… di pagelle, di voti e di racconti dell’orrore…

Tempo di pagelle!
Non mi piacciono le pagelle!
Riescono a mettere ansia anche ad una persona tranquilla e serena come Matilde.
E poi più la guardo questa pagella e più vedo solo numerini che … accidenti… non mi dicono nulla o quasi di mia figlia.
L’unico voto che rispecchia le caratteristiche e l’attitudine di Matilde è il dieci in condotta che sta a significare il … grado di interesse e modalità di partecipazione alla comunità educativa della classe e della scuola, all’impegno e alla capacità di relazione con gli altri…. Si! E’ Matilde.
E’ vero, sono sempre stata polemica nei confronti dei voti e delle pagelle, non me ne vogliano gli insegnanti.
Ecco perchè chiudo immediatamente il discorso!

Nel seguire le vicende scolastiche di mia figlia, mi piace scoprire man mano le sue abilità che si affinano, che diventano più consapevoli, che come in un processo naturale maturano.
E questo aspetto l’ho notato soprattutto nelle produzioni scritte.
L’insegnante di italiano di tanto in tanto assegna un lavoro che consiste nel leggere un brano di antologia, studiarne le caratteristiche e poi riscriverne il finale.
Matilde in queste occasioni da il meglio di sè. La sua fantasia si scatena.
In queste settimane i ragazzi stanno studiando il genere horror.
Il brano da analizzare in questi giorni e di cui cambiare il finale è “Storia di fantasmi” di Mark Twain.
Il racconto termina in modo positivo nel senso che il protagonista scopre che il fantasma non è che il gigante di Cardiff, cioè un enorme statua di gesso che venne trovata da una squadra di muratori nel 1869 e che venne presa all’inizio per il corpo pietrificato di un uomo alto più di tre metri.

Ecco l’esercizio di scrittura.
Il racconto ha un finale a sorpresa: il fantasma c’è ma è un fantasma buono, la cui figura immaginaria ha accompagnato il protagonista quando era bambino. Cambia la storia a partire dalla seguente frase, immaginando un finale agghiacciante.

La porta non si aprì, tuttavia avvertii un alito impercettibile che mi sfiorava le guance, e poco dopo ero cosciente che di fronte a me c’era un mostruoso essere di nebbia.

Ed ecco il finale di Matilde:

Chiusi gli occhi sicuro che la mia mente mi stesse giocando uno scherzo.
Li riaprii ma non cambiò nulla; proprio come prima, la nebbia entrava dalle fessure della porta rendendo la stanza umida e gelida. Mi sedetti sul letto guardando la figura che torreggiava di fronte a me.
Avevo sentito parlare da bambino del gigante di Cardiff ma non avrei mai pensato di poterlo vedere.
Guardai quell’essere, sperando che fosse buono come nelle storie.
Il gigante allungò quella che doveva essere la sua mano ed io lo imitai, ma me ne pentii subito. Non appena la mia mano toccò il suo gelido corpo, non riuscii più a respirare. Il gigante mi stava sollevando e mi fece sbattere contro il soffitto.
Mi sembrava di sprofondare sempre di più nell’oscurità e nel freddo e, per quanto cercassi di afferrare il suo etereo braccio, non riuscii mai a toccarlo.
Improvvisamente l’essere mi lasciò e caddi sul pavimento. Sperai che qualcuno avesse sentito il rumore causato dalla lotta, ma dentro di me sapevo che non sarebbe giunto nessuno a salvarmi.
Mentre la mia speranza si sta riducendo in fumo, sentii un gemito, alzai lo sguardo e di fronte a me non c’era più il gigante.
C’era un uomo esattamente uguale a me che rideva.
Allora fui pervaso da una tremenda sensazione di terrore, mi guardai la mano ma non la vidi più, perché era diventata di fumo.
Lo sentii invadere tutto il corpo fino alla testa e l’ultima cosa che vidi prima di cadere nel buio, fu il pavimento che si allontanava.
Ancora oggi se andate a Broadway, possono sentirmi camminare avanti e indietro per gli appartamenti, aspettando che qualcuno venga per potergli rubare il corpo e tornare nel mondo dei vivi.

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Stiamo crescendo una fan di Lovecraft?!?!

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14 thoughts on “… di pagelle, di voti e di racconti dell’orrore…

  1. Caspita, ma scrive come una vera scrittrice!!! Non sembra nemmeno un esercizio di una ragazza delle scuole medie, sia per l’inventiva che per la capacità di scrittura!!!!!!
    ps: noto che sei tornata al vecchio titolo!

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  2. Spero che questa capacità sia il frutto delle sue numerose letture.
    Comunque ha stupito anche me.
    Per quanto riguarda il titolo del blog sono due i motivi per cui sono tornata a quello originario.
    Il primo è che mi sembrava alla fine corretto proseguire con il titolo con cui questo blog è nato. E’ vero! Parlo della mia quotidianità ma mi sembrava di avergli tolto un pezzettino della sua “personalità”.
    Il secondo è che dopo la bruttissima settimana che ho vissuto recentemente, in cui oltre alla preoccupazione per la salute dei miei genitori si era aggiunta la sensazione di aver trascurato Matilde, che è stata sballottata a destra e sinistra e a cui ho stravolto i ritmi scolastici e di vita insieme ( non per colpa mia ovviamente, ma è andata così). Ho tanta voglia di recuperare i momenti con lei ( studiando e pasticciando) e di raccontare dei nostri progetti legati alla scuola.

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  3. Volendo si puó interpretare “a scuola con Matilde” anche nel senso che tutta la vita é una scuola che insegna, ovvero che sono spesso i nostri figli gli insegnanti piú importanti per noi stessi… Io la leggo un po’ cosí! 🙂
    un abbraccio
    S.

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  4. Dico sempre che sotto certi aspetti è un genietto e la fantasia certo non le manca. Il fatto che ami leggere è importante
    abbracciala per me
    nonna Mariuccia

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  5. Brava Matilde. E’ un finale molto originale e davvero ben scritto.
    Falle i complimenti da parte mia.
    Non parlarmi di pagelle…. buchi da tutte le parti!!!
    Un abbraccio
    Francesca

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  6. Devo confessarti che mi piace molto di più questo titolo originario e “originale”. E’ vero che non parli solo di quello (ma c’è sempre il sottotitolo), ma credo che, se il blog è un diario e non un sito “professionale”, è normale spaziare a 360°…
    Un saluto, cara!

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