Gli audiovisivi come strumento di apprendimento ( anche a catechismo)

Sabato mattina ho partecipato all’ultima lezione del corso di formazione per catechisti proposto dalla Diocesi di Milano.
L’argomento era: Il linguaggio dell’audiovisivo nella catechesi.
Una lezione interessante anche perchè oggi si fa sempre più uso di questo strumento che effettivamente parla un linguaggio al quale i ragazzi sono più abituati.
Ovviamente l’audiovisivo non deve essere proposto e morta lì.
Questa proposta deve essere preceduta da una preparazione da parte del catechista e successivamente deve seguire un lavoro di riappropriazione da parte dei ragazzi dei messaggi proposti.

Ecco alcune indicazioni per l’utilizzo degli audiovisivi nella catechesi:
1. E’ preferibile usare solo alcune sequenze al posto del lungometraggio integrale. Ciò aiuta anche il catechista ad essere più efficace e preparato nella sua mediazione e non si corre il rischio di annoiare i ragazzi.

2. Lo spazio dedicato all’approfondimento ha il compito di far emergere i significati e le emozioni che ciascuno ha provato rispetto a quanto visto. Ogni ragazzo è diverso e quindi ciò che hanno visto dialoga con il vissuto di ciascuno di loro. Il catechista si inserisce in questa preziosa diversità e cerca di farla venire a galla.

3. Le emozioni che l’audiovisivo sa generare talvolta possono far emergere contenuti di particolare delicatezza da parte dei ragazzi. Il catechista ha il dovere di saperli mediare in modo autorevole senza avere soltanto la priorità di avanzare con quanto immaginato.

4. Il film è un incrocio costante di messa in scena (ambientazione visiva, personaggi, ambientazione sonora) messa in quadro (costruzione di una cornice, particolarità nella rappresentazione e commento sonoro) e messa in serie (movimenti di camera, modalità di raccordo, gioco di sguardi e voci). Aiutare i ragazzi a far emergere le loro emozioni e i loro pensieri sul film a partire da elementi oggettivi dell’opera è sicuramente utile perchè la condivisione fondata su elementi oggettivi crea un dialogo più appagante e più costruttivo dove le persone non fondano il loro discutere sul disaccordo ( come succede nelle tribune elettorali) ma sulle segnalazioni interessanti che gli altri sanno fare e che ciascuno può comprendere.
Se aiutiamo i ragazzi a crescere con questo modello di comprensione, già abbiamo fatto molto.

Questo corso mi è piaciuto tanto, soprattutto perchè ciò che ci veniva spiegato poi veniva sperimentato da noi catechisti personalmente.
Ecco che l’incontro è iniziato con la visione di questo spot…

Io che guardo pochissima televisione e tantomeno le pubblicità non avevo mai visto questo spot e la parola che mi è uscita a voce altissima è stata: “E’ terribile!”.
Il Don non si è accontentato e proprio per iniziare a far emergere emozioni e pensieri mi ha chiesto perchè lo trovavo terribile.
Ho risposto che secondo me metteva in risalto che la felicità si troverebbe nelle cose materiali, come può essere l’acquisto di una macchina e non negli affetti e nella relazione con le persone.

E poi ognuno ha detto il proprio pensiero in base a tre domande:
– Cosa abbiamo visto?
– Cosa ci viene detto?
– Come ci viene detto?

Dalla condivisione sono emerse cose interessanti alle quali io non avevo pensato assolutamente e mi è stato molto utile.
Nessuno aveva ragione o dato l’interpretazione oggettivamente corretta ma ciascuno di noi aveva filtrato l’esperienza in base alle nostre caratteristiche e al nostro vissuto.

Quindi quali sono gli scopi dell’audiovisivo?
– Dare stimoli alla lettura del vissuto, quindi tirare fuori quello che c’è dentro.
– Elaborazione dei vissuti propri dei ragazzi.
– E’ generatore di domande aperte da parte dei ragazzi ( anche “eretiche” come ha detto il Don )
– Crea un’ esperienza comunitaria quindi ha la funzione di educare al dialogo e al confronto.

E’ quindi possibile trasmettere il Vangelo utilizzando i linguaggi di oggi, quelli che sono più comprensibili anche ai nostri ragazzi.
Del resto il primo ad applicare questo metodo è stato proprio Gesù quando per far comprendere il suo messaggio utilizzava le parabole.

Buon inizio settimana a tutti voi cari amici!

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3 thoughts on “Gli audiovisivi come strumento di apprendimento ( anche a catechismo)

  1. Grazie per la utile condivisione. Non avevo mai pensato al punto 4, “soffermarsi sugli elementi oggettivi dell’opera”. Purtroppo noi non abbiamo la possibilità di connetterci ad Internet, in classe, o comunque in un aula predisposta, possiamo solo utilizzare Dvd, prenotando l’unica stanza con schermo!!! Grazie ancora e buona giornata.

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