Allegria e sacrificio

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Ieri Matilde ed io abbiamo partecipato ad un pellegrinaggio organizzato dai giovani della nostra Parrocchia.
Due le destinazioni: Chieri, cittadina piemontese in cui San Giovanni Bosco ha studiato come seminarista e poi Torino per la visita alla Sindone.

San Giovanni Bosco fu il fondatore delle Congregazioni dei Salesiani e delle Figlie di Maria Ausiliatrice.
Nato a Castelnuovo d’Asti nel 1815 si trasferisce a Chieri dove fonda la “Società dell’Allegria” con lo scopo di avvicinare i giovani alla preghiera e all’amore per Gesù.
Nel 1835 entra in seminario diventando sacerdote nel 1841.
Egli aveva un sogno: quello di incontrare e accogliere i ragazzi di strada di Torino.
Voleva permettere ai ragazzi di lavorare in condizioni migliori.
Visitò carcerati minori e si fece promettere da quelle povere anime di raggiungerlo una volta usciti dal carcere.
I principi che ispiravano la sua azione erano l’amicizia con i giovani, l’istruzione e l’avvicinamento alla Chiesa.
Tre parole hanno caratterizzato la sua missione educativa: ragione, religione, amorevolezza.
Alla base di tutto un profondo amore per i giovani, chiave di tutta la sua opera educativa.

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San Giovanni Bosco ci ha insegnato che l’amore per i giovani è la cosa più importante. Saper accogliere al di là di tutto è un atto d’amore. E se poi facciamo tutto questo con allegria, la ricetta è davvero completa.

Nel pomeriggio la nostra comitiva si è spostata a Torino.
Avendo qualche ora a disposizione prima di metterci in coda per la visita alla Sindone abbiamo fatto una bella passeggiata per il centro di Torino…

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Durante gli interminabili minuti di coda per accedere al Duomo dove è esposta la Sindone, ho avuto modo di riflettere e anche se con difficoltà, vista la confusione, a creare qualche istante di raccoglimento.
Non sono mai stata spinta dalla curiosità di vedere questo telo nel quale, forse si forse no, è stato avvolto il corpo di Gesù.
E pensavo che non avrei provato nessuna emozione proprio perchè questo desiderio non era mai nato spontaneamente.
Poi mano mano che la distanza si accorciava, è cresciuto invece il desiderio di osservare attentamente, di lasciarmi coinvolgere da ciò che quella osservazione mi avrebbe trasmesso.
Nei cinque minuti in cui ho sostato dinnanzi alla teca ho percepito la sofferenza di quell’uomo, di quel corpo martoriato e da credente il pensiero non può che andare a Gesù che rispondendo alla volontà del Padre, ha offerto tutto, ma proprio tutto in sacrificio per noi.
Il concetto di sacrificio è difficile da spiegare, anche per un adulto. E pensare che proprio giovedì scorso l’abbiamo affrontato a catechismo con i ragazzi che sto preparando alla Messa di Prima Comunione.
“Ragazzi, la domenica andiamo a Messa per ricordare il sacrificio di Gesù perchè lui ha detto “Fate questo in memoria di me”.”
E noi come accogliamo quel sacrificio? Ne facciamo davvero memoria nella messa della vita?

La semplicità della sepoltura del Signore condanna le pretese dei ricchi, che non possono portare con sé le loro ricchezze fin nelle loro tombe. Ecco quello che noi possiamo comprendere in senso spirituale: il corpo del Signore non deve essere avvolto nell’oro, nelle perle o nella seta, ma in un lino puro. Inoltre c’è un altro possibile significato. Colui che avvolge Gesù in un lenzuolo bianco è colui che l’ha ricevuto con un cuore puro.

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Per me momenti intensi, anche faticosi fisicamente ma sereni interiormente.
E ringrazio una persona in particolare, la mia amica Simona con la quale ho trascorso buona parte della giornata chiacchierando, confidandoci reciprocamente i nostri pensieri di mamme e di catechiste. E condividendo la passione per gli scatti fotografici …

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Per Matilde una giornata emozionante, felice, trascorsa all’insegna dell’amicizia, della serenità, delle risate e dell’allegria…

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Buon inizio settimana cari amici!!!!

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4 pensieri riguardo “Allegria e sacrificio

  1. Catia grazie grazie !! E’ stata veramente una giornata densa di significato sotto tanti aspetti…densa perché ho passato una giornata con persone a cui voglio bene …densa per la visita nei luoghi in cui Don Bosco ha iniziato la sua opera…densa perché ho sentito la dura prova che Gesù ha subito per Amore nostro… densa perché questo amore lo rivedo nella bellissima foto delle nostre figlie e degli amici che si abbracciano… densa perché durante la serata ho finalmente rivisto unito il gruppo dei preadolescenti … e densa perché so che non sprechi la parola amica ma la usi con consapevolezza e questo mi ha emozionata… E’ stata decisamente una giornata emozionante!!!

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