La sospensione del giudizio

Sabato scorso ho cominciato un corso di formazione continua per insegnanti yoga dal titolo: ” Ascoltarsi e ascoltare per comprendere meglio se stessi e accompagnare gli altri” organizzato dal Centro Yoga Mandir Evolution di Ornella Rizzo.
Nella prima e nella seconda lezione ( che sarà alla fine del mese prossimo) saranno illustrati i principi della bioenergetica.
La bioenergetica è una disciplina creata dal medico e psicoterapeuta americano Alexander Lowen e ha come scopo quello di lavorare sulle emozioni e sui loro blocchi attraverso il corpo ( qui il sito della docente se vi fa piacere approfondire).
Ecco il punto di contatto con lo yoga: lavorare sul corpo, cioè sull’aspetto più grossolano del nostro essere per arrivare più in profondità, agli aspetti più sottili.
Il respiro e l’autoregolazione sono altri aspetti in comune tra queste due discipline, così diverse per luogo e tempo di nascita.
Ma soprattutto una caratteristica della bioenergetica ha attirato la mia attenzione, forse perchè è quello su cui sto lavorando in questo periodo: la sospensione del giudizio.
Nello yoga e così anche nelle classi di esercizi della bioenergetica è richiesto di sospendere, oltre alle parole, anche il giudizio critico nei confronti dei compagni di pratica e di ciò che accade all’esterno, ma anche e soprattutto nei confronti di se stessi.
” Accidenti, perchè lui riesce a toccarsi la punta dei piedi con le mani e io no?”.
” Uffa, non sono riuscita ad entrare nell’asana come avrei voluto!”.
” Oggi non riesco a stare concentrata cinque minuti!”.
Sospendere il giudizio significa prendere atto che quel giorno, in quel momento le cose vanno così.
Prendere atto e accettarlo.
Accettarlo, metabolizzarlo e partire da lì.
Tante volte io mi sono identificata nelle vicende scolastiche di mia figlia, considerando i suoi successi come miei successi e i suoi insuccessi come miei fallimenti.
E quante volte mi sono giudicata negativamente in maniera estremamente eccessiva se la casa non era in ordine come avrei voluto o se non ero riuscita a scrivere il post perfetto come quello di quella famosa blogger o ancora quante volte mi sono pentita di essere intervenuta per esempio in una discussione dicendo la mia.
Ora le cose vanno un po’ meglio, non sono più così critica con me stessa e il merito è in gran parte dello yoga, che facendomi prendere atto dei miei limiti fisici mi ha reso consapevole anche dei miei limiti più sottili.
Per prenderne atto e ripartire da lì.

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9 pensieri riguardo “La sospensione del giudizio

  1. ehhh Catia…. dovrei ascoltarlo di più anch’io questo insegnamento… Io sono proprio quella che si sente in colpa per tutto… Grazie dopo aver letto questo cercerò di modificare questo mio atteggiamento…

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  2. difficilissimissimo…ma a noi le sfide piacciono! 🙂
    grazie per gli spunti di riflessione..li leggo sempre con molto piacere

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  3. Che grande fonte di saggezza, lo yoga!
    E complimenti per la decisione di frequentare un corso di formazione insegnanti, sai quanto piacerebbe anche a me! ma tra tutto, non è così semplice.
    Un saluto 🙂

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  4. Con la formazione ero ferma da tre anni ed erano un po’ troppi anche se nel frattempo ho studiato e approfondito per i fatti miei.
    Sto risparmiando per un corso di formazione per l’insegnamento dello yoga ai bambini perchè sento che la mia strada è in quella direzione. Forse il prossimo anno…

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  5. Grazie Paola, mi fa piacere condividere i miei pensieri proprio perchè spero che possano essere d’ispirazione così come io traggo molta ispirazione dalle riflessioni di molte blogger.
    Un abbraccio!

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  6. Riuscire ad essere meno critici nei confronti di se stessi automaticamente ti porta ad essere meno critica anche nei confronti di chi vive attorno a noi. Molti anni fa un sacerdote (Padre Giancarlo che tu Catia conosci benissimo) mi disse: “quanto più chiediamo a noi stessi, tanto più chiediamo agli altri e in particolare a coloro che più amiamo”. E questo non va bene!! Anche se è difficile ci dobbiamo provare e riprovare e se lo yoga ci può aiutare sia il benvenuto.

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