona, di poche parole ma ricca di contenuti e poi sai fare anche le torte quindi sei nella top ten delle mamme toste!
    Sarebbe bello in primavera organizzare una pizzata con le altre è il modo più semplice per conoscersi meglio..
    un abbraccio e buona settimana!
    Laura

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  5. Posso immaginare quanto vi sia mancata, io che sono la nonna non c’era attimo che non pensassi a lei . Matilde è una ragazzina responsabile ma come dici è la prima volta che “vola ” da sola, Sicuramente ci saranno altre volte ed è giusto ma i giorni sembreranno lunghi e il tempo non passerà mai
    abbracciala per me
    nonna Mariuccia

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  6. che bello il tuo racconto e che com’è positivo il modo in cui entrambe avete vissute quest’esperienza. Ricordo il primo ” strappo”, Giulia aveva terminato la III elementare e partì , in luglio, per il suo I campo scout. ) giorni senza poter telefonare nè ricevere telefonate ( con gli scout è così, chiamano solo se c’è qualche problema, quindi è meglio il silenzio!). Il giorno in cui andammo a prenderla ero così emozionata….Arrivammo là, in quel prato meraviglioso, con il ” fuoco” al centro, l’altare costruito da loro, gli zaini già pronti…..e tutti i bimbi nel fiume a fare il bagno! Giulia aveva il suo costumino rosa, una scricciolina magra,. ” Ciao mamma, ciao babbo, faccio ancora un bagno poi vi vengo a salutare!”.
    Ecco. Lì ho capito che le stavamo ” incollando” le ali giuste e che….. mancano sempre più loro a me di quanto io possa mancare loro: ed è giusto così!
    Un grande abbraccio Emanuela

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