… e oggi la Primavera di Vivaldi

Allegro

“Giunt’ è la Primavera e festosetti

La Salutan gl’ Augei con lieto canto,

E i fonti allo Spirar de’ Zeffiretti

Con dolce mormorio Scorrono intanto:

Vengon’ coprendo l’ aer di nero amanto

E Lampi, e tuoni ad annuntiarla eletti

Indi tacendo questi, gl’ Augelletti;

Tornan’ di nuovo al lor canoro incanto:”

Largo

“E quindi sul fiorito ameno prato

Al caro mormorio di fronde e piante

Dorme ‘l Caprar col fido can’ à lato.”

Allegro

“Di pastoral Zampogna al suon festante

Danzan Ninfe e Pastor nel tetto amato

Di primavera all’ apparir brillante.”

Il concerto è diviso in tre tempi: Allegro – Largo – Allegro. Al violino è affidata la parte solistica. Il violino, appunto, lo strumento di Vivaldi, musicista passato alla storia oltre che per le sue composizioni, anche per la maestria con la quale suonava questo strumento. L’allegro iniziale esordisce con una melodia meravigliosa che è l’annuncio della primavera, riproposta più volte, segue poi il canto degli uccellini, l’acqua che scorre dalla fonte, il breve temporale, il ritorno del sereno. Tutto molto preciso nella descrizione musicale, da manuale potremmo dire. Il secondo tempo è poi una parentesi riflessiva molto intensa. Non c’è movimento, semplicemente una situazione statica e contemplativa: Il pastorello che dorme all’ombra dell’albero con il suo fedele cane. Il violino intona una melodia bellissima, a tratti commovente, una nenia struggente che accompagna questo momento. L’ascoltatore può immaginare la scena ascoltando le note del Largo, per poi lasciarsi trasportare in un’atmosfera onirica. Il finale poi, con l’Allegro che nel tema ricorda tanto la melodia di esordio del primo tempo. Si tratta di una danza di ninfe e pastori. Una conclusione con un’immagine fantastica e gioiosa. Un ascolto reso semplice dalle immagini suggerite dai versi del sonetto. Un primo passo per entrare nell’universo dei capolavori che non conoscono tempo. Un’occasione per iniziare a scoprire il misterioso mondo della musica del passato che non morirà mai.

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