Una mente illuminata

Sabato pomeriggio Matilde ed io ci siamo dedicate allo studio del capitolo di storia riguardante all’Età dei Lumi e delle riforme.
Il movimento dell’Illuminismo è stato decisivo per affinare l’idea di progresso sconosciuta alle civiltà antiche le quali credevano in una originaria età dell’oro da cui l’umanità si stava allontanando.
Nel Settecento nasce l’idea moderna di progresso, cioè di uno sviluppo, di un ampliamento e di un approfondimento dei saperi, di un miglioramento del livello di vita.
L’Illuminismo che ha visto la culla in Inghilterra e che poi si è sviluppato maggiormente in Francia ha avuto anche in Italia degli esponenti illustri.
A Milano, raccolti intorno alla figura di Pietro Verri, essi diedero vita ad una associazione culturale, l’Accademia dei Pugni e pubblicarono anche un giornale, intitolato “Il Caffè”. Mi piace molto l’immagine che sta dietro alla scelta di questo nome. I creatori infatti volevano che le pubblicazioni avessero sulla società lo stesso effetto stimolante che ha la bevanda sull’organismo umano.
Di questo gruppo milanese faceva parte un uomo che per me è diventato un mito: Cesare Beccaria.
Ricordo che ai tempi dell’Università, ancora matricola, mi imbucavo a seguire le lezioni di Diritto Penale ( esame del terzo anno) per ascoltare il docente che parlava di quest’ uomo e delle sue idee sulla pena di morte. Idee che mi hanno colpito tantissimo e che mi hanno portato per molto tempo ad appoggiare poi le iniziative di Amnesty International, firmando ogni tipo di petizione contro la pena capitale.
Ho cercato di spiegare a Matilde i motivi per cui Beccaria riteneva inutili e dannose la tortura e la pena di morte.
Devo dire che ciò che maggiormente l’ha colpita è stata la logica stringente e inconfutabile della mia seguente frase: ” Per uno stato civile l’applicazione della pena di morte è un fallimento perchè lo stesso stato che punisce l’assassinio ammette poi che se ne compia un altro, pubblico e legale”.
Il capolavoro di Beccaria, “Dei delitti e delle pene” pubblicato nel 1764 rimane un’opera che ha cambiato l’idea di giustizia.
Ovviamente ne consiglio vivamente la lettura.

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Buon inizio settimana a tutti voi!

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Un pensiero riguardo “Una mente illuminata

  1. Ho letto qualche capitolo perchè non è una lettura semplice e sul medesimo argomento avevo sfogliato anche il libro di Victor Hugò”Contro la pena di morte” dove emerge chiaramente il suo dissenso e la sua lotta verso ciò che definiva assassinio di stato e diceva”Voi odiate il criminale sino ad ucciderlo, io odio l’assassinio e cerco di impedirvi di diventare degli assassini”
    Buon studio
    nonna Mariuccia

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