Eppur si muove

Ed eccoci con il programma di storia a studiare il Cinquecento e tutta la rivoluzione scientifica che ha vissuto.
Aristotele la fa ancora da padrone con la sua teoria geoocentrica ripresa da Tolomeo nel II secolo d.C.
Ma arriva Copernico e tutto cambia.
La Terra non è più al centro dell’universo, anche la Bibbia si sbaglia e questo chissà quante persone, ecclesiastici e non avrà mandato in crisi.
Tuttavia per tutto il secolo le nuove idee convivono con quelle antiche. Lo stesso Copernico continuava a parlare di  movimenti circolari dei pianeti e di sfere cristalline.
Ma, anche se lentamente, si fa strada una nuova visione del mondo.
E a questo contribuisce enormemente lui, ovviamente: Galileo Galilei.
Egli, matematico, fisico, astronomo perfeziona strumenti già in uso come il cannocchiale, per raggiungere altri scopi, altre distanze.
Il cannocchiale diventa telescopio e con esso Galileo scopre che la luna non è perfetta e sferica, ma ha crateri e valli proprio come la Terra. Scopre che la Via Lattea è formata da miliardi di stelle che aprono la strada al concetto di universo infinito.
Ma sappiamo tutti come è finita.
Il Tribunale dell’Inquisizione lo giudica eretico.
Ancora una volta, per la Chiesa, è assurda l’idea di una Terra che ruota intorno al sole.

La storia è una bellissima materia, almeno a me è sempre piaciuta.
Non è semplicemente un elenco di date, di eventi, di personaggi, di nomi di battaglie da mandare a memoria.
La storia siamo ancora noi.
Dalla storia possiamo conoscere il passato per trarre insegnamenti per vivere meglio il nostro presente e preservare il nostro futuro.
Lo studio della storia però spesso davvero si riduce ad un mero lavoro mnemonico.
E allora diventa interessante entrare nei dettagli, scoprire le vicende guardandole dal punto di vista di chi l’ha vissuto, in questo caso Galileo Galilei, grazie ad artisti davvero eccezionali come Marco Paolini.
Abbiamo visto, qualche tempo fa per la verità, il suo spettacolo “ITIS Galileo”.
Ebbene, quando Matilde sabato ha avuto sott’occhio le immagini del cannocchiale dell’ottico olandese Hans Lippershey, cannocchiale perfezionato da Galileo per scrutare il cielo e carpirne i suoi segreti, ha immediatamente richiamato alla memoria la simpaticissima e molto più istruttiva performance di Paolini interpretandone addirittura alcuni passaggi.

Ancora una volta ( era già capitato con la lettura e il commento della Divina Commedia di Roberto Benigni ) studiare oltre ai libri, andando oltre lo scopo, che può essere l’interrogazione o la verifica risulta più efficace, più interessante, più di impatto, più utile.

Buon inizio settimana, cari amici!

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Un pensiero riguardo “Eppur si muove

  1. Forte Paolini mi ricordo di averlo visto. Proprio ieri stavo sfogliando un fascicolo di “Storica” sulle grandi scoperte e sulle rivoluzione scientifiche avvenute tra il 1500 e il 1600 e alcuni capitoli trattavano proprio della visione del cosmo di Aristotele, Platone e di come Copernico e poi Galileo abbiano rivoluzionato tutte le teorie precedentemente dimostrate
    buon studio e un abbraccio
    nonna Mariuccia

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