Sensibilità al cibo

Da tempo ho il sospetto di avere problemi con i prodotti lievitati e fermentati.
Pizze, focacce, pane, legumi mi danno gonfiore, pesantezza e mi provocano una stanchezza ormai cronica.
Non sono però allergica come dimostrano le prove che ho fatto.
Il mio medico curante mi ha detto che escludere un’allergia non significa escludere anche un’intolleranza.
E così tre settimane fa ho fatto un test per le intolleranze alimentari, e più precisamente il Vega-Test.
Il Vega test permette di individuare la compatibilità tra il proprio organismo e alcuni alimenti, accertando se una particolare dieta sia adatta o meno per la specifica persona. Il test si svolge attraverso un’apparecchiatura elettronica che permette di valutare la risposta dell’organismo ad alimenti.
Il Vega test consiste nella misurazione, non invasiva ed indolore, della resistività cutanea del paziente in risposta a fiale test, contenenti estratti delle sostanze da testare, ad esempio alimenti.
Si inseriscono le fiale test in un circuito di misurazione e, tramite l’esercizio di una leggera pressione con un puntale sul dito della mano del paziente, l’operatore può visualizzare dei valori sullo strumento misuratore.
«Qualora vi sia una caduta di energia in corrispondenza di una determinata fiala, emerge che quell’alimento crea stress al nostro fisico e ne siamo pertanto intolleranti. L’alimento in questione deve essere eliminato o, meglio ancora, introdotto a rotazione per un periodo limitato.
( tratto dal sito http://www.humanitasalute.it).

Il test ha dato degli esiti che mi hanno un pochino sconvolto.
Infatti non solo ha confermato il mio sospetto sui lieviti, ma è emerso che sono sensibile ( il medico che mi ha fatto il test non ha parlato di intolleranza, ma proprio di sensibilità) ad un sacco di alimenti.
Nella fattispecie:
– lieviti
– frumento
– gruppo delle solanacee ( pomodoro, peperoni, melanzane, patate)
– latte e derivati
– carne rossa e carne di maiale
– lattuga e indivia

Il consiglio del medico è stato quindi quello di eliminare per un mese o due tutti questi alimenti per disintossicare l’organismo e riprendere anche energia ( la prima domanda che mi ha fatto è stata: ” Si sente stanca?”) unitamente ad una terapia a base di rimedi fitoterapici e un integratore per disintossicare il pancreas.
Devo dire che mi fa davvero specie pensare al mio organismo intossicato dal cibo, ma evidentemente…
Comunque la mia prima reazione è stata: “Adesso che cosa mangio?”
In realtà poi, dopo aver fatto l’elenco dei cibi no e di quello dei cibi si, mi sono accorta che posso alimentarmi bene anzi forse anche meglio. Si tratta di vincere la mia pigrizia cronica nel cucinare.
Ho iniziato a pensare alla colazione, che ho sempre fatto alternando biscotti confezionati, deleteri, alle mie crostate ( che però non andavano bene in quanto erano presenti farine di frumento o di farro e il burro che è un latticino).
Ieri pomeriggio mi sono messa all’opera e ho fatto dei gustosi biscottini con la farina di riso senza burro…

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Mi sono poi ricordata di un libretto carino, comprato ormai tantissimi anni fa, sulle intolleranze. L’ho ripreso e ho visto che effettivamente le possibilità sono tante.

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Dovrò scoprire nuove combinazioni di alimenti e nuovi sapori.
Insomma inizia una nuova esperienza!

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7 thoughts on “Sensibilità al cibo

  1. Interessante questo Vega-test. Se non ho capito male il principio è quello della Kinesiologia?
    Dovrei fare anche io un test del genere ma penso che in Accademia, a livello pratico, ce lo faranno sicuramente fare!!! Temo anche io di essere intollerante a un bel po’ di cose perchè spesso sono stanca e mi viene mal di testa senza apparente motivo.
    Bacioni
    Francesca

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  2. Cara Catia, come sai anch’io ho avuto parecchie intolleranze e anch’io mi ero messa a cucinare, soprattutto per la colazione… ma con risultati disastrosi!! i primi biscotti al riso che avevo fatto sono usciti CARBONIZZATI dal forno, neri come l’inchiostro di china! un fumo in tutta la casa, e per di più avevo ospiti che mi erano stati presentati proprio in quel momento!!! che disastro!!!
    però poi per fortuna sono migliorata!!! 😀

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  3. Ciao Dani,
    i miei biscottini sono venuti bene. Solo che la farina di riso è difficile da lavorare. E’ più friabile e anche il risultato è diverso dai biscotti con la solita frolla. Però nel complesso sono contenta.
    Ora non mi resta che trovare anche dei primi piatti gustosi e sani per disintossicarmi.
    un abbraccio!

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  4. Cara Catia, ti leggo spesso ma oggi devo anche commentare. Il vega test non è affidabile, attenta a modificare tutta la tua vita seguendo indicazioni di medici ( o altro) non perfettamente preparati. Ti segnalo questo link che contiene anche la tabella delle intolleranze riconosciute (non si è intolleranti a cibi ma a sostanze contenute nei cibi, tipo istamina o caffeina). Con tanti auguri per la tua salute.

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  5. Ciao Andrea e grazie per il tuo intervento.
    Circa l’attendibilità del Vega Test mi aveva già allertata Luca, mio marito che è un accanito sostenitore della medicina tradizionale e guarda sempre con qualche sospetto le soluzioni alternative.
    Ho pensato però che non mi costa nulla provare ad eliminare dalla mia dieta per un certo tempo questi cibi a cui, secondo il test sono sensibile e vedere come va.
    Posso scoprire che non fa per me, ma devo comunque provare.
    La mia salute viene prima di tutto e quindi sono pronta a fare marcia indietro se vedo che alcune soluzioni non fanno per me.
    Un abbraccio e grazie

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  6. Benvenuta nel mondo delle allergie, intolleranze e via dicendo. Anch’io mi sentivo sempre come te, ma davo la colpa al mio ipotiroidismo. Invece un po’ di anni fa ho provato la dieta a zona e sono rinata. Dopo i primi tempi ho capito, però, che erano gli alimenti con il glutine a darmi problemi e così li ho praticamente eliminati, correggendo nuovamente la mia alimentazione. L’anno scorso abbiamo scoperto la celiachia a mia figlia minore e quindi abbiamo dovuto fare tutti gli esami, ma i miei non sono attendibili, perché non mangiavo glutine da tempo e non ho potuto neanche riprendere a mangiarlo per i sei mesi richiesti, perché stavo malissimo. Conclusione: sono, molto probabilmente, celiaca, ma non riconosciuta dal sistema sanitario, con tutto quel che ne consegue!!! Quindi ti consiglio di fare i “classici” esami, prima di variare l’alimentazione, perché costa, eccome!!! Comunque, scoprire di essere “diversi”, se affrontato con il giusto spirito, è un ‘ottimo stimolo per dilettarsi in una nuova avventura culinaria!!! Buona giornata.

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