Basta studiare!

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In queste settimane ho letto un libro che mi ha illuminato rispetto a ciò che dovrà essere il mio ruolo come genitore durante l’avventura della scuola superiore di Matilde che inesorabilmente si avvicina.
Sono sempre stata convinta del fatto che la scuola sia “un affare di famiglia” e quando venivo accusata in passato di parlare sempre al plurale ( noi studiamo, noi facciamo i compiti. ecc…) i primi tempi me la prendevo ma poi ho mandato a quel paese tutti quanti perchè sentivo che quella era la strada giusta per me, cioè quella di essere attivamente partecipe delle vicende scolastiche di mia figlia ( partecipe e non protagonista) e di cercare di mantenere sempre un rapporto di collaborazione con la scuola e gli insegnanti ( quest’ultimo aspetto è stato più difficile da concretizzare alle elematri dopo la diagnosi di dislessia mentre alle medie è filato tutto liscio come l’olio).
Ma torniamo al libro.
Gli autori sono due docenti di scuola superiore e devo dire che  solo guardando l’immagine di copertina … beh! Mi erano già simpatici!
La lettura del libro ha confermato l’opinione iniziale.

“Non mi racconta mai niente”; “Non so più che cosa pensa”; ” E’ sempre chiuso nella sua camera”; “Non ascolta quello che gli dico”: se avete un figlio adolescente, queste frasi vi sembreranno familiari. Quasi all’improvviso tutto è cambiato e voi non sapete bene che fare.
E poi c’è la scuola: discussioni, ansie, porte sbattute. Ma è davvero inevitabile passare così i cinque anni delle superiori? C’è un modo per aiutare i nostri figli a studiare con meno fatica e sofferenza, a crescere in modo più consapevole e a godersi questo periodo? E noi con loro?
Noi pensiamo di si. Siamo convinti ci sia un metodo fatto di un mix di organizzazione, dialogo e comportamenti capace di avvicinarvi ai vostri figli, di capirli di più e di ottimizzare studio e impegni extrascolastici. Siamo due docenti, oltre la trentina ma ancora entro la quarantina e dalla parte più comoda della cattedra, vi proponiamo un metodo nuovo, articolato in sette punti cardinali: il nostro metodo BiEsse, Basta Studiare!”.

Prima di spiegare nel dettaglio il metodo BiEsse, gli autori delineano quattro profili dei nostri adolescenti rispetto alla scuola:
– Il disinteressato
– Il silente
– Il ribelle
– Il bambinone

Che tipo di adolescente abbiamo in casa?
Matilde ha letto con attenzione i profili e ha affermato di avere qualche caratteristica di ognuno. Sarà una cosa positiva?!?!?

E noi che tipo di genitori siamo?
Verifichiamolo con un test!
Secondo il test io sono chioccia e genitore che ascolta. Ok! Niente di nuovo per me.

Ma ecco i sette punti del metodo BiEsse:
1. Seguite vostro figlio anche alla scuola superiore: Le frasi “Ormai è grande”; ” Non ha più bisogno di me”; ” Il peggio è passato”; “Ha imparato a studiare e ha capito quanto sia importante” sono tanto ricorrenti quanto inutili: la strada è ancora lunga, il lavoro ancora tanto.
2. Genitori: ecco il vostro ruolo: Noi genitori siamo in campo nella partita delle scuola superiore dei nostri figli. Non siamo in panchina e tantomeno in tribuna. E gli elementi per una buon gioco sono: flessibilità, concentrazione, ordine e gioco di squadra. Quello su cui i genitori devono puntare è l’esempio, la presenza ( che non è invadenza ma scelta saggia dei tempi per l’ascolto e l’intervento).
3. Signore e signori, il planning: una buona organizzazione dello studio e buona parte del lavoro è fatta.
4. Osservate, ascoltate e rilanciate sempre: presupposto fondamentale? Il dialogo ( è la parola che compare di più in questo libro!). L’invito è quello di parlare, spiegare, chiedere, insegnare ad avere pazienza garantendo la nostra. Difficile, stancante ma necessario.
5. I nemici e gli alleati dello studio: imparate a conoscerli: sicuramente la scuola non è il nostro nemico. La scuola va ascoltata, capita e consultata perchè gli obiettivi sono comuni. Allora quali sono i nemici dello studio? Leggete e lo scoprirete…
6. Scoprite chi è vostro figlio dalle 8 alle 14.00: come fare? Instaurando un dialogo costruttivo e continuo con la scuola utilizzando tutti gli strumenti a disposizione: assemblee di classe, colloqui individuali con i docenti e conoscendo anche gli altri genitori. Questo fin dai primi mesi di scuola. Non bisogna temere di essere genitori presenti e attenti, di partecipare e volere sapere, di aiutare, dando fiducia e senza trasmettere ansia.
7. Motivate e allenate i figli, rispondete insieme alla scuola: basta studiare!: questo punto Matilde ed io l’abbiamo letto insieme durante lo spuntino di metà pomeriggio. Ogni adolescente si pone questa domanda prima o poi: perchè devo studiare? Io ho cercato di dare una risposta a Matilde che poi ho ritrovato nelle parole degli autori. A scuola non si va solo per sapere la storia e la geografia, non si va per imparare a fare le equazioni e l’analisi del periodo. Ho sempre pensato che tutto ciò che si studia a scuola sia importante ma ciò che è veramente importante è come si studia.
I due autori dicono che a scuola non si deve puntare solo al risultato ma al risultato conseguito con un bel gioco. Qual è questo bel gioco? Allenamento, ragionamento e fatica che sono virtù da coltivare in famiglia grazie alla scuola che permetteranno all’adolescente di diventare una persona adulta capace di pensare.
Allora al di là della storia e della matematica ecc… che cosa impara l’adolescente studiando?
– la pazienza
– la generosità
– l’umiltà
– la predisposizione al sacrificio
– la capacità di ascolto
– la capacità di dialogo
– la progettualità
– il problem solving
– la capacità di prendere decisioni
– la gestione del successo e dell’insuccesso
– l’abilità di programmazione
– la conoscenza di se stesso
– La conoscenza degli altri
– la curiosità per la cultura

Questo è, secondo me il vero patrimonio, il vero bagaglio che un adolescente impara a scuola e che lo accompagnerà sempre.

Un libro che ogni genitore dovrebbe leggere, ricco di spunti e di speranza visto che la scuola a volte diventa davvero un vero calvario.

Lorenzo Sanna, Marcello Bramati
Basta studiare!
Prefazione di Alessandro d’Avenia
Sperling & Kupfer

Questo post partecipa all’iniziativa “Il venerdì del libro” di Homemademamma

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10 pensieri riguardo “Basta studiare!

  1. Ottimi spunti, che rispecchiano il mio atteggiamento tenuto fino ad oggi, però, penso che siano da impostare già fin dalle scuole elementari. Penso che gli adolescenti debbano essere “seguiti a distanza”. Non ho perso un colloquio, una riunione, o l’occasione per chiedere ogni giorno come è andata, però non controllo i compiti, le cartelle, le attività, dalla terza elementare!!! Secondo me l’importante è che abbiano la certezza della nostra presenza e disponibilità, ma, nello stesso tempo, siano lasciati liberi di crescere, di sbagliare. Nei cinque anni di superiori la voglia di libertà, di sperimentazione, aumenta vertiginosamente e sarà proprio questo che creerà degli adulti unici, con un carattere proprio. A noi genitori il compito di essere sempre e comunque “un porto sicuro”, per queste navi che smaniano di “lasciare il largo”. Buona giornata.

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  2. Ciao Sabrina e grazie per il tuo commento.
    Io “controllo” ancora tutto ma è un rito tutto nostro piuttosto che un voler intromettermi nelle cose proprie di Matilde. La dislessia purtroppo richiede interventi supplementari da parte di noi genitori che però non sono mai stati un voler fare le cose al posto di nostra figlia. Continueremo su questa strada fino a quando Matilde ci dirà: “adesso basta” anche se credo che non succederà tanto presto perchè è il piacere di fare le cose insieme che ha caratterizzato tutto il suo percorso scolastico.
    Quando succederà lo accoglierò serenamente…

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  3. sarebbe bello avere due insegnanti come gli autori del libro e mi auguro che Matilde possa trovare veramente
    dei professori attenti ai problemi di tutti i ragazzi.
    Sono dell’opinione che la presenza dei genitori è molto importante cercando sempre di lasciare ai figli i loro spazi e le loro responsabilità
    un abbraccio nonna Mariuccia

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  4. Molto interessante. Noi a settembre affronteremo il passaggio in prima media… Sarà ora che inizii a leggere questo libro anche se per le superiori abbiamo ancora tempo.

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  5. Si!
    Credo che molte indicazioni siano valide anche per il ciclo della scuola media inferiore anche se il libro punta molto sull aspetto emotivo degli adolescenti e quello che consegue rispetto allo studio.

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  6. A settembre Chiara andrà in prima media… ho ancora un po di tempo per fare pratica e prepararmi al futuro 😉
    libro davvero interessante, una lettura che farò sicuramente.
    Grazie per la bella recensione!

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