Festìna lente

Oggi, gradito ospite del nostro blog ritorna…

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Buona lettura!

Mi sono permesso di prendere a prestito per il titolo di questo post un’ espressione latina attribuita da Svetonio all’imperatore Augusto. Tradotta letteralmente significa “affrettati… lentamente” che potrebbe sembrare un non senso se non fosse lo stesso imperatore a spiegarla suggerendo di non agire precipitosamente ma con prudenza , cercando di considerare tutti gli aspetti del problema pur evitando inutili perdite di tempo.
Se scrivo che già da gennaio sto a realizzando… il presepe per il prossimo natale penserete che ho preso troppo alla lettera simile perla di saggezza latina ma non è proprio così. Da sempre appassionato di presepi, per parecchi anni ad ogni natale, come potete vedere dal link sottostante, ne ho costruito uno poi puntualmente distrutto al termine delle festività.
http://www.pievedirevigozzo.org/09presepi/pagbase/presepi.htm
Dei presepi della mia infanzia ancora ricordo il profumo del muschio e la luce rossa di quell’unica lampadina posta nella grotta poi sempre presente in ogni presepe da me in seguito realizzato.
Questo particolare della lampadina rossa mi ricorda due cose: che vivevamo al lume di candela (la corrente elettrica è arrivata quando già avevo 12/13 anni) e che per questa mia piccola mania potrei essere un interessante soggetto per uno psicanalista.
Lasciamo i ricordi e torniamo al presente. Dopo tanti presepi buttati ho pensato di allestirne uno non troppo grande e che non richiedesse ogni anno troppe ore per rimettere insieme i particolari.
Definito il progetto di massima ho deciso di realizzare in un secondo tempo (a settembre) la struttura portante, i laterali, lo sfondo e il cielo anticipando la costruzione della scena primaria sfruttando ed integrando alcuni blocchi ricuperati dai precedenti presepi.

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Così operando risulta più semplice riflettere sul singolo particolare, realizzarlo al meglio o variarlo se non corrisponde a quanto sperato; in tutto questo mi sforzo di usare materiali ed oggetti facilmente reperibili in ogni casa come si può vedere dalla foto del pozzo.

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Materiale per il pozzo:
– Un contenitore cilindrico. Un pezzetto di tubo utilizzato in idraulica o un coperchio dei vari spray vanno benissimo
– Qualche decimetro quadrato di compensato
– 4 matite Ikea
– 1 candela
– Colori a tempera
– Un pentolino (una scatoletta del tonno va benissimo).
– Un seghetto per traforo

Dal compensato ho ricavato due esagoni che incollati compongono la base di appoggio. Altri due esagoni di cui uno con un foro al centro sono il fondo e la parte superiore del pozzo.
Le colonne sono ricavate tagliando in due le matite offerte ai clienti dall’Ikea. Mi perdoni il “sig. Ikea” ma le sue matite oltre che utilissime quando si visita il suo negozio hanno la prerogativa di essere costruite con legno tenero e non essere verniciate; particolare questo che evidenzia il punto in cui le due metà risultano incollate permettendo di dividerle con facilità in due parti.
Ho versato nel pozzo la cera liquefatta riempiendolo per tre quarti. Tornata solida ne ho verniciato la superficie di azzurro e verde, tornando poi a versare un ulteriore leggero strato di cera a coprire.
I secchi sono ricavati dai tappi dei colliri che in questi giorni dopo l’operazione di cataratta mi sono ritrovato tra le mani. Vanno comunque bene anche i tappi dei tubetti di dentifricio o creme.
Una verniciata con un mordente ad acqua e il risultato è garantito.
Nel prossimo post spiegherò come intendo realizzare le piante utilizzando i fili di rame ricuperati dal filo per impianti elettrici sia che si tratti di palme che di alberelli con foglie.
Prendendo poi spunto dal titolo latino, chi desiderasse rispolverare la lingua dei nostri padri almeno per quelle parole ,espressioni, proverbi, detti dotti (scusate il bisticcio) sarà possibile trovarne un congruo numero sempre al link http://www.pievedirevigozzo.org/07latino/spiegazioni/pabase1.htm
Nulla di nuovo sotto il sole ovviamente ma solo una raccolta di briciole di saggezza latina o, per dirla come loro, una “Antiquitatis latinae analecta” dove con il vocabolo “analecta” si indicava lo schiavo che raccoglieva dalla tavola o dal pavimento gli avanzi e le briciole.
Già che ci sono aggiungo ancora due righe sul sito segnalato. Rispecchia la personalità e gli interessi degli autori anche se poi, considerando i loro impegni, il raccoglitore di queste briciole resto io.
Interessi che vanno dai castelli per Catia, Luca e Matilde (Mariuccia ed io comunque non ci tiriamo mai indietro ) ad un “am arcord “ (è scritto alla piacentina) di Nonna Mariuccia con racconti e poesie dei bei tempi che furono, dalla bravura di Luca nel trasmettermi i rudimenti per renderlo funzionante (se avesse più pazienza non guasterebbe) ancora a Catia che 13 anni fa ha digitato gran parte dei testi (era agosto ed aveva il pancione)… ricordi?
Se siete arrivate/i fino a questa ultima riga posso assicurarvi che nulla più vi spaventa comunque grazie per la lettura.

Grazie nonno Antonio e… al prossimo post!

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6 thoughts on “Festìna lente

  1. Ciao Antonio e`un piacere leggerti…da tanto nn ti facevi vedere! La realizzazione del presepe l`hai descritta benissimo,peccato che solo le tue capacita`riescono a produrre cotanto risultato! Un abbraccio anke a Mariuccia….

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