Il linguaggio dell’accettazione

Catia: “Sai nonno Antonio, ho messo in pausa il blog”
Nonno Antonio: “Ho visto”
Catia: “Che ne pensi?”
Nonno Antonio: “Penso che tu abbia fatto una stupidata”
Catia: “Perchè?”
Nonno Antonio: ” Perchè penso che scrivi cose interessanti, che offrono spunti di riflessione. E’ un peccato interrompere o smettere. L’unica dritta che ti posso dare è quella di evitare di scrivere cose troppo personali, le quali, specialmente in un periodo di crisi o di malesseri, si possono trasformare in vere e proprie martellate sulle pxxxe!. Per il resto, secondo me, puoi tranquillamente  continuare a scrivere quello che ti pare e quando ti pare!”.
Catia: “Grazie nonno Antonio! Ci penserò!

Allora vediamo….
Cosa ho voglia di scrivere e condividere? Perchè la voglia di raccontare effettivamente c’è!
Potrei per esempio raccontare che Luca ed io abbiamo deciso di leggere insieme un libro.
Questo…

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L’autore, Thomas Gordon è uno psicologo clinico che ha fondato e diretto un istituto in cui i genitori possono seguire dei programmi di training per imparare a comunicare con i propri figli.
I genitori spesso sono accusati di essere la causa dei mali dei loro figli. Se i figli vanno male a scuola è colpa dei genitori, se i figli sono dei disadattati è colpa dei genitori, se hanno disturbi emotivi è colpa dei genitori.
Ma chi aiuta i genitori? Chi insegna loro ad attuare dei metodi e delle strategie per essere più efficaci nell’educazione dei figli?
Il libro da delle risposte concrete.
In particolare ci ha colpito il titolo di un capitolo: ” L’ascolto che mantiene viva la comunicazione con i figli: il liguaggio dell’accettazione”.
Accettare l’altro così com’è è già un grosso successo. Comunicare all’altro una sincera accettazione può diventare un aiuto determinante.
Molto spesso i genitori attuano il linguaggio della non-accettazione attraverso giudizi, valutazioni, critiche, massime morali, ordini e altri messaggi che comunicano la non – accettazione del figlio per quello che è.
Eppure i genitori che imparano a manifestare attraverso le parole una sincera accettazione del figlio, hanno tra le mani uno strumento che può produrre dei risultati straordinari perchè possono incoraggiare l’autostima e l’autoaccettazione del figlio. Possono e secondo me questa è una cosa importantissima non solo promuovere il suo sviluppo ma agevolare la realizzazione del suo potenziale di cui è geneticamente dotato.
Il linguaggio dell’accettazione regala libertà ai figli, la libertà di esprimere emozioni e sentimenti e condividere con i genitori i problemi.
Ma non basta provare accettazione. E’ necessario che il figlio lo percepisca. Quindi l’accettazione va manifestata, chiaramente.
Non è facile trovare le parole giuste, il modo giusto per manifestare accettazione. Il libro attraverso esempi pratici e concreti aiuta ad attuare una modalità per comunicare accettazione verbalmente.
Anche perchè le parole sono potenti e tutte le volte che un genitore dice qualcosa ad un figlio, inevitabilmente dice qualcosa sul figlio. Ogni volta che parliamo con nostro figlio aggiungiamo un piccolo mattone alla nostra relazione con lui. E’ meglio quindi che la parola sia costruttiva e non distruttiva.

Buon fine settimana!

19 thoughts on “Il linguaggio dell’accettazione

  1. grande nonno Antonio: questo si chiama parlar chiaro!
    interessante il libro e l’argomento di cui parli è uno di quelli su cui mi sono ” confrontata” maggiormente, a mano a mano che i figli crescevano, tre figli, tre personalità e caratteri molto diversi ed ogni tanto accorgersi di ricadere, anche inconsciamente, nel ” giudizio”, che viene percepito, da chi lo subisce, come non accettazione.
    Sei proprio una grande mamma!
    un abbraccio Emanuela

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  2. Bravo nonno Antonio! Catia sei fortunata ad essere circondata da persone sagge che trovano le parole ed i consigli giusti al momento giusto.
    Bentornata e buon finesettimana!

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  3. Si! sono proprio fortunata!
    La settimana che si sta concludendo mi ha fatto capire proprio questo: che sono circondata da persone che mi aiutano e mi sostengono. Il nonno Antonio è una di queste ( blog a parte…)

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  4. Non è facile trovare sempre le parole giuste per far capire ai figli che accettarli come sono significa “amore” e non rassegnazione: come dice Emanuela si corre spesso il rischio di essere fraintesi.
    nonna Mariuccia

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  5. io ho appena iniziato il corso “Genitori efficaci”, lo trovo molto interessante , ma è veramente dura nella vita di tutti i giorni metterlo in pratica con lo stress e la stanchezza, ma intanto il primo passo lo stiamo fancedo.

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  6. Ciao Erica,
    certo passare dalla teoria alla pratica è sempre difficile.
    Io procedo proprio a piccoli passi.
    Lo sforzo che sto facendo in questo momento è di focalizzarmi sull’ascolto e sul resistere alla tentazione di interrompere Matilde per darle immediatamente qualche consiglio.
    Si, è veramente dura!

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  7. Ciao Catia, era un po’ che nn entravo nel blog…e il primo post su cui mi soffermo è questo e che dire nonno Antonio ha proprio ragione e sono felice che tu lo abbia ascoltato 
    Ma c’è anche un’altra cosa in questo post … le parole sono potenti … è meglio una parola costruttiva che una distruttiva…urca colpita e affondata !!se penso a quanto ho urlato ieri pomeriggio o meglio ormai sera perché il grandone è tornato tardissimo e senza permesso…nn gli ho dato neanche il tempo di spiegare ….poi stamattina l’ho abbracciato forte forte … in ogni caso rimarrà in punizione ma se riuscissi a contare fino a dieci prima di esplodere ….
    Mi sa che sarà una delle mie prossime letture…
    Buona serata!! Ci vediamo domani! Simona

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  8. Sono proprio contenta che tu abbia seguito il suggerimento di nonno Antonio( sempre acuto e saggio)…leggerti mi fa “bene al cuore “.
    È difficile essere “genitori efficaci”…se penso a quante volte sn stata giudicante con i miei figli (specialmente con il primo)potrei mettermi a piangere a oltranza!
    Con la seconda (mettendo d’impegno) mi sn imposta di ASCOLTARE….sono più serena.. Martina si fida e nn vede l’ora di “raccontarmi”..cmq fare il genitore rimarrà sempre un compito difficilissimo, ma tu Catia sei una brava mamma!!!

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  9. Proprio negli ultimi giorni sono stata assalita da mille dubbi.
    Mi sembra di non essere affatto pronta ad affrontare le dinamiche di pensiero di una figlia adolescente e di sbagliare in continuazione.

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