Che cosa auguro ai miei ragazzi …

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Ieri i miei ragazzi di catechismo si sono accostati per la prima volta all’Eucarestia.
E’ stata ovviamente un’emozione grande, per loro, le loro famiglie e anche noi catechiste.
Durante la celebrazione li osservavo nei loro abiti candidi, i volti concentrati e gli occhi attenti.
E’ stata una bella festa, loro i protagonisti, insieme a Gesù.
Mentre li osservavo pensavo a cosa, io come catechista, desidero per loro.

E mi è venuta in mente una riflessione che ho condiviso con Simona durante il viaggio sul pullman che ci portava sui luoghi di Don Bosco e a Torino per la visita alla Sindone sabato scorso.
Parlavamo delle difficoltà che incontriamo noi educatori con i ragazzi e si diceva che la difficoltà più grande è quella di dover combattere contro i ritmi del mondo.
I ritmi sono veloci, troppo veloci.
Il mondo offre a tutti noi, ragazzi compresi, immagini, suoni, rumori, proposte e stimoli che si susseguono a cambiano velocemente.
Tutti ne siamo quasi assuefatti.
Dicevo a Simona: ” Sai, ogni tanto mi aspetto, durante gli incontri di catechismo, di vedere qualche bambino tirare fuori un telecomando, puntarlo verso di me per cambiare canale, per cambiare argomento. E non credo che quello che stiamo facendo non interessi, ma è proprio l’esigenza, quasi fisica, di cambiare, in continuazione”.

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Ecco che allora quello che auguro ai miei ragazzi è che imparino a coltivare la capacità di rallentare, di creare degli attimi di silenzio, in cui tutto è fermo o quasi.
Anche perchè è solo nel silenzio che noi possiamo ascoltare Gesù che ci parla. E lui lo fa in ogni momento della nostra vita. Ma se noi continuamo a circondarci di rumori non riusciremo mai a sentire le sue parole.
“Ma tutto questo i bambini non riescono a farlo da soli!” – pensavo.

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Ieri tutta la nostra comunità era presente a festeggiare questi piccoli in quel momento bellissimo che stavano vivendo. Ma è troppo facile esserci quando è tutto bello, quando è tutto una festa.
La vera sfida per una comunità è continuare ad esserci, continuare ad accompagnare e sostenere i piccoli nel loro percorso di Fede.
Ecco che allora l’augurio per questi ragazzi è che possano trovare sempre una comunità che li accompagni, che possano trovare nella Parrocchia e nell’oratorio dei luoghi di riferimento e soprattutto possano trovare la presenza di una vera comunità educante.

La Prima Comunione non è che l’inizio di una nuova relazione con Gesù, un po’ più profonda e un po’ più personale ma da vivere in comunione ( appunto) con i fratelli.

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Un pensiero riguardo “Che cosa auguro ai miei ragazzi …

  1. Il tuo è forse l’augurio più bello!!! Non si pensa mai al tempo, alla velocità delle cose e i giovani oggi vanno sempre di fretta, cambiano in continuazione senza mai fermarsi su niente. Solo superficie. Passano sulle cose come il vento, veloci e senza lasciare traccia. Mai che si immergano completamente nelle cose, mai che si lascino conquistare completamente o assorbire del tutto. Il telecomando che hanno in testa cambia in continuazione le immagini sullo schermo e questo certo non fa bene alla mante e allo spirito.
    Ti mando un bacio
    Francesca

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