Wednesdayogaparty: osservare la propria condotta

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(Illustrazione di Mike Medaglia)

Nella sua lettera ai Galati, San Paolo ad un certo punto dice:
“Ciascuno invece esamini la propria condotta e allora troverà vanto riguardo a se stesso soltanto e non riguardo agli altri”.

Mentre leggevo queste parole, durante la Messa di domenica scorsa mi è inevitabilmente venuto in mente il paragone con la disciplina dello yoga.
Sicuramente San Paolo non pensava a questo e il mio errore è di estrapolare una frase da un contesto dal significato ben preciso. Ma mi ha colpito e fatto riflettere.

Lo yoga è una pratica individuale.
E’ un percorso che ci fa conoscere meglio noi stessi, ci fa migliorare e ci da una forte carica per poi agire nel mondo e con le persone in un modo genuino e mi verrebbe da dire sano.
Con le mie allieve stiamo riflettendo sul valore degli yama e niyama di Patanjali che non sono altro che delle indicazioni per stare bene con gli altri ( yama ) e con se stessi ( niyama ).
La loro “osservanza” richiede un gran lavoro di consapevolezza e una grande disponibilità e curiosità a conoscerci meglio.
Ma anche la pratica fisica dello yoga, lo hatha yoga, deve essere secondo me vissuta in quest’ottica. Ogni asana, ogni modificazione del respiro, ogni gesto deve essere accompagnato da una presa di coscienza di ciò che sta accadendo al nostro corpo e all’energia ad esso collegata.
Il nostro corpo, non il corpo degli altri.
Ecco perchè è importante “osservare la propria condotta” e gioire dei propri miglioramenti in termini di una maggiore elasticità muscolare, una maggiore scioltezza a livello di articolazioni o una maggiore capacità di aumentare, anche se di poco, il tempo di un respiro.
Lo yoga ci insegna a non essere competitivi, guardando ciò che fanno, realizzano e costruiscono gli altri.
Lo yoga ci invita ad impegnarci per migliorare. A livello fisico, nel caso dell’hatha yoga, a livello di atteggiamenti, nel caso del rispetto dei primi due gradini del raja yoga, a livello mentale nel caso di dharana, la concentrazione per portarci ad un più alto livello di crescita personale.

Partecipare al Wednesdayogaparty è semplicissimo. E’ sufficiente inserire un commento oppure se avete un blog potete scrivere un post e mettere il link nei commenti o ancora se vi fa piacere potete condividere l’articolo sui social. A vostra liberissima scelta!
Namastè

Wednesdayogaparty

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7 pensieri riguardo “Wednesdayogaparty: osservare la propria condotta

  1. Buongiono,

    anche io vivo la mia meditazione yoga come opportunità di crescita e arricchimento.
    Guardo dentro di me, porto l’attenzione dentro me e nell’introspezione ho l’oppounità di crescita personale.
    Magari anche con altre tecniche ma quesa è la strada che ho trovato più immediata , più efficace e gratuita.
    Ma bisogna essere aperti, propri come dicevi tu nella scorsa settimana, come bambini , non avere pregiudizi.

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  2. Concordo su tutto, anche l’hata yoga ci insegna a guardare noi stessi non solo dal punto di vista fisico, e forse non esiste nulla di solamente legato al corpo. Conoscere se stessi è una ricerca senza fine. E oltre al conoscere, il difficile è orientare le proprie tendenze, dato che siamo nel mondo e interagiamo con esso e con gli altri.
    Significa anche conoscere la nostra vera essenza, che non è di competizione ma di accoglienza. Un saluto

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  3. Una cosa (tra le tante) che ancora non mi è chiara e che non mi riesce assolutamente di realizzare è la capacità di aumentare il tempo del respiro. Perchè è importante aumentare il tempo del respiro? Mentre pratichiamo quando tu dici “tenete la posizione per tre respiri profondi” io, per quanto mi sforzi, nel “tuo” tempo di tre respiri ne faccio almeno 6/7.

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  4. Sai cosa mi piace? La “compresenza” nella tua vita dello yoga e della Fede; perché molte volte, forse per ignoranza nel senso puro del termine, per molte persone sono inconciliabili. =)
    Dani

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  5. Ciao Daniela,
    effettivamente ho dovuto spiegare a più persone ( anche ad un simpatico personaggio che ad un certo punto mi ha accusato di aver causato la dislessia di Matilde praticando yoga!!!!!) che le due cose non sono incompatibili e che io ho trovato un perfetto equilibrio tra la mia Fede cristiano-cattolica e la pratica dello yoga. Ed è vero che il fraintendimento nasce dalla ignoranza rispetto alla natura dello yoga che si pone senza dubbio come disciplina spirituale ma che dal punto di vista religioso è neutra e si pone come aiuto e strumento a vivere con maggiore consapevolezza proprio il tuo credo.
    Nessun maestro o guru indiano che si rispetti invoglierebbere qualcuno a cambiare religione.

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  6. Cara Catia grazie per la tua spiegazione su come riesci avivere la tua fede cristiana con lo yoga perché anche io ho qualche difficolta’come se fossero inconcialibili quando io invece penso il contrario e che anzi la meditazione yoga mi porti a una crescita spirituale e che sia solamente arricchente.Cosa ne pensate volete aggiungere qualcosa per rafforzare o per dire il Contrario?

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  7. Grazie Elisa per il tuo commento e per lo stimolo alla discussione. In effetti questo spazio è nato proprio per un confronto su tematiche legate a questa disciplina.

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