La scelta che ho fatto

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Le ultime due settimane sono state molto faticose per me.
Mi sono divisa tra vari ospedali e cliniche in cui ho portato i miei genitori a fare visite, controlli e terapie, Matilde che ha affrontato le prime verifiche di questa terza media che si sta rivelando piuttosto faticosa, i primi incontri di catechismo che ovviamente hanno richiesto un’adeguata preparazione, le lezioni di yoga per le mie allieve alle quali ho dedicato del tempo e delle energie.
Senza contare i lavori domestici routinari, lavare, stirare, cucinare e riuscire a dare una parvenza di ordine alla casa.
Venerdì sera ero stanca, veramente molto ma molto stanca.
Ho iniziato a pensare a come sarebbe la mia vita se avessi un lavoro che mi tiene fuori casa per otto ore al giorno e dovessi delegare molte delle cose che ho elencato sopra a qualcun’altro.
Probabilmente sarei meno stanca, ma conoscendomi molto meno felice.
Matilde aveva più o meno un anno quando Luca ed io ci siamo seduti al tavolo della cucina e abbiamo iniziato a fare quattro conti per vedere se potevamo vivere con un solo stipendio.
Si, perchè io avevo realizzato che il mio più grande desiderio era quello di prendermi cura della mia famiglia totalmente.
Abbiamo realizzato che sarebbe stata molto dura, che avremmo dovuto rinunciare a vacanze e viaggi “accontentandoci” delle nostre colline per la villeggiatura, a teatri e cinema vari ecc…
Ma ci abbiamo voluto provare.
Non è andata male e anche quando Luca è stato in bilico per il suo lavoro non abbiamo mai perso la speranza e soprattutto i nostri genitori ci sono stati vicini sostenendoci psicologicamente e anche, non mi vergogno a dirlo, economicamente.
Tutti hanno rispettato la mia scelta.
Ed è una scelta che rifarei e che rinnovo ogni giorno.
Luca dice che spesso non si vede, ma vi assicuro che questa scelta mi rende felice.
Molto stanca ma molto felice.
Nel fine settimana mi sono imposta di riposare, di adempiere ai miei doveri casalinghi molto lentamente, senza fretta.
Mi sono goduta le piccole cose che la mia casa mi regala per ritemprarmi e riacquistare energia, come ammirare i colori dei miei ciclamini sul davanzale della finestra o accendere solo una lampada per creare un’atmosfera calda e avvolgente, provare un piatto nuovo o riprovare con uno già rodato, ammirare un disegno di mia figlia o ancora perdermi nei grandi occhi rotondi del mio micio…
Ho voluto trovare il tempo per una breve meditazione, cosa che non riuscivo a fare da molte settimane ormai e che mi mancava.
Insomma ho desiderato ritrovare un pochino me stessa, senza pensieri.
Ho voluto trovare un tempo necessario per ricaricarmi e ritornare rinnovata a vivere felicemente la scelta che ho fatto.

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11 thoughts on “La scelta che ho fatto

  1. È una scelta che sto meditando anch’io da un po’ di tempo.
    In effetti non è semplice e rischia di essere avvilente per certi versi, ma sono convinta si possa rinunciare a certe cose materiali, alla vacanza costosa, all’abbigliamento troppo griffato o a quello che vuoi, per ricevere regali immensi quando la vedi dal punto di vista morale: curare i tuoi figli in modo profondo, essere totalmente presente durante la loro crescita e le loro prime volte, essere con loro nei momenti delle scoperte impreviste. So che tutto questo si può fare anche e nonostante il lavoro, lo so. Ma mi rendo conto che certe cose, purtroppo, si sentono (e le sentono loro, soprattutto) di più. Io sono cresciuta con una mamma che ha fatto la tua stessa scelta e oggi, quando mi sono chiesta cosa avrei voluto di più per i miei figli, la risposta è stata quell’ “esserci”.

    Mi auguro di riuscire anch’io in questa decrescita progressiva. Che poi la chiamano decrescita ma a me sembra molto più un arricchimento!

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  2. Che bel post e anche belle foto (la tua che mediti con vicino il micio poi è proprio dolce), danno entrambi l’idea di raccoglimento, di calma e di gioia consapevole. Buona settimana!

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  3. Penso che in ogni caso, sia di lavoro extra casalingo sia di lavoro solo casalingo, l’importante sia riuscire a ritagliare qualche decina di minuti al giorno solo per noi da dedicare a quello che serve a noi stesse. E’ sicuramente bello e gratificante prendersi cura dei famigliari ma non dobbiamo dimenticare che “esistiamo” anche noi, con i nostri bisogni di spazi, tempo ecc.

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  4. ho iniziato a lavorare quando Giulia aveva 6 anni e mezzo e Silvia e Tommaso tre; è stata necessità e posso anche ritenermi privilegiata per aver avuto ed avere un lavoro che mi ha sempre permesso di trascorrere i pomeriggi con loro, andarli a prendere a scuola, all’asilo, portarli a giocare, seguirli nelle loro attività.Adesso che sono adulti… posso dire che me ne starei volentieri a casa?
    Ho sempre pensato che la ” riuscita” della mia vita dipendesse da tanti fattori, non sono mai stata donna in carriera, ho sempre privilegiato il TEMPO all’avere qualche soldo in più. Anche ora appena termino il mio orario, ” scappo”: oggi ho fatto una bellissima camminata sul mare, prima di rientrare!
    e comunque- REGOLA FERREA- nonostante il lavoro, la casa ,tre figli, ho sempre ritagliato il mio tempo ! magari mezz’ora, levato, senza alcun senso di colpa, allo stirare ( NON stiro da 7 anni!) o al togliere la polvere! Mi sono sempre concessa il libro sul divano, la tisana, la chiacchiera con le amiche, il bagno con il bagnoschiuma profumato, la cura delle mie piante sul mio piccolo balcone e pazienza se la polvere si toglie il giorno dopo. A tutto questo, al tuo tempo,al tempo per te, non rinunciare mai!
    un abbraccio grande
    Emanuela

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  5. Come scrivi tu, é importante che sia una scelta consapevole. Mi dispiace per tutte le persone che non possono scegliere, nemmeno per un certo periodo durante la vita, ma devono continuare a “pedalare e pedalare” per motivi economici, su questo aspetto il nostro sistema di societá ed economia secondo me ha qualcosa che non va per il verso giusto. Anche per questo motivo mi piace l’idea del reddito minimo universale che lascerebbe “scegliere davvero” peró lo so che probabilmente la nostra generazione difficilmente lo vedrá realizzato, la politica va in un altra direzione. 😛
    ——-
    Ehi, quei disegni sono di Matilde? (wow!!)
    ——
    Catia, se tutto va bene la prossima settimana riesco a spedirti tu-sai-cosa, sono in stampa proprio adesso! 😀 a presto e buon inizio della nuova settimana

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  6. E’ una scelta che a suo tempo avevo meditato anche io ma, messi attorno allo stesso tavolino, Roberto ed io, abbiamo capito che non si poteva fare. Mio marito non ha uno stipendio fisso, come insegnante sportivo guadagna se da lezioni ma ci sono stati momenti che, davvero, di lezioni ne dava pochine! Il mio stipendio, per quanto piccolino, aiuta ad avere almeno un margine di sicurezza… e poi con due figli adolescenti!!!
    Ma apprezzo la tua scelta, che sarebbe stata anche la mia se avessimo potuto, e un po’ anche ti invidio!!!
    Ti abbraccio forte
    Francesca

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