Dare risonanza al Natale

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E’ quello che faremo io le mie colleghe catechiste in questa settimana di ripresa del catechismo dopo le vacanze.
Far rivivere l’evento del Natale ai bambini non significa soltanto farsi fare l’elenco dei regali che hanno ricevuto ( cosa che succede regolarmente) ma invitarli a ripensarci dando anche un po’ di spazio alle emozioni.
Non è sempre facile.
Non per tutti i bambini il Natale è un evento emozionalmente positivo.
Mi ricordo l’anno scorso uno dei miei bambini ha raccontato il suo Natale mettendo l’accento su come la giornata sia trascorsa passando dalla casa del padre dove aveva trascorso la vigilia e la mattinata del 25 dicembre alla casa della madre nel pomeriggio.
Ha raccontato il tutto respirando velocemente, con un affanno addosso come se ancora stesse vivendo quella frenesia.
“L’unico vantaggio è che quando hai i genitori separati hai doppi regali”.

Per quest’anno ho pensato di non far raccontare nulla in particolare ma di centrare l’attenzione sulle parole che hanno rappresentato il loro Natale. Ci saranno parole comuni ( sarà interessante vedere quali) ma anche parole che hanno caratterizzato in modo particolare e personale il Natale di ciascuno.

Ho fatto disegnare a Matilde un bambino che sta riflettendo su queste parole.

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Alla catechista poi il compito di tradurre queste parole in un messaggio che fa capire che Gesù è sempre con noi, qualunque cosa succeda. A questo proposito mi viene in mente un particolare dell’omelia del parroco di ieri mattina.
Lui è stato missionario in Congo per molti anni e raccontava di come ci siano ancora i riti di passaggio ai quali si sottopongono i ragazzini di 12 anni e che segnano appunto la transizione dall’infanzia all’età “adulta”.
Uno di questi riti consiste nello stare nella foresta una notte, al buio, al freddo e in balìa di bestie più o meno feroci.
I ragazzini sono bendati e i rumori sono ancora più amplificati.
La notte passa, i ragazzini hanno avuto ovviamente paura, soprattutto della solitudine.
Ma quando tolgono la benda si accorgono che vicino c’è il loro papà che li ha tenuti d’occhio tutta la notte, per proteggerli in caso di necessità.
Ecco cosa dico sempre ai miei bambini quando mi raccontano delle loro difficoltà: Gesù è sempre con noi, anche se non lo vediamo.
Per me è una certezza!

A proposito le mie parole per questo Natale sono state: luce, famiglia, tenerezza, creatività.
E le vostre?

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7 thoughts on “Dare risonanza al Natale

  1. Molto bello il racconto dei rito di passaggio, lo terrò presente per i miei bambini del catechismo. Direi che questo Natale è stato all’insegna del: “va dove ti porta il cuore”, libertà dagli stereotipi. Buona giornata.

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  2. Profonda emozione ho provato leggendo il “rito di passaggio”..il mio momentaneo sgomento iniziale si è trasformato in un “sorriso” del cuore..e il paragone con Gesù mi piace tanto e calza a pennello..sei una catechista speciale!

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  3. La parola del MIO Natale è stata “mamma”. Ho avuto a casa mia la mia mamma e questo ha creato problemi, incomprensioni, difficoltà, fatica, tristezza … ma anche la certezza dell’amore che c’è tra noi.

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