Un sapere che si apprende dal fare

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Sabato scorso siamo stati all’Open Day del futuro liceo artistico di Matilde.
Quando una scuola si presenta ovviamente elenca tutti gli elementi positivi e i punti di forza.
E in effetti è stato così anche questa volta, ma c’è stato qualcosa di diverso.
La docente incaricata di accoglierci e illustrarci l’offerta formativa e le varie attività si è effettivamente soffermata poco su questi punti sottolineando invece come a dispetto dell’ambiente ( si tratta di un edificio fatiscente e con numerosi lavori di ristrutturazione in corso) l’aria che si respira è ricca di vita e di entusiasmo.
E questo è per merito degli studenti.
Il liceo artistico è un tipo di scuola in cui si fa, si crea, si manipola, si tratteggia, si costruisce e io sono sempre più convinta che l’apprendimento passi innanzitutto dal fare, dal creare, dal costruire.
L’esperienza scolastica di Matilde che io vivo intensamente ogni giorno da otto anni ormai mi ha insegnato questo.
Lo pensavo anche prima dell’incontro con la dislessia.
Questa esperienza non ha fatto altro che dare più profondità e radici a questa mia convinzione.
Coltivare la conoscenza attraverso l’esperienza, rielaborare concetti trasformandoli in qualcosa di concreto ( pittura, scultura, fotografia, multimedialità) e soprattutto avere la possibilità di sviluppare e affinare una sensibilità già presente.
Abbiamo visto una Matilde molto attenta, sempre riservata nell’esternare le sue emozioni ma contenta e convinta che questo tipo di scuola sia quello che fa per lei.
La possibilità di creare, di sperimentare, di giocare con colori e materiali sarà estremamente “terapeutico” per lei.
Ne sono sicura.
E intanto sta finendo il primo quadrimestre di questa terza media fa-ti-co-sis-si-ma!!!!
La fatica sta nel trovare modi per non dispendere più energia del necessario e per non arrivare all’esame sfiniti.
Le idee in proposito sono tante. Purtroppo il tempo è poco!
Ho pensato di destinare molti più post al nostro homeschooling part-time ( un po’ trascurato ultimamente) e all’elaborazione di strumenti compensativi per tenere traccia insieme a voi degli ultimi tratti della scuola media.

Buon inizio settimana!

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6 pensieri riguardo “Un sapere che si apprende dal fare

  1. Una docente che mette in risalto gli studenti..sottolineando d che sono l’anima della scuola..questo istituto si presenta proprio bene..solitamente negli open-day..mettono in evidenza quello che la scuola offre e non quello che gli studenti “trasmettono”..penso che abbiate proprio trovato la scuola giusta!

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  2. Ovviamente sono stati illustrati i progetti, le iniziative, i premi legati all’attività della scuola ma quello che ci ha tenuto a trasmettere la docente è stato per esempio che sono stati gli stessi ragazzi a chiedere di collaborare per rendere migliore l’ambiente sfruttando le loro capacità e i loro talenti perchè in quell’ ambiente si trovano bene e se ti senti a tuo agio in un luogo fai di tutto per renderlo ancora più confortevole come la propria casa.

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  3. Ciao, sono perfettamente d’accordo con lei!Immaginazione e creazione sono le abilità principali nei disturbi di apprendimento, che definirei meglio come “diversità di apprendimento”.
    Alla luce di questo, vorrei “correggere” il termine “terapeutico” che usa nel tuo post. Esattamente non si tratta di terapia, ma di dare la possibilità ad un cervello che lavora sulle immagini (e non sulle lettere), di esprimere il suo potenziale effettivo.
    “I disturbi di apprendimento esistono perché esiste una scuola limitata”
    Mi congratulo per la scelta che ha fatto! Sicuramente sua figlia sarà felice.
    Grazie 🙂

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  4. Matilde mi ha detto che all’Open day al liceo che frequenterà ha trovato persone simpatiche e disponibili. Sono contenta e certa che saprà dare il meglio di se stessa
    nonna Mariuccia

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  5. Ciao Benny e grazie per il tuo commento.
    Ho usato la parola “terapeutico” forse impropriamente, per indicare un qualcosa che fa stare bene ( come per me è terapeutico lavorare a punto croce dopo una giornata passata a fare i mestieri o stirare, cose che sono mio dovere ma che non gradisco particolarmente). Per Matilde la possibilità di poter avere molte materie in più rispetto alla scuola media che riguardano il disegnare e lo sfogare la sua creatività le faranno bene e compenseranno la fatica che lei ovviamente fa nelle materie di studio propriamente dette.

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