Wednesdayogaparty: liberiamo l’energia

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Tra le posizioni dell’ hatha yoga che preferisco ci sono senza dubbio le torsioni. Tutte, indistintamente.
Da posizione eretta, seduta, sdraiata.
Ora vi racconterò una cosa che vi farà ridere probabilmente ( e all’inizio vi chiederete che cosa c’entra con l’argomento del post).
Tra i film  che mi accompagnano nelle mie sessioni di stiro,  c’è “King Arthur”. Si quello interpretato da quell’uomo (un po’ inespressivo a dire il vero) che va sotto il nome di Clive Owen e da Keira Knightley.
Questo film parte dall’idea che sia esistito un condottiero romano chiamato Artorius, al servizio dell’Impero Romano, di stanza in Britannia con i suoi compagni sarmati ( i cavalieri della Tavola Rotonda?).
Ad un certo punto della storia, i nostri eroi vengono mandati a nord del Vallo di Adriano a recuperare, per volere del Papa, una famiglia romana e salvarla così dall’imminente invazione dei Sassoni.

Giuro che ci stiamo avvicinando al punto!

Quando i nostri partono per la missione, viene aperta un’enorma porta, quella che da a nord appunto, chiusa da tantissimo tempo per ovvie ragioni ( perchè andare a nord con i sassoni e gli indigeni che vogliono farti la pelle?).
La scena dell’apertura di questa porta è girata, secondo me, molto bene.
E’ talmente sigillata e bloccata dal tempo che gli uomini da soli non riescono ad aprirla e ci vuole anche l’aiuto dei cavalli.
Quando si apre, i cardini, muovendosi, liberano tutta la polvere e la sabbia che erano rimaste imprigionate dentro.
E anche il rumore che accompagna l’immagine è significativo. E’ una specie di “Pfffff!!!” onomatopeico forse di un qualcosa che finalmente si libera e può uscire ( come quando apriamo una lattina).

Orbene! Quando pratico una torsione, voi ci non crederete, la mia mente visualizza la mia colonna vertebrale come i cardini di quella porta che muovendosi si liberano dei ristagni di energia, che vi rimane intrappolata.

State ridendo, vero?
Eppure è così!

I benefici delle torsioni sono innumerevoli.
” Le posizioni che implicano una torsione della spina dorsale tonificano le terminazioni nervose e sono di grande aiuto nell’alleviare il mal di schiena, le emicranie e l’eccessiva rigidità del collo e delle spalle. Questo tipo di movimenti si effettuano raramente sia nella prassi quotidiana che nella pratica sportiva in generale. Queste posizioni sono un vero toccasana per la colonna vertebrale dato che, durante la torsione, i dischi vertebrali prima rilasciano i liquidi e le sostanze da eliminare e nella fase di rilascio assorbono nuovo nutrimento. Non di meno è da considerare l’azione svolta sugli organi interni. Da un punto di vista sottile e simbolico le torsioni rappresentano il cambiamento, un volgersi verso ciò che prima non era visibile”.
Dal libro ” Hari yoga- oltre ogni confine” di Marco Mandrino.

Nella mia pratica quotidiana c’è sempre, sempre, sempre una torsione.
E nella vostra, cari amici yogi?

Partecipare al Wednesdayogaparty è semplicissimo. E’ sufficiente inserire un commento oppure se avete un blog potete scrivere un post e mettere il link nei commenti o ancora se vi fa piacere potete condividere l’articolo sui social. A vostra liberissima scelta!
Namastè

Wednesdayogaparty

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7 thoughts on “Wednesdayogaparty: liberiamo l’energia

  1. Hai proprio ragione!!! Anche io adoro le torsioni e le inserisco quotidianamente nella mia pratica, danno un senso di “liberazione”. Da oggi penso che mi scapperà anche un sorriso, pensando alla tua “porta” Pffff!!!! Buona giornata.

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  2. Cara Catia, è fantastico il paragone con quella porta che si apre!!!! 😀
    Io ho sempre ADORATO le torsioni, mi ci crogiolavo letteralmente… MA… da quando ho la piccola, i muscoli della mia schiena sono messi a dura prova da tanti sollevamenti sbagliati ma a cui sono praticamente costretta… e ora, quando pratico le torsioni, non riesco più, mi prendono dei dolori nelle fasce muscolari che sono come delle lame. Quindi inizio piano, “allentando” la posizione, cercando di abituarmici a poco a poco per poi incrementare la torsione… ma penso di essere MOLTO lontana da ciò che “facevo” un tempo. Poi si sa, nello yoga non c’è il fare ma il sentire, quindi la mia schiena mi starà di certo suggerendo o, meglio, gridando qualcosa… ad ogni modo, le adoro lo stesso!!! :*

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  3. Ebbene sì anche a me piacciono le torsioni. E a questo proposito ecco una domanda che mi sorge spontanea: tu dici sempre che nello yoga l’importante non è “fare bene” ma “stare bene”. Immagino però che “fare bene” le posizioni aiuti in maniera importante a “stare bene” nella posizione. Quindi mi pare che in ogni caso sia bene cercare di ottenere risultati soddisfacenti quando sperimentiamo posizioni. E’ così?

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  4. Quando vi invoglio a non concentrarvi sul “fare bene” ma sul sentirvi bene vi voglio dire che l’asana perfetta non è quella perfettamente eseguita ma quella che vi fa stare bene, comode e stabili.
    Perseguire l’obiettivo di una postura perfetta può andare benissimo ma deve essere il frutto di un percorso, di un cammino di conoscenza del nostro corpo al quale chiediamo magari ogni volta un pochino di più ma del quale dobbiamo sempre rispettare i limiti. La pratica costante e la presenza mentale faranno il resto.

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