Gli adolescenti e l’alimentazione

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E’ un gran bel problema!
Una delle domande che mi faccio più spesso ultimamente è “Che cosa cucino per Matilde?”.
La creatura è spesso inappetente, e questa inappetenza si fa sentire immediatamente al risveglio quando arriva in cucina tutta scompigliata e mi dice ” Stamattina non ho proprio fame, mamma”. E tu che fai?
La obblighi a ingollare qualcosa controvoglia? No!
Forse è uno sbaglio al quale se ne aggiunge un altro cioè metterle nella cartella un paio di merendine, così “… si tira un po’su a metà mattina…”.
E poi, mentre da una parte tu mamma cerchi di far mangiare tutta la famiglia in modo sano ( uno ci prova!), lei ti spiazza e ti dice: ” Mamma, domani dopo la scuola posso andare a mangiare il Kebab insieme ai miei compagni?”. E tu che fai? Le dici di no? No di certo! I suoi compagni sono la sua vita in questo momento!
Insomma che fare?
Il binomio cibo – adolescenza non è sempre dei più felici.
Se siamo fortunati saranno solo un po’ ribelli su che cosa gli presentiamo nel piatto ( effettivamente potremmo cominciare a chiedere loro che cosa gradiscono…).
Ma gli adolescenti sono facilmente influenzabili rispetto ai messaggi pubblicitari e ai modelli che questi ultimi propongono cioè corpi perfetti. Da qui può iniziare a crearsi un cattivo rapporto con il cibo ( che nasconde un cattivo rapporti con se stessi) e i conseguenti disturbi alimentari.
Io come genitore continuo a ripetere a mia figlia che se dovesse essere a disagio, dovesse sentire qualcosa che la turba, la infastidisce, non deve mai avere paura di parlarne, perchè soltanto parlando e quindi sapendo potremmo aiutarla.
Io intanto continuo con i miei tentativi di alimentarla in maniera sana e per stuzzicare il suo appetito fin dal mattino cosa c’è di meglio che una bella crostata fatta in casa? Pere e cannella!!!! Dall’aspetto inquietante ma che profumo!!!!!!!

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Intanto nel libro “Yoga per adolescenti” che sto leggendo, la dottoressa Dacia Dalla Libera, specializzata in Neurologia e Medicina Ayurvedica, trattando proprio del fuoco dell’adolescenza, periodo di grandi passioni, di energia e di pulsioni, suggerisce di spegnere questo fuoco anche con un’alimentazione appropriata.

” Iniziamo dalle cose semplici, nutrendo i tessuti che crescono, rinfrescandoli con tutto ciò che per loro è maggiormente appropriato: mangia cibi freschi, tanta frutta e verdura, latte, mandorle, semi di girasole, petali di rosa, noci, succo di aloe vera, menta, coriandolo, cardamomo, riso, orzo ed evita i sapori acidi e piccanti o troppo salati o caldi.
Niente fast food alla mucca pazza, niente cibo omologato ma cibo per te, solo per te“.

C’è tra i nostri lettori qualche genitore di adolescenti alle prese con lo stesso problema?
Confrontiamoci!!!

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10 pensieri riguardo “Gli adolescenti e l’alimentazione

  1. l’adolescenza dei miei figli è lontana e mi viene da dire ” per fortuna”…..ma ricordo molto bene tutto ciò che tu racconti. i problemi maggiori sono stati con Silvia, che, a 14 anni, si era messa in testa di essere grassa. Il fatto è che si confrontava con la sorella maggiore, microbo da quando è nata ( ora, a due mesi dal parto, è sottopeso e, credimi, non è facile) : lei, a 14 anni , era alta 165 cm. e pesava……48 chili!
    così ho interpellato una nutrizionista, specializzata in problematiche adolescenziali . Le ha spiegato mille cose e le ha preparato un piano- dieta, che l’ha fatta sentire tranquilla e seguita: mangiava molto più del suo solito, ma meglio!
    Su una cosa, però, sono stata sempre piuttosto ” rigida”: la prima colazione. Si metteva tavola la sera , loro adoravano il salato perciò preparavamo toast, focacce ecc.Per la merenda di metà mattina una fettina di torta casalinga oppure due micro- panini con formaggio o con quello che volevano.
    La cosa più….buffa è che proprio Silvia, refrattaria ad ogni tipo di frutta e verdura ( se non camuffata….)da 10 anni è vegetariana!
    il kebab con gli amici ci sta, eccome ed è pure giusto.
    ma a casa la musica deve essere diversa e, tolto ciò che proprio a loro non piace ( Tommaso, ad esempio, che ha sempre mangiato ogni genere di verdura, non sopporta le melanzane) non credo gli si debba chiedere ” cosa vuoi mangiare”?. il mio mitico pediatra, che era specializzato in scienza dell’alimentazione, mi diceva sempre che i bimbi vanno messi a tavola con noi da subito, già dallo svezzamento e devono mangiare ciò che c’è! .E che il nostro ” poco” è ciò che basta loro!
    un grande abbraccio Emanuela (…di nuovo nonna, so che non c’entra ma ne sono così fiera e felice!)

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  2. Ciao Emanuela, da tanto non ti leggevo e mi chiedevo se il nipotino era nato e se era andato tutto bene.
    Sono molto felice per te!
    Credo che ogni nipotino così come ogni figlio rappresenti una nuova avventura da vivere con passione ed entusiasmo.
    Se domando a Matilde cosa vuole è semplicemente perchè vorrei vederla mangiare un pochino di più e se preparo cibi di suo gradimento….
    Ma sono d’accordo con te!
    Un’altra cosa che non mi piace fare è preparare cose diverse per ogni membro della famiglia.
    Se a cena c’è il passato di verdura lo mangiamo tutti! Pure mio marito che fa sempre storie e che sotto questo punto di vista è stato invece sempre un po’ accontentato!
    Un abbraccio

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  3. Ciao, anche io con mia figlia grande(16anni) ho qualche difficoltà nella preparazione dei pasti e cerco di assecondarla .. Si è messa in testa di avere i fianchi troppo larghi… Ma è alta circa 1,67 ed arriva a stento a 50 kg.. ! Come si fa? Mangia come un uccellino ed anche io non le nego mai l’uscita a mangiar schifezze con le amiche quando capita! Un abbraccio antonella – firenze

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  4. Il mio problema piú grande su questo argomento é il fatto che “questo non piace a X” e “quello non piace a Y” (e quando dico “non piace” significa che non lo mangiano proprio!), oppure “piace a X ma Y non lo deve mangiare per via dell’intolleranza alimentare”… uff, é proprio difficile! Quasi sempre va a finire che devo cucinare in modo diverso per ogni membro della famiglia. Aggiungi poi che ognuno, tra scuola e lavoro, di sera torna a casa ad un’altra ora peró sono cosí affamati che non vogliono aspettare nemmeno un minuto e cosí cerco sempre di aver giá preparato tutto o quasi, insomma una bella impresa… Vabbéh, prima o poi passerá anche questo periodo. Ricordo che anch’io a quell’etá non ero una “forchetta semplice”. 😉

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  5. cara Catia sono come tu dici la tua “suocera preferita” ma questa volta non sono completamente d’accordo su quanto scrivi. E’ vero che bisogna imparare a magiare quello che una cucina e variare ma non posso pensare che a tutti piacciano le stesse cose. Io per esempio non amo il pesce e quando lo cucino per nonno Antonio( e lo faccio anche due volte a settimana) io non lo mangio preferisco mangiarmi una fettina di pollo oppure un pezzettino di formaggio con la verdura e ti assicuro che spesso faccio anche due tipi di verdure.
    Se una cosa non piace non ti viene neppure la voglia di mangiare, l’appetito va stimolato anche con cose di proprio gradimento, così è il mio pensiero ; è quello che i miei mi hanno insegnato
    nonna Mariuccia

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  6. Cara nonna Mariuccia,
    il problema è che l’educazione alimentare va fatta fin da bambini e se i bambini vengono completamente accontentati e non li si educa a mangiare tutto i risultati sono questi.
    Sono un po’ severa su questo punto, ma ne sono convinta!

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  7. Ecco, Catia… su quest’ultimo commento sono d’accordo con te, nella teoria.. ma quant’è dura la pratica! mi sento sempre un po’ persa quando si parla di cucina..
    un saluto

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  8. Ciao Dani,
    è ovvio che se a Matilde proprio una cosa non piace non gliela faccio ingollare con la forza. Ricordo che da piccola odiavo le zucchine e mia madre non me le faceva mangiare per forza però per altri cibi che mi piacevano poco ma agli si, mia madre mi diceva che li preparava perchè una volta accontentava uno e una volta accontentava l’altro. Io sono cresciuta con l’idea di questa chiamiamola “attenzione” che condivido e cerco di trasmetterla a Matilde.

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