Un leporello per le beatitudini… e un libro

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Nelle ultime settimane con i ragazzi di catechismo abbiamo parlato delle beatitudini pronunciate da Gesù nel suo “Discorso della montagna”.
Beati quelli….
Se cerchiamo il significato della parola “beato” scopriremo che beato significa “felice”.
Allora la prima cosa che abbiamo proposto di fare ai ragazzi è stato quello di riscrivere le beatitudini sostituendo alla parola “beati” la parola “felici”.

1. Felici sono quelli che sono poveri davanti a Dio, perchè Dio offre a loro il suo regno.
2. Felici sono quelle che sono nella tristezza perchè Dio li consolerà.
3. Felici sono quelli che non sono violenti perchè Dio darà loro la terra promessa.
4. Felici sono quelli che hanno fame e sete di giustizia perchè Dio li salverà.
5. Felici sono quelli che hanno compassione degli altri, perchè Dio avrà compassione di loro.
6. Felici sono i puri di cuore perchè vedranno Dio.
7. Felici sono quelli che costruiscono la pace, perchè Dio li accoglierà come suoi figli.
8. Felici sono quelli che lottano per la giustizia perchè ad essi appartiene il regno dei cieli.

Ma che cosa vuol dire essere felici?
E’ un argomento difficile da trattare con i bambini.
Ma li si può portare a riflettere sul fatto che la felicità non nasce dal possedere tante cose, dall’essere i più forti, i più ricchi, i più belli, i più famosi. Che tutto ciò non porta la felicità ma forse solo una sensazione temporanea di piacere.
Non c’è forse più felicità nel sapere che siamo stati gentili con qualcuno? Nell’aver consolato un amico che era triste? Nell’essere stati onesti?
Concetti forse complessi per i ragazzi ma vale la pena di cominciare a gettare dei semi.
E poi ci sono tante persone, più o meno famose, che hanno davvero vissuto le beatitudini e trovato la felicità.
A questo proposito ho preparato un cartellone …

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… abbinando ad ogni beatitudine un personaggio che secondo me è stato, con la vita, la sua incarnazione.
Volutamente ho inserito dei personaggi appartenenti a credi religiosi diversi da quello cristiano, come Gandhi e il Dalai Lama e anche dei non credenti, come Giovanni Falcone e Paolo Borsellino (che ho abbinato ai “puri di cuori” per la loro ricerca della verità e della loro lotta per avere un mondo più onesto) per sottolineare che il messaggio che Gesù ci ha voluto dare attraverso le beatitudini è un messaggio universale che và al di là della specifica religione.

I ragazzi conoscevano parecchi dei personaggi proposti e così insieme abbiamo cercato delle parole-chiave che potessero riassumere l’atteggiamento che hanno vissuto e che è un esempio per noi: onestà, non violenza, uguaglianza, condivisione, perdono, pace, semplicità.

Nell’ultimo incontro abbiamo realizzato un leporello ( è un libretto con una piegatura particolare che si distingue dal classico booklet per il fatto che le pagine possono essere piegate a fisarmonica).
Da una parte abbiamo incollato il testo delle beatitudini ( con il testo reinterpretato)…

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… e dietro ogni beatitudine il relativo personaggio con la rispettiva parola-chiave…

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Abbiamo creato una piccola bustina per inserire il nostro leporello piegato…

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I ragazzi sono stati contenti di costruire questo piccolo libretto come ricordo di questi incontri interessanti.
Ho accennato che tra i personaggi scelti per spiegare le beatitudini c’erano anche i giudici Falcone e Borsellino …

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… e a questo proposito vorrei raccontarvi una cosa bellissima che è successa durante questi incontri dedicati alle beatitudini.
Mentre tutti insieme assemblavamo il nostro leporello, uno dei miei ragazzi, A. mi ha chiesto se poteva raccontare una cosa ai suoi amici.
“Certo!”
Ha raccontato che pochi giorni prima nella sua scuola erano venuti alcuni volontari dell’associazione “Mitades “che promuove il benessere sociale a Milano, che aderisce a sua volta ai progetti dell’associazione “Libera, nomi e numeri contro le mafie “e avevano parlato di un libro …

A. ha condiviso con i suoi amici il racconto di questo libro e il suo significato, trasmettendo, ve l’assicuro, non soltanto informazioni ma emozioni.
Nei dieci minuti in cui A. ha parlato in aula regnava il silenzio.
Tutti eravamo concentrati ad ascoltarlo.
Tutti eravamo coinvolti dal suo racconto.
In quei dieci minuti ho imparato tanto.
E’ come dire che per me il catechismo non è solo “insegnare”!
Io questo libro non l’ho letto, ma è come se lo avessi fatto e … lo consiglio.

Con questo post partecipo all’iniziativa “Il venerdì del libro” di Homemademamma.

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18 thoughts on “Un leporello per le beatitudini… e un libro

  1. La “traduzione ” che hai fatto fare ai tuoi bambini è stata una mossa intelligente..sicuramente ha dato loro modo di tradurla nella realtà più vicina a loro…anche scegliere le foto che più sì adattavano a una beatitudine o a un’altra..penso che questa “lezione ” avrà lasciato un segno notevole..Catia sei proprio brava..se “ai miei tempi” (come a volte mi dice la Marty ) avessi fatto catechismo così mi sarebbe piaciuto certamente di più..buon fine settimana a te Luca e alla Mati!

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  2. Bella l’idea del leporello. Noi iniziamo le beatitudini settimana prossima e penso che terrò cara la tua proposta. Secondo la mia esperienza, il catechismo, è un cammino che facciamo insieme, uno scambio; ben lontano da una classica lezione scolastica!!! Spero ci siano sempre di più, catechiste fantasiose ed entusiaste!!! Buon fine settimana.

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  3. sei proprio brava, la fantasia di trovare sempre qualche cosa di nuovo per coinvolgere i bambini non ti manca
    Al punto tre forse hai dimenticato un “non”
    Il libro che ha segnalato vedrò di trovarlo per leggerlo
    un saluto nonna Mariuiccia

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  4. E’ un libro stupendo da leggere sia per i ragazzi che per i grandi e te lo consiglio vivamente perché la figura del giudice Falcone è tratteggiata benissimo.

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  5. Secondo me tu al corso per catechiste le idee le porti………. Grande il lavoro che hai fatto sulle beatitudini.

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  6. Ciao Catia, leggo spesso il tuo blog ma non avevo mai commentato.
    Ti faccio davvero i miei complimenti per questo bellissimo lavoro sulle beatitudini, anche io sono una catechista, quest’anno lavoro con i bambini (ragazzi?) di 5° elementare e sono in un momento di crisi… mi sento più capace di stare con i bambini più piccoli…
    Credo che trarrò spunto da questa tua idea… grazie per averla condivisa con noi!
    A presto
    Fabiana

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  7. Ciao Fabiana,
    anche io seguo i bambini di quinta elementare quest’anno.
    Non è facile è vero!
    I ragazzi sono a volte imprevedibili nelle domande che ti pongono e poi si stanno avvicinando alla preadolescenza con tutto quello che questo comporta per le loro figure di riferimento cioè i genitori e perchè no? anche noi catechiste!
    Ma tieni duro!
    E’ un’esperienza bellissima che da tante soddisfazioni. I miei ragazzi mi stupiscono ogni volta!
    Un abbraccio e quando vuoi sfogarti un po’ sai dove trovarmi ( mi puoi anche scrivere in privato). Sei di Milano per caso?

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  8. Ciao Catia, non sono di Forlì ma di Castrocaro Terme.
    Un piccolo paesino della Romagna, fra l’altro sono anche mamma di un quasi undicenne (oltre che di una “settenne”), quindi ne sono proprio qualcosa di quello che riguarda i cambiamenti dell’età da imparare a gestire!!

    A presto

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  9. Bella la Romagna!
    Io adoro la tua regione.
    Noi trascorriamo le nostre vacanze in Emilia, in provincia di Piacenza, in collina.
    Ti stavo giusto pensando perchè proprio in questo momento sto scrivendo il post sull’altro mio blog, quello che ho dedicato alla mia esperienza di catechista. L’ho aperto anche su richiesta dei genitori dei ragazzi che in questo modo sanno cosa i loro ragazzi vivono a catechismo ( perchè molto spesso quando i genitori chiedono loro: ” che cosa hai fatto a catechismo?” loro rispondono “Niente”.
    Ti lascio il link se vuoi dare un’occhiata
    http://www.avventuracatechismo.wordpress.com
    Un abbraccio a te ai tuoi cuccioli!

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