Attività con i bambini: il traforo

Per parecchi mesi ho inseguito il nonno Antonio perchè raccontasse sul nostro blog la sua esperienza del laboratorio di traforo con i ragazzi dell’Oratorio Estivo.
Finalmente qualche giorno fa mi è arrivata la mail tanto attesa.
Vi lascio quindi alle parole del nonno Antonio che fornirà informazioni sulla tecnica del traforo ma anche sulla sua valenza didattica.
Buona lettura!

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Da mesi Catia mi chiede di scrivere due righe sul “traforo” attività che consiste nell’intagliare tavolette di legno seguendo un disegno precedentemente incollato sulle stesse.

La mia prima risposta è stata che scrivere un post sul come imparare a lavorare a traforo sarebbe l’equivalente di un trattato su come andare in bicicletta in quanto tutto si riduce all’ acquisto del mezzo, a salirvi (possibilmente col casco) e cercare di mantenere l’equilibrio! Dopo svariati tentativi, pur sbandando a destra e sinistra, si percorrono i primi metri. Con il continuo esercizio la pedalata diventa sempre più sicura ed il gioco è fatto.
Stessa cosa per il traforo: si acquista il seghetto, un pezzo di compensato su cui si incolla un disegno, con l’archetto lo si ritaglia e per finire si assemblano i pezzi incollandoli.
Difficilmente le prime volte si creerà un’opera d’arte ma con l’allenamento si otterrà finalmente il risultato voluto.

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Successivamente, considerando che la richiesta veniva da Catia che, devo ammetterlo, resta sempre la mia nuora preferita, ho pensato che cambiando l’angolo di visuale qualche riga sul traforo ci poteva anche stare.
Permettetemi un attimo di “Amarcord” : L’archetto da traforo e il meccano, (quest’ultimo considerato il costo era per pochi eletti) rappresentavano 50/60 anni or sono quello che la play station e il computer sono oggi per i nostri nipoti o i vostri figli e quindi quasi tutti i ragazzini, me compreso, l’hanno avuto per le mani e l’Oratorio Estivo, di cui Catia ha parlato in vari post è stato l’occasione per tornare un po’ bambino (cosa che si dice capiti spesso a noi di una certa età indipendentemente dal… traforo).
Non deve essere considerato un passatempo ma una attività didattica a tutti gli effetti nella quale si richiede fantasia, precisione, organizzazione mentale nelle varie fasi di lavorazione, ottimizzazione del disegno per evitare spreco di materiale, manualità ma soprattutto tanta “pazienza” dote che i ragazzi di oggi del tutto pronto e del tutto subito stanno lentamente perdendo o non hanno mai avuto.
Anche la forza ha la sua importanza e facendo tesoro dell’esperienza dei laboratori dell’O. E. suggerirei di iniziare con bimbi dagli otto anni a salire impiegando, almeno all’inizio, multistrato tenero (compensato), il pioppo va benissimo, spessore di 3 mm.
E già così basteranno 15 minuti di lavoro per vedere le mani dei piccoli “Geppetto” arrossate e doloranti.

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Le prime realizzazioni non devono presentare difficoltà di esecuzione.
Negli anni passati iniziavo con una racchetta per ping pong che presenta lunghi tratti diritti, curve ampie e angoli facili da eseguire, successivamente si passava ad carretto, ad un Pinocchio, un presepe che presenta non poche difficoltà, a trottole di varie misure e forma … e quest’anno vorrei aggiungere una cosa molto semplice: un puzzle come da foto ed un cavallino a dondolo dove la vera difficoltà non consisterà nel taglio ma nella rifinitura e nell’incollaggio.

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Il costo del kit completo, come da disegno, non dovrebbe superare i 15 euro
A questo va aggiunto:
– Una serie di lame di riserva
– Qualche foglio di carta vetrata di grana molto fine tipo 180, 240
– Una limetta tonda (tipo coda di topo) ed una a sezione rettangolare possibilmente con spigoli non arrotondati.
– 1 tubetto di colla da legno tipo Vinavil o Pattex
– Un pezzo di candela o di sapone che serviranno come lubrificanti per la lama del seghetto evitando che surriscaldandosi si spezzi e contemporaneamente agevolano il taglio del legno.

L’unica vera difficoltà per i piccoli resta il montaggio della lama sull’archetto cosa non agevole neppure per gli adulti.
Suggerisco di inserire una estremità della lama con la parte dentellata verso l’esterno e la punta dei denti verso il basso nel morsetto vicino al manico e stringere con l’apposito attrezzo.

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Inserire l’altra estremità della lama nel morsetto opposto e stringerlo.
L’operazione può presentare una certa difficoltà. Dovendo la lama restare tesa durante l’utilizzo occorre afferrare le estremità dell’archetto rispettivamente con il pollice e l’indice, forzare avvicinando le punte di circa 4 / 5 mm. , inserire la lama nel morsetto e stringere.

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Rilasciando l’archetto la lama resterà in tensione. Solo l’esperienza insegnerà che se la lama è troppo tesa tenderà a spezzarsi mentre nel caso opposto si avranno tagli poco precisi o la rottura della lama stessa.
La lama deve lavorare sempre perpendicolarmente al legno su cui si sta lavorando evitando di spingere per farla avanzare più rapidamente.

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I disegni delle realizzazioni fatte in Oratorio sono a disposizione di chi ne farà richiesta tramite Catia.

Grazie nonno Antonio!

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9 thoughts on “Attività con i bambini: il traforo

  1. Che meraviglia! Complimenti a nonno Antonio per la spiegazione ed a Catia per l’idea. Mio marito ha una vera passione per il traforo e voleva insegnarlo alla bimba piccola ( 9 anni) la quale adora tutto ciò che è lavoro manuale, abbiamo già tutta l’attrezzatura e ci proveremo presto. Un abbraccio . Antonella – Firenze

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  2. Grazie Antonella,
    anche Matilde quando aveva 8/9 anni seguiva molto il nonno nelle attività manuali.
    Abbiamo dei bei ricordi di quel periodo, in cui tutto diventava un’occasione per lavorare con le mani, pasticciare, creare…
    Ora Matilde ha quasi 13 anni e altri interessi anche se ogni tanto sente ancora nostalgia dei lavoretti fatti con il nonno Antonio…
    Un abbraccio

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  3. Ciao Antonio le tue spiagazioni chiare ed essenziali aiuteranno di sicuro… ai miei tempi era solo x “maschi”..per fortuna pero`Marcello con enorme soddisfazione ha potuto cimentarsi con l`aiuto di suo nonno!! Un caro saluto anche a Mariuccia e alla prossima….

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  4. Carissime Antonella ed Angela effettivamente Catia è la mente ed io mi ritrovo a fare il braccio esattamenre come in una vecchissima trasmissione televisiva della quale nessuna di voi avrà mai sentito parlare ruolo che non mi spiace assolutamente perchè come tu ben sai cara Angela alle elucubrazioni cerebrali preferisco fare ginnastica con le dita ed essendo poi un femminista convinto cerco sempre durante l’oratorio estivo di avere tra i futuri Geppetto più ragazzine che ragazzini: sono più brave, precise, interessate ed attente. Approfitto di questa occasione per farvi arrivare i più cari auguri di una santa Pasqua sia da parte di Nonna Mariuccia che da parte mia.
    antonio

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  5. Ciao un bellissimo hobby vorrei provare a insegnarlo a mia figlia ma non riesco a trovare i disegni con gli intagli. Dove posso trovarli?

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  6. Ciao Salvatore
    mandami una mail all’indirizzo del blog così ti spedisco i disegni realizzati dal nonno Antonio per i ragazzi dell’oratorio.
    Un abbraccio

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  7. Sono un’insegnate Scuola Primaria. Il prossimo anno i miei bambini saranno in quarta. Come in ogni ciclo uso il traforo. Mi piacerebbe avere dei disegni per nuovi lavori. E’ possibile averli? Grazie Doriana

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  8. Certo Doriana.
    Mandami una mail all indirizzo del blog. Il nonno Antonio sarà felice di inviarti i disegni dei lavori che ha realizzato con i ragazzi.

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