… della paura di faticare…

Da tempo sto lavorando su Kapalasana, una variante di Sirsasana, la posizione sulla testa.
Le inversioni mi hanno sempre attratto ma… ho sempre avuto paura.
Paura di che cosa?
E’ sicuramente sbarellante vedere le cose a testa in giù all’inizio.
Non le riconosci, ne perdi la consapevolezza e la coscienza.
E poi per rimanere a testa in giù con la schiena ben allineata devi avere molta forza. Dove?
Pavimento pelvico e addominali devono essere per tutta la durata ben attivi.
Ho realizzato, studiando e ristudiando questo asana che la mia paura più grande non era guardare il mondo sottosopra, cambiare prospettiva. La mia caratteristica più bella e che mi riconosco ( non è da me riconoscermi qualcosa ma quando ci vuole ci vuole) è la mia apertura mentale per cui prima di esprimere giudizi e opinioni tendo a valutare il punto di vista del mio interlocutore, cioè come dice un famoso detto dei Nativi Americani “Non giudicare nessuno se prima non hai camminato nei suoi mocassini”.
Cambiare prospettiva significa comprendere che magari ti è sfuggito qualcosa e allora lo riprendi e la rivaluti.
Detto questo, dicevo, ho realizzato che ciò che mi faceva più paura nel mantenere la postura era il mantenere attivi gli addominali. ho tradotto la cosa come un “avere paura della fatica”.
Infatti le prime volte che ho provato ad assumere kapalasana, nel momento stesso in cui mi mettevo a testa in giù e tentavo di staccare anche solo un piede da terra, i miei addominali sparivano completamente, il respiro si faceva affannoso e crollavo a terra.
Paura della fatica!
Non la fatica del fare ma la fatica del mantenere.
E questo atteggiamento lo vedo spesso quando per esempio mi accorgo di non essere costante nelle cose ( come il mantenere in ordine la casa: il più delle volte mi uccido di fatica mettendo tutto in ordine in una volta sola invece di riordinare poco per volta tutti i giorni).
Studiare Kapalasana mi insegna tutto questo. E allora ci lavoro, poco per volta, dosando la fatica per arrivare a non fare più fatica.
Per questo amo così tanto lo yoga!!!!!

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3 thoughts on “… della paura di faticare…

  1. Parlando di Yoga, ho sempre così poco tempo che alla fine non pratico che in rarissimi momenti. Ma perchè le mie giornate mi sembrano sempre tanto corte? Ho tante passioni e vorrei sperimentare tante cose. E per fortuna che lavoro part-time, perchè senò tutte queste cose dovrei dimenticarmele proprio!!!
    Ho pensato tante volte di farmi una scaletta delle cose da fare durante la giornata ma poi esco per una passeggiata oppure vado nei prati per raccogliere qualche erba e… mi perdo… Torno a casa dopo due ore ubriaca di aria e natura e non mi rendo conto che è già ora di preparare la cena.
    Ma forse, sai che ti dico… va bene così!!! A una vita programmata preferisco questo, anche se poi alla fine devo rinunciare a qualcosa. Ma lo yoga è un pensiero che ho sempre e vorrei tanto avere la costanza e il tempo di praticarlo tutti i giorni!
    Un abbraccio
    Francesca

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  2. Dimenticavo… sul blog “Un tuffo nell’insalata” ho pubblicato il tuo articolo sul limone!!!
    Grazie e mandami ancora materiale se ti viene in mente qualcosa!
    Un abbraccio
    Francesca

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