L’arte di comunicare

Per il mio corso di formazione continua per insegnanti yoga sull’ascolto sto studiando un libro suggerito dalla docente che tiene gli ultimi due incontri.
Lei è Bianca Bertetti, psicologa e psicoterapeuta, docente di Psicologia del ciclo della vita all’Università Cattolica del Sacro Cuore, autrice di testi sulla resilienza, cioè la capacità di trasformare le difficoltà in risorse.
La resilienza è stato il tema del primo incontro mentre sabato 6 giugno ci concentreremo sulla comunicazione.
E per questo ci ha appunto suggerito la lettura di questo testo…

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L’autore, famosissimo, è Thich Nhat Hanh, monaco buddista di scuola vietnamita.
Da sempre in prima linea al servizio della pace fin dai tempi della guerra del Vietnam, dedica la sua vita all’insegnamento del pensiero buddista.
In questo libro spiega con il suggerimento di pratiche concrete e accessibili come comunicare efficacemente con se stessi e con gli altri, dove efficacemente significa con gentilezza e consapevolezza.

” Nonostante tutte le nostre migliori intenzioni, la comunicazione è ancora una sfida per molti di noi.
Qual’è il modo migliore per dire quello che pensiamo affinchè il nostro interlocutore ci comprenda davvero?
Come possiamo imparare ad ascoltare con compassione e comprensione?
Le persone comunicano in modo diverso: come possiamo trarre giovamente dalle nostre reciproche differenze per rafforzare le nostre relazioni?”

Non l’ho letto tutto ma già dalle prime pagine sono stata colpita da parecchi suggerimenti.

Un paragrafo s’intitola “Le relazioni non sopravvivono senza il giusto nutrimento”.
“In una relazione siamo l’uno il nutrimento dell’altro perciò dobbiamo scegliere il tipo di cibo da offrire all’altra persona, il tipo di nutrimento che può contribuire a far prosperare le nostre relazioni. Ogni cosa – compresi l’amore, l’odio e la sofferenza – ha bisogno di nutrimento per continuare.
Se la sofferenza continua è perchè noi continuamo ad alimentarla.”

Questo passaggio è stato un po’ come un pugno in faccia per me.
Innanzitutto non ho mai pensato alla relazione come un qualcosa che si deve nutrire. Cioè ho sempre messo il mio impegno nei rapporti con le persone, ma non l’ho mai vista nell’ottica del nutrimento.
” Sto nutrendo bene le relazioni con le persone che amo? Marito, figlia, genitori, suoceri, amici?
“Sto donando loro cibo sano attraverso le mie parole e ciò che comunico loro?”
Mi sorgono tanti dubbi, in verità.
E questa sofferenza, questa irrequietezza che sembra aver trovato dimora dentro di me? Sono io stessa che la sto alimentando?
E solo questione di volontà trasformare un circolo vizioso di pensieri che fanno stare male in un circolo virtuoso pieno di pensieri luminosi e positivi?

Quanto su cui riflettere!!
O forse, in realtà, c’è poco su cui riflettere.
L’importante è agire e avviare questo processo di trasformazione.
Da qualche giorno ho stampato in testa questo pensiero: ” Non esistono cose belle e cose brutte. Esistono solo cose da vivere. A noi la scelta di come viverle”.

Più semplice a dirsi che a farsi, ma probabilmente è la strada giusta.

Questo post partecipa all’iniziativa ” Il venerdì del libro” di Homemademamma.
Buon fine settimana amici di blog!

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8 thoughts on “L’arte di comunicare

  1. Le frasi del libro che riporti hanno colpito tanto anke me..avevo sempre presente “gli amici hanno bisogno di cure costanti (come le piante)”..ma nn avevo mai pensato al “nutrimento delle relazioni”..che tipo di nutrimento offro alle mie relazioni? Aiuto..domanda impegnativa e risposte che comportano anke sofferenza..leggerò sicuramente qs libro!!!

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  2. …Se la sofferenza continua è perchè noi continuamo ad alimentarla.”
    Questa mi sembra la frase chiave di tutto il discorso. Ci dovrò meditare un po’ su. Se continuo a soffrire per una relazione disarmonica con le persone che ho accanto significa che io stessa nutro questa disarmonia. Non è facile capire che cosa si sbaglia ma sapere che quello che viviamo è lo specchio di ciò che siamo è già un grande passo.
    Grazie per i tuoi post, che sono sempre un bel nutrimento (approposito di nutrizione!!!).
    Un bacione
    Francesca

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  3. Non capisco perchè se commento sul tuo blog e poi clicchi sul mio nome si va al vecchio blog. Con gli altri siti, dopo aver corretto una volta, prende la correzione automaticamente con i commenti successivi. Qui non è così. Io mi dimentico di correggere di volta in volta e mi fa questpo scherzetto!!! Va be, dovrò ricordarmi ogni volta di correggere. Non pubblicare questo commento, è solo una comunicazione di servizio!!!!!!
    Baci
    Francesca

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  4. A volte quando metto commenti sul tuo non me li prende oppure me li prende doppi.
    Valli a capire questi blog!
    Magari non si piacciono. Chissene! L’importante è che ci piacciamo noi!
    Baci baci!

    P.S. Non credo che riuscirò a partecipare alla Giornata dell’Indipendenza Alimentare. Ci siamo presi una specie di influenza e io sono completamente afona e con una tosse da fumatore e Matilde ha raggiunto i 39,9 di febbre!
    Sarà tanto se riuscirò a fare un piattino di risottino in bianco!!!!!

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  5. Ciao, un tema importante quelli che affronti oggi! Lavoro con persone che si lamentano e basta…mu sono resa conto che ci casco anch’io e alimento questo clima orrendo e che mi deprime. Adesso che ho preso consapevolezza di questo mio consapevolezza sto cercando di prendere le distanze ( piuttosto che lamentarmi sto zitta) e spero di tutelare così la mia anima che ha bisogno di positività. Non mi piace rompere i rapporti, ma queste relazioni sono tossiche e corre trovare un modo sano per uscirne..proverò a cercare il libro che hai proposto in biblioteca. Ciao!

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  6. Se il risottino lo fai tu e non è precotto è comunque un Independence day… magari non pubblicherò la tua ricetta!!! 😉
    Mi raccomando, riguardatevi!!!
    mancava poco e non riuscivo a partecipare nemmeno io: Oggi è il primo giorno che mi muovo un po’. Domani mattina andrò a fare la spesa al mercato per L’ID ma sarò costretta a ridimensionare il programma perchè non riesco ad anadre in tutti i posti in cui mi ero ripromessa di andare!!!
    Bacioni
    Francesca

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  7. Ciao Catia, il tuo post ha colpito molto anche me, mi ha lasciato senza parole perchè è capitato in un momento in cui la mia difficoltà di comunicare in modo efficace mi tormenta, mi rendo conto che se non trovo il modo giusto rischio di rovinare la relazione con le persone importanti. Grazie per lo spunto, nulla avviene per caso!

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  8. Io sto cercando di applicare questi principi nella relazione con mia madre che è sempre stata un po difficile.
    Ho sempre dato la colpa a lei e alla sua incapacità di cambiare.
    Invece nel momento in cui ho cambiato io l approccio comunicativo con lei come per magia anche lei è (un pochino) cambiata.

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