Ma come mi vesto? O meglio come non piacersi in questi giorni!

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Forse è un argomento frivolo, ma in questi giorni mi ritrovo spesso davanti all’armadio spalancato e rimanere ferma per dieci minuti buoni a decidere che cosa indossare per uscire.
Beh! L’armadio non è propriamente vuoto eppure ( o forse proprio perchè non è vuoto) non c’è nulla che mi soddisfa.
Giovedì pomeriggio, per andare all’incontro di catechismo, volevo togliermi la divisa da lezioni di yoga ( tuta e scarpe da tennis) e indossare qualcosa di diverso, chessò un vestito per esempio. Così mi sono provata diverse cose, ho fatto accostamenti anche azzardati tra colori (ho voglia di colore!), abbinamenti improbabili ( mio marito mi dice di osare qualche volta!) e ogni volta mi guardavo allo specchio e mi dicevo: ” No! Così mi sembro mia nonna!”, ” No, non sono più una ragazzina!”, No! Così avrò troppo freddo!” …..
Alla fine jeans, maglione e scarpe da tennis. Quindi più o meno nulla di diverso dal solito.
Ripeto, forse non è la cosa più importante del mondo, ma penso che sentirsi a proprio agio in ciò che si indossa sia benefico e a volte terapeutico e io ultimamente non mi sento a mio agio con nulla.
Intanto mia madre mi ha fatto un regalo gradito: una graziosa sciarpa lilla. Ma già la domanda sorge spontanea: “Con che cosa la metto?”.
E dopo questo sfogo frivolo del sabato mattina, auguro un buon fine settimana a chi passerà da queste parti e chiedo: “Che rapporto avete con ciò che indossate? Vi sentite sempre a vostro agio?”

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7 thoughts on “Ma come mi vesto? O meglio come non piacersi in questi giorni!

  1. non è per nulla un argomento frivolo, sai?
    e mi viene a sorridere , perchè, nonostante i miei 57 anni, la mia mamma continua ancora a dirmi” potresti vestirti un po’ più da signora!!!” e ogni volta mi viene da ridere, pensando che Lei pensa al tailleur o magari alla scarpa con il tacco!
    Ciò che si indossa fa parte di noi, è noi, è il nostro essere: non lo scegliamo mica per caso.
    e se hai voglia di colore OSA. E la sciarpa lilla mettila come ti pare, se ti fa star bene.
    io continuo ad amare – ed a indossare – i miei jeans, le mie sciarpe, i miei stivali e le mie scarpe rasoterra (…nonostante la mia bassa statura) e, soprattutto, i miei capi etnici che adoro: venerdì mi sono regalata un vestito nepalese!
    io sono questa e sono così.
    Sai tu, dentro di te, ciò che ti fa star bene.
    un grande abbraccio
    Emanuela

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  2. E’ proprio perchè ciò che indossiamo fa parte di noi che sono un po’ in crisi. E’ come se fosse un po’ una crisi d’identità. Il non sapere da che parte andare.
    Se ho i pantaloni vorrei avere la gonna e viceversa. Se sono fuori a fare una passeggiata vorrei essere a casa a fare i mestieri e viceversa.
    Forse è solo un periodo di stanchezza e comunque devo riprendere a meditare e praticare yoga seriamente. So che mi aiuterebbe molto ma quando è cominciata la scuola non riesco più ad organizzarmi, accidenti!!!!

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  3. Siamo donne, penso sia normale. 🙂
    Ho un armadio pieno di vestiti e immancabilmente non so mai cosa mettermi: “no è fuori luogo, no è leggero, no non voglio metterlo…” Ne ho sempre una!
    Comunque la sciarpa è bellissima! 🙂

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  4. cero che riesci ad organizzarti! che poi non devi organizzare le giornate o il tempo……sei tu che lo dici, che non sai da che parte andare…..Siediti, fai un lungo respiro, guardati attorno. Datti delle priorità. Non sentirti in colpa per ciò che non fai, perchè fai altrettanto.
    Una cosa alla volta, con calma e lentezza.Senza correre.
    e mettiti la sciarpa lilla, che secondo me ti sta benissimo.
    un abbraccio grande grande
    Emanuela

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  5. Capisco benissimo la tua insoddisfazione, perché è la stessa che muove le mie amiche a chiamarmi per cercare quella “via di uscita” alla omologazione che ci circonda, con un occhio di riguardo ai costi. Purtroppo si è persa la capacità di ago e filo, la stessa capacità che mi ha spinta a farne quasi una professione. Se tu provassi ad acquistare una stoffa con i colori che in questo momento più ti rappresentano, anche un semplice scampolo acquistato al mercato, a farti aiutare per decidere cosa farne e come, in modo che evidenzi il meglio di te, troveresti che il vestirsi è quasi terapeutico. Forse è il modo più diretto che abbiamo per dare sfogo alla nostra unicità. Prova!
    Un saluto.

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  6. Ciao Sabrina e grazie per il tuo passaggio.
    Proprio ieri pomeriggio ho condiviso con mia madre questo sfogo.
    Lei si confeziona abiti da sempre pur non essendo una sarta ma coltivando questa passione con entusiasmo e creatività.
    La osservo quando l accompagno nei negozi di tessuti e sceglie ciò che è adatto a lei e le fa stare bene.
    Nelle prossime settimane uscirò di nuovo con lei e inizierò questa sorta di terapia, per aumentare l attenzione verso me stessa e verso ciò che meglio mi rappresenta.

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  7. Anch’io sono sempre insoddisfatta di ciò che indosso, e anch’io faccio come te: se mi prendo una mattinata per me ad esempio, poi va a finire che penso che forse era meglio stare a casa a fare i mestieri, e viceversa!! A volte, sapendo prima di questa mia tendenza all’insoddisfazione in generale, cerco di prevenirle. Il mettere a fuoco la cosa impedisce alla mente di giocare brutti scherzi. Comunque in certi casi forse bisogna rallentare e fare spazio nella mente. Un abbraccio

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